Il tempo dell'amore – Cosa vuol dire amare

Yamaji Ebine racconta una storia romantica che, nella sua originalità, ci ricorda il significato primitivo dell’amore

Il manga è un universo estremamente variegato al cui interno ci sono numerosi pianeti ossia i vari generi (che ricordiamo essere una cosa diversa dai target). Uno dei pianeti più conosciuti è sicuramente quello del genere romantico; questo si fonda, soprattutto nel manga, su una serie di cliché e strutture narrative ben consolidate nel tempo. Diventa quindi difficile che un manga romantico riesca a sorprendere un lettore già navigato. Quanto ho appena detto però non vale per Il tempo dell’amore di Yamaji Ebine. L’opera, edita dalla Coconino per la collana Doku, racconta la storia di Shiori (ragazza riservata che studia arte) e Kageyama (affascinante ragazzo gay e brillante studente d’arte). Il loro rapporto si creerà a seguito di un evento completamente inaspettato che segnerà profondamente Shiori... e anche il lettore. 

Kageyama e Shiori sono due ragazzi con delle ferite molto profonde che non permettono loro di riprendere a vivere liberamente; in questo senso, assume un ruolo fondamentale il fiume, teatro della maggior parte degli avvenimenti dell’opera: non è semplicemente un’ambientazione che fa da contorno ai personaggi, ma al contrario simboleggia la situazione in cui si trovano i protagonisti.

Shiori e Kageyama continuano a recarsi al fiume perché bloccati nel dolore del trauma, anche se entrambi cercano di non darlo a vedere. I due non riescono ad affrontare la causa del loro dolore e questa situazione d’immobilismo è perfettamente rappresentata dall’abitudine di passeggiare sulla riva del fiume. Non è infatti un caso se c’è un unico personaggio che, nonostante abbia subito un trauma terribile, non è mai ritratto in quella riva: mi riferisco al padre di Nori, un amico di Kageyama e Shiori (il motivo di questa differenza dai protagonisti è spiegato da lui stesso, seppur non si riferisca esplicitamente al fiume).

L’autrice, attraverso una narrazione dolce, mostra al lettore due personaggi che, supportandosi a vicenda, provano a superare quella loro situazione di costante dolore. La narrazione dell’opera è leggera e scorrevole e questo perché, nonostante i temi molto drammatici, Yamaji Ebine non si intrica quasi mai in lunghi dialoghi.

L’opera ha un inizio apparentemente veloce e il lettore, a una prima occhiata, ha la sensazione di ritrovarsi di colpo nell’intreccio del manga. Questa sensazione, errata, è però subito compresa dal lettore che, andando avanti con la storia, si accorge di come il fulcro del manga non si basi sul raccontare cosa succede ai protagonisti, ma piuttosto sul come riescano a riprendersi dalle loro profonde ferite. 

Yamaji Ebine inoltre non si tira indietro dal mostrare anche le varie forme malate che l’amore può assumere. L’autrice infatti, mostra al lettore le due facce della medaglia dell’amore: il primo, teso a sostenere il proprio partner e aiutarlo nei momenti di difficoltà; il secondo, caratterizzato da egoismo e deliri di possessione. Ogni aspetto della trama viene affrontato dall’autrice con dolcezza e totale assenza di preconcetti, dando spazio ai sentimenti, nell’accezione più pura e, per certi versi, primitiva del termine.

Lo stile è il secondo punto forte dell’opera. Yamaji Ebine ha un tratto estremamente minimalista, ma al contempo deciso. L’autrice ritrae i personaggi con poche linee e una lineart estremamente sottile che però riesce a mostrare al lettore ogni sfaccettatura dei sentimenti dei vari personaggi; le tavole sono caratterizzate da un ampio uso del bianco e un parsimonioso, ma estremamente simbolico, uso del nero. La mangaka non utilizza sfumature, né attraverso il tratteggio - praticamente assente - né con i retini, utilizzati in poche occasioni. Il tratto, sempre estremamente chiaro, è accompagnato da un’impostazione della pagina estremamente intuitiva e moderna che segue perfettamente il senso di lettura a Z. 

Le vignette ritraggono spesso i personaggi in primo piano - spesso in tre quarti - dando al lettore un senso di vicinanza e immedesimazione nelle vicende. Non è comunque raro trovare delle vignette caratterizzate da un campo medio, anche se in questo caso il tratto diventa ancora più minimalista, causando una leggera perdita di dettagli. Le ambientazioni esterne vengono rappresentate in modo quasi simbolico: l’autrice infatti non si sofferma su dettagli come gli alberi o il prato. Nelle ambientazioni interne invece, il lettore comprende con più facilità la struttura delle varie case e come queste sono arredate.

Il tempo dell’amore è un manga atipico, sia nell’incipit che, soprattutto, nel suo svolgimento. Il lettore si trova di fronte a un’opera che affronta il sentimento dell’amore spogliandolo di qualsiasi preconcetto e pregiudizio. Tutto questo avviene con una narrazione (e un tratto) dolce e pacato; invece dei denti, preferisce mostrare il  sorriso.

Giosuè Spedicato


Il tempo dell’amore
(Titolo originale: Ai no jikan)


Testi e disegni: Yamaji Ebine
Traduzione: Paolo La Marca
Casa editrice: Coconino Press
Collana: Coconino Doku
Data di pubblicazione: 7 novembre 2025
Formato: 15 x 21 cm, brossurato, 336 pagine, b/n
Prezzo: 18€

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