Letture Audaci: Il racconto di una roccia e Tentativi di fuga

La Töppfer Edizioni in libreria con due graphic novel realizzate da giovani autori esordienti


Rieccoci tra voi con la rubrica delle Letture Audaci, brevi pareri su fumetti di recente uscita. Dedichiamo questa puntata a due storie realizzate da fumettisti esordienti, ovvero Il racconto di una roccia di MM e Diego Fareri e Tentativi di fuga di Bruciovolumi d'esordio della neonata collana G. Novel dell'editore Toëpffer interamente dedicata ai romanzi a fumetti. 



Il racconto di una roccia di MM e Diego Fareri (Toëpffer)

Con Il racconto di una roccia, MM e Diego Fareri hanno realizzato un racconto di ottanta pagine che ripercorre la storia della Terra da un punto d'osservazione privilegiato: una roccia. Partendo dalla creazione del pianeta, la roccia in questione è testimone di tutti i cambiamenti evolutivi, storici e culturali della Terra e degli esseri viventi che l'hanno abitata, fino a giungere al giorno d'oggi.
Una storia che ben si adatta alla narrazione per immagini, ideale per un racconto breve o per veicolare un messaggio semplice ed efficace, potenzialmente adatto a lettori di tutte le età.
Peraltro quest'idea affascinante, se vogliamo, potrebbe essere in qualche modo riconducibile al concept di un capolavoro come Qui di Richard McGuire (volume di oltre trecento pagine con un'ambientazione che diventa protagonista assoluta di una storia raccontata in modo innovativo e assolutamente non convenzionale né strettamente sequenziale).
Intelligente e ironica la tavola finale ambientata in epoca contemporanea, che rivela il destino finale della roccia (ormai diventata un sassolino).
La realizzazione visiva invece non risulta costantemente convincente. Sebbene le tecniche usate da Fareri siano suggestive e la scelta della colorazione ad acquarelli su carta ruvida sia interessante, in alcuni passaggi il suo tratto tradisce una certa disinvoltura nella resa di anatomie e prospettive, testimoniando come la piena maturità espressiva sia ancora da raggiungere.



Tentativi di fuga di Brucio (Toëpffer)

Tentativi di fuga di Marco Degl'Innocenti, in arte Brucio, mostra un approccio maggiormente sperimentale alla narrazione rispetto al volume precedente della stessa collana, a partire dalla struttura del racconto e dal lettering.
Una narrazione frammentaria, suddivisa in capitoli dalla sequenzialità temporale evanescente, fatta di attimi poetici e di frangenti esistenziali, di brevi momenti e piccole scoperte. Tale frammentarietà è causa dei pregi e difetti del volume: da un lato consente all'autore di spaziare, partendo da un incipit interessante (il ritrovamento di un teschio nell'orto dietro casa) fino ad arrivare a un finale decisamente suggestivo, dall'altro lo svolgimento a tratti sembra perdere la strada maestra per dissolversi in tasselli disconnessi tra loro. Anche nei disegni l'autore dimostra una sostanziale disomogeneità: sebbene l'abile uso di bianchi e neri gli consenta spesso di giocare con luci e ombre in maniera suggestiva, lo stile underground, molto personale e non banale in alcune tavole lascia spazio a un'inchiostrazione che fa emergere in maniera un po' eccessiva il lato grottesco e quasi grossolano dello stile.
Rimane comunque la bellezza di alcune intuizioni poetiche, narrative e visive, che conducono autore e lettore alla continua ricerca di un modo per fuggire dall'idea di staticità e, al contempo, alla sensazione intrinseca di ritrovarsi sempre lì, un po' come il drago/serpente urborico mostrato in copertina.


Il sommo audace

Arrivederci alla prossima puntata!

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