Ti chiamo domani


L'esordio da autrice completa di Rita Petruccioli

Chiara, 22 anni, in erasmus a Tolosa, esperienza che stuzzica la voglia di grandi progetti e prospettive di vite apparentemente già definite. Una vita davanti insomma, fatta di esperienze, poster di film famosi, camere condivise, serate con gli amici e desideri. Tutti gli ingredienti per un romanzo dedicato ad un pubblico giovane, come quello protagonista del fumetto, con vite fatte di amori, delusioni, ripartenze. È stato sorprendente però scoprire che Ti chiamo domani, prima graphic novel scritta e disegnata completamente dall’amata Rita Petruccioli per Bao Publishing, fosse anche qualcosa di più.
Perché la storia post-adolescenziale è raccontata anche bene, ma per chi ha superato da un po’ quella fase può risultare presto stucchevole e poco coinvolgente. E qui invece entrano in gioco momenti decisamente più forti, introspettivi, profondi, che si prestano a letture a più livelli di interpretazione, senza andare mai troppo nel filosofico ma risultando comunque più mature.


Snodo particolare della storia riguarda un episodio della vita sentimentale della protagonista che si ritrova a subire la vita senza avere il tempo di capire se assecondarla o opporle resistenza. Chiara subisce questo evento drammatico che però, nella storia, non viene mai esplicitato come tale, se non nelle parole non dette della protagonista. È il lettore quindi a dover interpretare la cosa, a dargli peso, a doversi sintonizzare empaticamente con Chiara, a dover leggere tra le righe. L’autrice racconta di quanto spesso, chi legge questa scena, non la percepisca come violenta e che questo sia fortemente indicativo della condizione sociale in cui viviamo, della difficoltà di interpretazione del concetto di consenso, abuso e violenza anche se perpetrata all’interno di una relazione consensuale, nella propria camera, tra le mura di casa.


Se vogliamo, è un libro che racconta di un percorso di emancipazione, di presa di coscienza e desiderio di scelta. Un omaggio/contributo ai tanti sforzi per l’emancipazione e la libertà delle donne di non essere considerate inferiori agli uomini, la libertà di scegliere anche di dire di no. E poi comprendere i momenti di cambiamento, viverli, prenderne consapevolezza guardandosi con gli occhi di un altro, in un momento casuale di confronto, di apertura, che abbatte le fortezze/prigioni interiori.

Rita Petruccioli nasce come illustratrice, le sue “pupazze” hanno impreziosito numerose storie dedicate al mondo dell’infanzia fino al suo esordio nel fumetto con la graphic novel Frantumi scritta da Giovanni Masi. Il suo tratto si presta naturalmente ad una narrazione pulita ma non per questo statica e priva di dinamismo. Il colore assume un ruolo fondamentale nonostante la palette circoscritta che caratterizza il lavoro dell’autrice e racconta l’emotività dei momenti narrati con estrema efficacia e attenzione. In molti casi si potrebbe aprire una pagina qualunque del libro e capire in un attimo se l’istante narrato è drammatico, felice, tranquillo. In modo magistrale anche la privazione del colore “riempie di vuoto” un momento fortemente significativo della storia, suggerendo appunto il senso di perdita, la sordità del dramma.


La narrazione figurativa si affida a griglie abbastanza lineari ma non statiche, pesando attentamente gli interventi moderatamente eccentrici. La lettura scorre senza grossi intoppi, per quanto alcuni passaggi iniziali avrebbero potuto fare a meno di qualche battuta da impiegare invece nella seconda parte del racconto. Elemento tuttavia trascurabile in un’opera prima il cui fulcro forse non arriva con immediatezza ma che ha sicuramente qualcosa di importante da raccontare.
Un bell’esordio da autrice completa per la Petruccioli che fa ben sperare in evoluzioni future.

il Fosco



Ti chiamo domani
di Rita Petruccioli
BAO Publishing | 2019
Cartonato 17x23cm
144 pg Colori
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