Tosca dei boschi
Il gusto autentico di una storia
(con una lettera aperta a Teresa Radice e Stefano Turconi)
Non c’è modo migliore per evadere dalla quotidianità, fatta spesso di brutte notizie e di impegni stressanti, che poter leggere belle fiabe. Poi, che feste di Natale sarebbero senza una storia da leggere?
(con una lettera aperta a Teresa Radice e Stefano Turconi)
Non c’è modo migliore per evadere dalla quotidianità, fatta spesso di brutte notizie e di impegni stressanti, che poter leggere belle fiabe. Poi, che feste di Natale sarebbero senza una storia da leggere?
Così, sull’onda
del loro bellissimo e apprezzatissimo Orgoglio e Pregiudizio in versione disneyana (pubblicato a puntate su
Topolino qualche settimana fa), la sera della vigilia mi sono letta Tosca dei boschi, di Teresa Radice e Stefano Turconi, edito da Bao Publishing.
Mi
sono ritrovata nell’incanto della mia terra di Toscana ai tempi del nobile
Fieramosca e della rivalità fra Siena e Firenze.
La storia parla della giovane Tosca, che vive di espedienti con il fratello Rinaldo per le campagne e i
paesi. Sono
rimasti orfani da piccoli e i lori genitori erano degli attori girovaghi.
Rinaldo infatti si diletta a comporre poemi, ma finisce sempre per citare i
grandi, e vorrebbe diventare un trovatore. Tosca invece sa cacciare e tirare
con l’arco ed è anche una ladra.
Un giorno incontrano per caso Lucilla, la figlia di Fieramosca, fuggita di casa per non sposare un nobile senese al quale è stata promessa per evitare altre guerre con la città rivale. Fra i tre è subito amicizia e sarà proprio Tosca ad insegnare alla giovane duchessina l’arte di arrangiarsi e di assaporare il vero gusto dell’avventura e della vita, in un finale pieno di sorprese.
Un giorno incontrano per caso Lucilla, la figlia di Fieramosca, fuggita di casa per non sposare un nobile senese al quale è stata promessa per evitare altre guerre con la città rivale. Fra i tre è subito amicizia e sarà proprio Tosca ad insegnare alla giovane duchessina l’arte di arrangiarsi e di assaporare il vero gusto dell’avventura e della vita, in un finale pieno di sorprese.
Colgo l’occasione di fare a Teresa Radice e Stefano Turconi i miei più sentiti complimenti per la loro arte. Vi ringrazio
per avermi fatto passare una bella vigilia di Natale immersa in
una fiaba che ha saputo parlarmi del passato della mia terra in maniera
poetica. Ho ricordato sprazzi di storia imparati con noia e che in questo volume mi
hanno appassionato. Come tutte le fiabe anche Tosca dei boschi insegna tanti
valori che ormai diamo per scontati, ma che invece dovrebbero far riflettere di
più. In fondo siamo ancora nel Medioevo, se esistono sempre le disuguaglianze e
le guerre.
Siete
due grandi artisti sia nella sceneggiatura che nel disegno, che sbalordisce per
la capace esecuzione. Come tutte le vostre opere, questo volume l’ho riletto due volte: la
prima per assaporare la storia e la seconda per perdermi nei disegni (ho fatto
lo stesso per le tre settimane in cui è uscito il Topolino con il vostro
capolavoro disneyano, peccato solo che sia già finito!).
Aspetterò
con ansia i nuovi lavori che usciranno dalla vostra Casa senza Nord: spero che
saranno ancora tanti perché la vostra arte è il nostro piacere.
La canzone che vi voglio dedicare in chiusura faceva parte di uno sceneggiato televisivo ambientato all’epoca della vostra storia ed era cantato e scritto da Herbert Pagani.
La canzone che vi voglio dedicare in chiusura faceva parte di uno sceneggiato televisivo ambientato all’epoca della vostra storia ed era cantato e scritto da Herbert Pagani.
….cavalli ricamati sull’arazzo del passato,
passato che ritorna in un accordo in si minore… leggende dove guerra è sempre
sposa dell’amore… amore che ti sfugge e non raggiungi quasi mai... io sono nato il
giorno che ho veduto il tuo sorriso…
Chissà se la ricordate anche voi. Di nuovo grazie.
Chissà se la ricordate anche voi. Di nuovo grazie.