FIGLIE | la cruda delicatezza di Bianca Bagnarelli


Prendete un pugno e datevelo dritto nello stomaco con una forza necessaria a togliervi il fiato per un secondo. FIGLIE, di Bianca Bagnarelli, fa più o meno questo effetto.

Una storia fatta di un rumore muto, raccontata in sottrazione con parole misurate e sguardi furtivi che catturano dettagli di una delicatezza unica e spiazzante.
Le linee morbide e sottili scandiscono un tempo lento quasi quanto quello necessario a tracciarle, ma i colori, forse i veri protagonisti dell'opera, parlano di estate e cicale, di tramonti rossi e mattine di sole freddo, di tempo che passa e di ricordi che restano. Ombre di piante a nascondere i dispiaceri e modellare corpi malinconici.



È una storia che ne racconta almeno tre, come fosse la matrioska rappresentata in copertina: la storia di un padre innamorato che paga per gli errori dovuti ad un ruolo cadutogli dal cielo troppo presto; quella di due figlie e dei loro "nonostante tutto" raccontati dalle loro lacrime; quella di un mondo strano, desolato e stanco.
Figlie è come una nevicata in pieno inverno: gelido e magico allo stesso tempo.



Bianca Bagnarelli nasce a Milano nel 1988. È co-fondatrice di Delebile, etichetta indipendente che pubblica fumetti di giovani autori italiani e stranieri tra cui proprio Figlie. Le sue storie brevi a fumetti sono state pubblicate in Lettonia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti, Taiwan e Svizzera. Il suo primo libro, Fish, edito da Nobrow, ha vinto la medaglia d'oro nella categoria storie brevi della Society of Illustrators di New York. Collabora e ha collaborato come illustratrice con The New York Times, The New Yorker, Wired, ESPN, Moleskine, Mondadori, PM e altri. Nel 2014 vince il premio Nuove Strade, nel 2016 il premio Lorenzo Bartoli. Vive e lavora a Bologna.

Fosco



FIGLIE
Bianca Bagnarelli

Novembre 2017
170 x 240 mm
24 pagine a colori, spillato

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