Letture seriali: Luce & Cosmo di Isaak Friedl e Yi Yang

Una fiaba contemporanea che è anche un efficace trait d'union tra Oriente e Occidente


"Bah, Bubbole!"
Se c'è un argomento che fa emergere lo Scrooge in me... beh, quello è proprio l'Amore, l'Amour, con quel suo apostrofo rosa a colorare di arcobaleno la vita di questo o quel protagonista, e in parte l'avrete notato anche dal tenore di questa rubrica qui su Gli Audaci.
Orrore, Morte, Distruzione, Apocalissi varie e derivate, insomma la fiera dell'Allegria.
Quindi perché ho deciso di parlarvi di Luce & Cosmo, la nuova opera firmata da Isaak Friedl e Yi Yang, e proposta da Saldapress in un bel volumetto della loro collana Yaù!?
Perché i due autori hanno saputo parlare della grande A, senza necessariamente farne un dramma anzi, trovando una chiave particolare per condurmi nel mondo colorato in toni di pastello dei loro personaggi, che poi è il nostro, di mondo.

Lo stesso delle grandi città, dei grattacieli, delle maree umane che ogni giorno si spostano da un punto all'altro, per lavoro, studio o che altro, e si affannano lungo strade affollate di umanità, smog, rabbia, disillusione, stress, paura, debolezze e sentimenti negativi.
Insomma, avete presente. Basta uscire di casa.
In questo panorama si muove il nostro Cosmo, all'apparenza un ragazzo come tanti, coi suoi occhiali, il passo dinoccolato e il suo impegno con un doppio lavoro. Di mattina, dietro il bancone di un bar, di notte dietro il suo personale progetto di software designer per un proiettore ambientale 3D.
All'apparenza. Perché Cosmo nasconde un segreto: è uno dei pochi al mondo a poter vedere i "Fardelli", ovvero delle entità oscure che aleggiano su quasi tutti noi, e che alimentano e si nutrono della nostra negatività. Se pensate che tutto vada storto e che il mondo fa schifo sempre un poco di più, probabilmente ne avete uno appoggiato come un gatto sornione sulla vostra spalla, pronto a farvi provare le peggiori sensazioni.
Lui li vede, fa di tutto per evitarli, e forse è anche per questo che vuole costruire il suo proiettore, tentativo fallito dopo tentativo fallito, per provare a portare un po' di positività in un mondo dilaniato da questi spiriti neri e negativi.


Prima ho scritto quel "quasi", perché in una sorta di compenso karmico, c'è anche chi è ancora refrattario a questo cancro demoniaco, i cosiddetti "Puri". Come la giovane e splendida Luce, la nipote del proprietario del bar presso cui lavora Cosmo.
Un giorno, il burbero uomo decide di concedersi un weekend alle terme, e chiede alla ragazza di subentrare per qualche giorno. Dire che è colpo di fulmine, almeno per Cosmo, è riduttivo. Luce è solare, bella, divertente e capace con un sorriso di contagiarti con la voglia di vivere, rendendo più leggero persino il lavoro.
Ma sapete meglio di me che, per una cosa che va per il verso giusto, venti altre sono pronte a farti salire il sangue al cervello, rendendoti preda ideale per i Fardelli.
Come questo tizio, un cascamorto dallo sguardo ambiguo che sembra provarci spudoratamente con Luce (anzi, togliamo pure il "sembra").

Curiosa coincidenza, tra gli spiriti inizia a serpeggiare il pettegolezzo che in città sia arrivato un lord di classe superiore, un "pezzo grosso" per la comunità dei Fardelli, uno dei gran signori che guiderà la Grande Guerra che porterà all'estinzione della vita. Un essere difficile da sconfiggere, forse non impossibile, ma di sicuro qualcuno (o qualcosa) con cui sarebbe meglio non avere a che fare...


Mentre voi sorridete sardonici facendo due più due, io plaudo invece gli autori per questa piacevolissima favola moderna, raccontata con garbo e con gusto, per far vibrare le giuste corde e conquistare così il pubblico di riferimento a cui puntano i Saldatori con questa collana, ma senza disdegnare, ovvio, di richiamare l'attenzione di lettori più navigati.
Come il sottoscritto, che rema su fiumi di inchiostro da una vita, eppure ancora si stupisce quando si ritrova davanti un'opera dotata di questa incantevole freschezza.
Una freschezza che sa coniugare quei tratti tanto cari all'attuale narrativa di genere per ragazzi, come quell'urban fantasy che ben si sposa con le influenze (simil nipponiche, ma nello specifico cinesi) del tratto di Yi Yang, rendendo Luce e Cosmo un efficace trait d'union tra Oriente e Occidente.
I volti e le anatomie sono schizzati, cartooneschi, con espressioni spesso esagerate come le emozioni che vogliono comunicare, andando di pari passo con quei piccoli diavoli che ci affliggono, rappresentati come neri fuochi fatui, che cambiano di forma in base all'intensità del nostro pessimo umore.


