Metax - Storia di una (in)dipendenza

Antoine Cossé disegna tavole come poesie per raccontare un mondo che vuole riplasmare sé stesso


Grande e potente è la città di Ronin, grande e potente è il suo Re. Prosperità e forza sono i doni dati dal Metax, il minerale raro e prezioso che, però, inizia a scarseggiare, mettendo l'intera città in pericolo. Per il Metax sono state erette le possenti mura di Ronin, per il Metax sono state fatte - e vinte - guerre. Adesso, però, a minacciare la città è il Metax stesso, o meglio, la sua mancanza.

A dover garantire l'estrazione di altre scorte è l'ingegnere capo, l'uomo su cui grava la responsabilità della sopravvivenza dell'intera Ronin, l'uomo che viene continuamente pressato con insistenza dai tirapiedi del Re perché trovi nuovi giacimenti.
Nel frattempo, la popolazione - umana e animale - di Ronin sperimenta i sintomi di una nuova, incurabile malattia che riempie gli occhi di stelle attorniate da un'oscurità assoluta. Eppure non c'è tempo di cercare una cura perché, oltre alla scarsità del Metax, il Re deve fare i conti con un gruppo di terroristə che rallenta la ricerca e l'estrazione del minerale: bambinə, perlopiù, i volti nascosti da maschere teriomorfe quasi diaboliche, capaci di trasformarsi in uccelli e sfuggire alle squadre reali che danno loro la caccia.
Ma a scardinare il sistema basato sul Metax potrebbe essere qualcunə molto più insospettabile di una banda di ribellə nascostə nei boschi, qualcunə che quel sistema lo conosce più da vicino e che vuole distruggerlo colpendo con determinazione lì dove le difese si fanno più fragili...


Il mondo immaginato da Antoine Cossé è un mondo afflitto da una dipendenza feroce, piegato davanti al proprio stesso disfacimento ma incapace di immaginare un'alternativa. Il mondo immaginato da Cossé è il nostro, un mondo dove il Metax prende il posto del petrolio ma in cui, comunque, chi prova a cercare alternative meno autodistruttive viene tacciatə di terrorismo, un mondo in cui la conservazione del sistema ha più importanza della conservazione della vita stessa.


Se la metafora è facile, la grandezza di Metax sta nelle tavole, incredibili, in cui Antoine Cossé disegna una Ronin ingrigita e spenta e lo fa con un tratto sinuoso e spontaneo che sa raccontare gli spazi della città attraversati dagli eventi - la scena iniziale con la mandria di cavalli che attraversa Ronin è di una bellezza sconcertante - i boschi e i deserti che resistono alla devastazione della ricerca del Metax. Spazi vuoti e silenziosi fatti di neri e bianchi assoluti e di grigi sporchi e fumosi che esplodono di colore in una scena di danza incredibilmente riuscita nella parte finale del libro, colori che svelano una possibilità nuova al mondo, una realtà fatta di luci diverse, di tonalità quasi dimenticate verso cui poter indirizzare, ancora una volta, il cammino dell'umanità.

Claudia (aka Clacca)

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