Céleste – L'ombra silenziosa di Marcel Proust

Le due anime dietro Alla ricerca del tempo perduto nell’ultimo fumetto di Chloé Cruchaudet


È possibile raccontare l’essenza più intima di uno degli scrittori più studiati del ‘900 parlando della sua… domestica?
Questa è la sfida che si è posta Chloé Cruchaudet nella sua ultima fatica, Céleste, fumetto edito in Francia da Soleil Production e tradotto in Italia da Coconino Press. Cruchaudet ci mostra contemporaneamente le biografie di due individui, fortemente connessi tra loro: da un lato, l’arcinoto scrittore Marcel Proust, autore del celebre romanzo Alla ricerca del tempo perduto; dall’altro l’anonima, Céleste Albaret, un’umile governante, destinata a diventare l’ombra silenziosa di Proust.

Chloé Cruchaudet, classe 1976, è un’artista e autrice francese, originaria di Lione. Ha intrapreso il suo percorso nel mondo del fumetto dopo aver studiato animazione a Parigi, esordendo nel 2008 con Groenlandia Manhattan, che le è valso il prestigioso Premio Goscinny. Successivamente ha disegnato altri fumetti storici, come la serie Ida, La crociata degli innocenti e Poco raccomandabile, che nel 2013 è stato insignito del Prix du Public Cultura ad Angoulême e del Premio Micheluzzi al Comicon di Napoli.

La nostra storia comincia nel 1956, quando Céleste e suo marito, Odilon, ricevono la visita di due antiquari, interessati ai beni di Marcel Proust, ormai spirato da diversi anni. Con l’occasione, Céleste inizia a rievocare i ricordi della vita passata con lui, dal primo incontro fino ai suoi ultimi giorni.

Céleste si era trasferita a Parigi nel 1922 che era ancora una ragazza ingenua, cresciuta in campagna e totalmente ignara degli usi e costumi cittadini. Era in città per volere di suo marito, che per far fortuna si offriva di scarrozzare gli aristocratici parigini con il suo taxi. I due avrebbero vissuto una vita come tante altre, se nonché tra i clienti di Odilon ce n’era uno in particolare: lo scrittore Marcel Proust. Quando il romanziere aveva confessato al tassista il suo urgente bisogno di pubblicizzare il suo primo volume, Odilon gli aveva proposto di assumere Céleste come fattorina, dato che la ragazza non sembrava essere fatta per la classica vita da brava padrona di casa. Così Céleste aveva fatto la conoscenza del signor Proust, conquistandolo con la sua naturalezza e semplicità. Dapprima è stata la sua domestica, poi segretaria, fino ad aiutare lo scrittore con le sue innumerevoli revisioni e bozze, diventando parte fondamentale e insostituibile del processo creativo di Proust e della sua vita privata.

Cruchaudet sceglie volutamente di non realizzare un classico adattamento a fumetti delle opere proustiane. Il punto di vista di Céleste Albaret ci fornisce una prospettiva laterale, ottima per dare una visione schietta e oggettiva dell’uomo che ha scritto la Recherche. Céleste è abbastanza vicina a Proust da permetterci di carpirne il genio creativo, ma è anche abbastanza distaccata da non farsi assorbire dalla soggettività dello scrittore, mostrandoci tutti i suoi difetti e le sue ossessioni. Proust scende momentaneamente dal piedistallo su cui la letteratura l’ha posato: in questo fumetto viene presentato come un uomo in carne e ossa, con aspirazioni e desideri, ma anche con paure e tormenti. 

Le vite di Marcel e di Céleste si intrecciano in un rapporto di profonda amicizia, dove l’uno non può far a meno dell’altra, nonostante le loro divergenze: Marcel è un dandy, ha sempre vissuto negli agi e nel lusso, abituato ad essere servito e riverito; al contrario, Céleste è di famiglia contadina, vive in condizioni umili e modeste, non di certo un’intellettuale. Nonostante le premesse, Céleste col tempo dimostrerà di avere uno straordinario spirito d'intraprendenza e adattamento, che non solo le permetterà di districarsi tra i continui alti e bassi del suo padrone, ma anche di prevederne gli umori e le stravaganze, in modo da non lasciarsi assuefare dal suo carisma e dalle sue dolci parole. Il legame descritto dall’autrice però resta verosimile poiché i due, pur riconoscendo i rispettivi pregi, non oltrepasseranno mai i confini dell’amore platonico e saranno sempre separati dalle loro classi sociali, seguendo i dettami del periodo storico in cui hanno vissuto.

Situazioni di vita quotidiana si alternano a momenti più onirici, quelli in cui lo scrittore è colto dalla creatività, ben caratterizzati anche graficamente. L’acquerello, seppur in forma digitale, rende bene l’idea di un’atmosfera pesante fumosa come la casa di Proust, con il verde e il viola come colori dominanti, proprio a simboleggiare l’aria stantia che doveva esserci in un ambiente perennemente chiuso, dove ogni cosa era immobile. Ad alleggerire l’atmosfera c’è lo stile grafico ironico e leggero, con un design dei personaggi che, per forme e movenze, ricorda molto il mondo dell’animazione, in cui Cruchaudet ha lavorato prima di disegnare fumetti.

In un mondo in cui ciascuno sgomita per primeggiare e farsi vedere, Céleste sembra mostrarci che una vita in ombra è altresì dignitosa e può comunque portare felicità. Verrebbe da chiedersi se in un contesto contemporaneo, più paritario rispetto alla Parigi di inizio ‘900, Céleste avrebbe fatto la stessa scelta o se avrebbe avuto il coraggio di prendersi i meriti che le spettano.

Claudia Carrozzino


Céleste

Testi e disegni: Chloé Cruchaudet
Progetto grafico e adattamento: Andrea Canfora
Traduzione: Simona Munari e Sara D’Ippolito
Casa editrice: Coconino Press
Data di pubblicazione: maggio 2025
Formato: 19,5 x 26 cm
Prezzo: 25 €

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