La Yang si dimostra matita mutevole, capace di farsi precisa, ricercata, in quelle scene in cui il respiro si ferma e ci si concentra su un particolare dettaglio, come la brezza della sera che accarezza i capelli di Luce, incorniciando un momento perfetto.
Alle volte, non serve neanche parlare, a volte è solo un gioco di sguardi e di ore che passano senza rendersene conto, insieme alla persona che ci piace.
Conscia di questo, la Yang punta su dei colori tenui, mai accesi, eppure pronti a comunicare sfumature, giochi di ombre, a dipingere con stile, tra una vena dark o una spettacolarmente lisergica, determinati snodi della trama imbastita da Friedl.
Una trama che potreste anche pensare di sapere come va a finire, eppure, qui e là, con piccole punteggiature tenebrose il giusto, pronte a suggerire senza mai scadere nella "volgarità" (sopratutto quando quel sentimento brutto della gelosia prova ad entrare nella storia), l'incedere del tutto sino al suo climax, sono sempre in grado di non cadere in facili trappole, lasciando anche doverose porte socchiuse (non aperte, perché si tratta pur sempre di un racconto autoconclusivo), per un eventuale ritorno futuro.


Luce e Cosmo è un piacevolissimo fumetto indipendente, che non mi avrebbe stupito trovare anche in quel di Ramen Burger, per restare in casa Saldapress, ma che invece son contento abbia un suo spazio nelle letture consigliate per giovanissimi e adolescenti.
Perché è una storia, una fiaba, una novella che parla a loro, al loro (dis)incanto e alla loro fame di Vita, di afferrare con forza, per non farla scappare, quella magia che solo gli anni migliori sembrano offrire. Perché poi sempre più spesso ci dimentichiamo, una volta diventati adulti, di continuare a coltivarla, rimpiangendo il passato.

Sono romantici, Luce e Cosmo, eppure senza essere mai svenevoli, con quella passione romantica che spunta fuori quando Amore non è frutto di chissà quale finta epica da rom-com su Netflix, quanto piuttosto dell'incontro tra due anime affini, felici di essersi trovate.
Merito, naturalmente, di chi ha donato loro un carattere, un'anima, attraverso i dialoghi, anche attraverso i non detti della sceneggiatura di Friedl che non si perde mai, che non fa perdere tempo al lettore dietro inutili solfeggi per "allungare il brodo", ma racconta con piglio creativo e veloce la storia di un amore che nasce e che cresce, a dispetto di tutto, a dispetto di un Male mai così rappresentativo della fredda e cinica realtà che ci circonda, dove l'astio sembra il pane quotidiano di molti, coi social a fare da marmellata.
Non dimenticando però che, seppur moderna, questa rimane una favola, una di quelle che donano un pizzico di leggerezza a questi tempi che tutto sono tranne che lieti.


Qui faccio una piccola confessione: non conoscevo, artisticamente parlando, questa coppia di autori, eccezion fatta per la storia breve Welcome To The Jungle, contenuta nel Dylan Dog Color Fest dal titolo Altre Visioni, quella in cui il mondo dell'Indagatore dell'incubo veniva rivisto in una sorta di post apocalittico Libro della Giungla coi personaggi trasformati in animali. Anche in quel caso, una sorta di fiaba, seppur nera e grottesca, con un finale amaro.
Ecco, Luce e Cosmo mi ha mostrato un lato uguale e diverso della loro bravura, qualcosa che mi ha spinto a voler recuperare le altre loro creazioni, perché non solo tra i protagonisti è nato un colpo di fulmine, ma anche tra chi vi scrive e chi questo agile libro lo ha firmato.
Un libro che trovo sia sopratutto una splendida idea regalo per un Natale all'insegna delle buone letture, da farsi e fare, sopratutto a chi ha ancora voglia di apprezzare il significato della resilienza, il suo messaggio mai banale e scontato, ritrovandolo tra le immagini di un fumetto che spesso, e qui sta la sua di magia, sanno tradurre più di mille parole!




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