Il Futuro nei denti: Fumetti di Cane presenta Giangioff


Di vite disegnate male ne abbiamo sfogliate diverse negli ultimi anni, da quando il genere (se così lo possiamo definire) ha acquisito credibilità e consensi. Da allora, in tantissimi si sono avvicendati nel narrare la loro (e non sempre loro) vita dura e difficile, scarabocchiando storie che finivano per essere solo disegnate male, spesso scopiazzate e niente di più, prive di quella maestria di base che rende bellissimi quei disegni bruttissimi.


Giangioff ha 23 anni, diverse autoproduzioni alle spalle e disegna male anche lui, ma bene.
E con "bene" non intendo che i suoi disegni siano necessariamente dei capolavori di bellissima bruttezza, ma che hanno qualcosa da dire, una storia da raccontare, un disagio da trasmettere. Il suo primo libro, Il futuro nei denti, edito dalla freschissima Fumetti di Cane, racconta una storia drammatica, un suicidio finito male, la storia di una speranza bruciata troppo in fretta. È un fumetto che punta a trasmettere un infido disagio, a narrare la storia di una generazione che fatica a costruirsi un futuro che non sia avvolto nella sconfitta e che non abbia le sembianze, appunto, di un calcio nei denti. Progetti, sogni e fortune che si infrangono contro una realtà drammatica e disarmante, dove tutto sembra girare nel senso opposto a quello utile, apparentemente senza vie di fuga che, anche quando sembrano esserci, sono fragili e spesso fugaci e illusorie.

La maturità e l'attenzione con le quali Giangioff (alias Gianluca Giovannini) guarda e racconta il suo presente, possono essere confuse con la rassegnazione figlia del "piangersi addosso" tipica di alcuni nostri contemporanei, quando invece, più semplicemente, alcune cose sono proprio così come lui le racconta. Difficili, crude, angoscianti. Di chi sia la colpa di tutto ciò emerge dal background della storia, dai personaggi che ruotano attorno al protagonista e ne definiscono alcune delle caratteristiche principali. Relazioni complicate, affetti negati, incoraggiamenti mancati e ciniche delusioni hanno finito per inaridire lo spirito di molti ragazzi che non sanno più sognare e mobilitarsi per realizzare i propri desideri, e che quando ce la fanno vanno a sbattere contro il muro di una vita a cui piace fare la stronza. Il finale della storia arriva improvviso, come una doccia gelata che dura il tempo di una pagina. Disarmante, riveste immediatamente la storia di uno spessore diverso.


Sicuramente un autore che spicca nella proposta editoriale di Fumetti di Cane, che crescendo speriamo maturerà uno stile più personale, imbrigliando la frustrazione dei suoi tratti graffianti e plasmandola in maniera più inedita. Giangioff è efficace, e non è poco nel mondo della narrativa moderna. Da tenere d'occhio.

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Per avere un quadro più completo del suo mondo, se non riuscite a recuperare le sue autoproduzioni, seguitelo su instagram. Vignette o storie in evidenza nascondono piccoli gioielli di narrazione intimista, cruda, viscerale, sempre contestualizzata nel mondo di una generazione presa a colpi di futuro nei denti.
Fosco





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