Letture Audaci #20

Tre nuovi inizi Marvel
In questa puntata delle Letture Audaci parleremo in anteprima di tre albi particolari, dedicati rispettivamente a Tony Stark/Iron Man, agli Avengers e a Spider-Man in occasione del "Fresh start", come battezzato da C.B. Cebulski (attuale Editor in Chief Marvel nonché tra gli ospiti speciali di Lucca), o più semplicemente un nuovo (ennesimo) inizio.
Le testate principali riprendono dal numero 1, si ritrovano vecchi protagonisti, si stabiliscono nuovi status quo. E allora cosa c'è di veramente inedito? Intanto la pubblicazione italiana, curata da Panini Comics, si avvicina rapidamente alla pubblicazione originale, accorciando ulteriormente il gap di tempo dall'uscita dell'albo americano. Inoltre sparisce (anche se non completamente) la formula "antologica" degli albi: niente testate comprimarie imposte dall'editore, ma titoli singoli legati ai personaggi più noti della Casa delle Idee.
Pro: Come dicevamo, si riduce il gap temporale tra la pubblicazione americana e quella italiana. Nell'era social dove regnano gli spoiler e le news immediate (ed effimere) era praticamente inevitabile. In più, diciamo addio a tante serie decisamente poco attraenti delle quali spesso gli albi erano farciti.
Contro: Spariscono le testate comprimarie e di conseguenza diminuisce il numero di pagine dell'albo, ma in molti casi il prezzo rimane invariato. È vero, tante serie comprimarie non ci sono piaciute ma spesso abbiamo avuto tra le mani piccole perle inattese e gradite, che difficilmente avremmo avuto modo di leggere altrimenti.

Nota: Come già avvenuto negli States, a partire da questo mese le testate mostrano una doppia numerazione (ovvero proseguono con la numerazione portata avanti finora, mostrando al contempo il numero uno in copertina).


Tony Stark - Iron Man #1 di Dan Slott e Valerio Schiti

La premessa è che molti degli eroi protagonisti delle nuove testate Marvel vengono fuori da un periodaccio. Nel caso specifico, Tony Stark era praticamente morto fino a qualche settimana fa.
Come spesso accade con l'Uomo di ferro, i nuovi inizi lo vedono protagonista adrenalinico e rinnovato nello spirito e nelle risorse, ma questa volta, almeno apparentemente, rivolto ad un ritorno alle origini, rappresentato già esteticamente dal ritorno dei baffetti spavaldi anni '50. Iron Man diventa un eroe che non è solo un uomo con un armadio pieno di armature ma soprattutto un'idea in evoluzione, condivisa da uno staff di menti geniali che lavorano insieme per migliorarlo giorno dopo giorno. E poi... Ok, tranquilli, ci sono anche nuove armature! Dan Slott e Valerio Schiti hanno l'occasione di divertirsi in siparietti divertenti al limite del kitsch (vedi: Iron Man robottone giapponese o nella versione "vespa" che vedremo tra qualche numero) che fungono da parentesi leggere in una macro-trama che riserverà sorprese.



Avengers #1 di Jason Aaron e Ed McGuinness

"Eravamo tre amici al bar, che volevano salvare il mondo". O almeno Cap e Thor sembrano crederci ancora, Tony Stark pensa invece di appendere il tesserino di Vendicatore al chiodo, lasciando spazio a nuove formazioni, nuovi eroi con nuovi metodi e nuove motivazioni. Tutto quello che ora sembra mancare all'Uomo di ferro.
Niente paura: ci penseranno i suoi due amici e una schiera di Celestiali caduti dal cielo a fargli cambiare idea, anche se l'albo inizia con uno sguardo ai Vendicatori preistorici introdotti da Jason Aaron qualche tempo fa nel Marvel Legacy e sembra voler portare avanti parallelamente le due vicende e chissà, magari intrecciarle più di quanto non lo siano già.
Gli arazzi di Aaron non si possono giudicare da un singolo albo ma vanno gustati nel complesso, mentre i pupazzoni di Ed McGuinness rendono le pagine fitte ma scorrevoli. Si, i Celestiali hanno i design di Jack "The King" Kirby, ed è subito malinconia pop.




Amazing Spider-Man #1 di Nick Spencer e Ryan Ottley

E riparte anche Spider-Man, testata che  accoglie ancora titoli comprimari dedicati all'universo ragnesco.
"Ritorno alle origini" di Nick Spencer è davvero una bella sorpresa che allevia il mio poco entusiasmo iniziale. In una manciata di pagine riporta definitivamente Peter Parker e il suo alter ego in calzamaglia allo status di sfigato, povero, incompreso ma sempre amichevole eroe di quartiere. Che poi è l'aspetto che ha reso il personaggio così amato nel tempo, per il modo di rivedere nella sua vita le nostre piccole sconfitte quotidiane, insegnandoci però a rialzarci sempre e a non mollare mai. Anche quando tutto va storto. Ed è anche il contesto migliore per i monologhi intimisti sul potere e le responsabilità e la differenza tra il non fare scelte sbagliate e il non prendere decisioni giuste. Riflessioni profonde e intense che trovano sempre il tempo di sfociare in divertenti gag e battute che strappano un sorriso.
Dal canto suo, Ryan Ottley forse non sarà il ragno-disegnatore preferito della scuderia audace, ma l'albo come primo episodio tiene fede al titolo: un ritorno alle origini di un personaggio che, negli ultimi anni e non in senso cattivo, è un po' mancato.



Fosco

Alla prossima puntata!

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