Reportage da Cartoomics 2014



Cari lettori del blog più Audace che ci sia, ben ritrovati! Eravamo rimasti alle entusiasmanti imprese mantovane del vostro indefesso Rolando. Quella che segue è la fedele cronaca di quanto capitato allo stesso Rolando in quel di Cartoomics, in un unico magico pomeriggio di marzo… Buona lettura!


Che non sia bello lamentarsi è più che giusto, ci mancherebbe! Uno – di questi tempi per giunta – già è tanto che stia lavorando, no? Si fanno tanti sacrifici: vai a stare lontanissimo da casa (bastano 1000 km?!), vivi da solo (senza amici e senza affetti), lavori con passione tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al venerdì…………….. poi un giorno scopri che il posto nel quale lavori è aperto – caso straordinario! – un sabato per un recupero di ore arretrate… 
 
Ok, direte voi: dov’è il problema?! Da nessuna parte, se non fosse che proprio quell’unico sabato in cui si DEVE lavorare c’è Cartoomics 2014 (urlo alla Darth Vader: NOOOOOOOOOOOUUUU!) a 20 minuti di treno!!!

Sfiga suprema! Disappunto totalizzante! Agonia malvagia! E che cavolino cavoletto!

Questa è la cornice. Questo è quello che è successo nel pomeriggio di sabato 15 marzo.

Il vostro fedelissimo Rolando, condannati i suoi ragazzi a fare il riassunto dell’Umbria (due paginette!) con tanto di disegno della cartina, lascia le sue povere vittime alle 13,35 e vola verso la stazione di Novara da dove parte alle 14,05 per Rho fiera dove, nei giorni 14 15 e 16 marzo, si tiene la ventunesima edizione di Cartoomics!

Sceso dal treno, affronta un percorso di circa 6000 leghe di tappeto mobile per arrivare alla sede della fiera. La fila scorre velocissima (fondamentale il buono sconto di 3 sacchi da presentare in cassa, eh!) e dopo pochi istanti è dentro! Sono le 15,00: chi c’è? chi c’è? chi è rimasto? Meglio non pensare a quanto perso in mattinata e a quanto andrà perso domenica e concentriamoci su questo breve ma intenso pomeriggio di audacia.

Appena entrato, il vostro affezionatissimo riceve la chiamata del fedelissimo e insostituibile Massimiliano, amico dylandogofilo di vecchia data che in un sol colpo gli procura – così, come per magia! – due stampe su quattro della mattinata e – udite udite!! – un bigliettino con un numero. «Con quello vai da Ortolani che ti firma gli albi» mi dice con la solita gentilezza destabilizzante. «Li hanno dati stamattina allo stand Panini. Mi dispiace ma non sei stato sorteggiato per avere un suo disegno…» A questo punto, asciugata la bava, lo abbraccio e lo ringrazio in sanscrito e gli prometto che sarà nominato Gran Cavaliere dell’Ordine Audace, prima o poi!

Inizia così il breve ma intensissimo pomeriggio del vostro affezionatissimo. Sempre il mitico Max mi fa strada e mi piazza in fila per Gallieno Ferri (avete capito bene: proprio lui! La leggenda! Il mitico Signore di Darkwood! L’uomo dalla canoa facile! Gallieno! Quello che da oltre 600 mesi continua a fare le copertine di Zagor, e non si è ancora stancato!). Un’attesa lunga ma ricca di incontri meravigliosi. Proprio accanto a me, mentre attendo il mio turno, passano Medda e Benvenuto che si stanno recando alla presentazione della loro nuovissima miniserie Lukas. «Michele!» chiamo. Si girano entrambi. Che scemo che sono! Faccio lo splendido con Benevento perché siamo quasi compaesani e partorisco il mio capolavoro «Non tu, dicevo a Medda! Quando lo ribecco?! Dai, con te ci possiamo vedere quando torni a Gioia del Colle ad abbuffarti di mozzarelle e burratine!» Il pover’uomo mi guarda a metà tra lo sconsolato e il divertito, immagina di ingoiare una delle delizie casearie che gli ho nominato e si avvia mestamente alla conferenza! Al contrario, il buon Medda – sempre inarrivabile in quanto a disponibilità e bontà d’animo – mi viene incontro e, memore del nostro precedente e recente incontro, esordisce: «Hai visto che ci siamo rivisti immediatamente? Hai portato quegli albi che ti aveva firmato Mari ma che avevi dimenticato di far firmare anche a me a Mantova?» SI RICORDAVA TUTTO!!! UN MITO ASSOLUTO! E allora io, con le lacrime agli occhi – un po’ perché impressionato da tanta umanità e un po’ perché dispiaciuto al pensiero dello sforzo al quale stava andando incontro il gentilissimo Medda – apro il trolley e tiro fuori di tutto di più e il nostro uomo, senza battere ciglio – anzi, raccontando aneddoti fondamentali su ogni storia! – mi firma di tutto! «Michele, L’abisso della memoria è una delle storie più belle di tutti i tempi. Davvero complimenti e grazie per averla scritta» gli dico. Lui mi sorride, mi stringe la mano, mi dice che secondo lui non è poi questo granché, mi dà appuntamento al prossimo incontro e va via, verso il suo pubblico e la sua conferenza per Lukas. Un mito. Standing ovation per un idolo assoluto!

Mentre questo accade nel più gioviale dei climi concepibili, Ferri ha dispensato autografi a grandi e piccini (e l’Uomo Ragno) e arriva il mio turno. Sono a tu per tu con una leggenda vivente, signore e signori! Solo per il cappello (con tanto di piuma!) che indossa meriterebbe di essere annoverato tra i più importanti artisti di tutti i tempi, ma non c’è tempo (e l’udito) per accettare i complimenti: scrive alla bene e meglio il mio nome sulla tavola (sempre splendida!), lo saluto e vado via. Che simpatico vegliardo!

Primo obiettivo raggiunto! Ora il secondo. Devo scegliere se andare a far la fila da Lola Airaghi (mio amore di vecchia data! Se solo la signora Veloci leggesse i fumetti, quante cose capirebbe!) o andare dall’amicone Leo. Decido di fare un salto dalla Lola allo stand dei dylandogofili. La fila è a dir poco chilometrica. Capisco che non c’è pericolo di finire prima di quelle 4/5 ore buone e vado da Ortolani.


Quando arrivo a quello che resta dello stand Panini dopo dell’assalto delle cavallette ratmanofile, capisco di essere in ritardo. Leo è già lì a dispensare sorrisi e autografi a tutti. E nessuno ha i biglietti in mano. Male. Molto male, penso! Sono fregato! Un po’ timidamente chiedo al simpatico ragazzo Panini cosa come si debba comportare un brav’uomo con un biglietto preso dalla mattina. E lui mi fa: «Ehhhhhhhh! E ova avvivi?!?! Ho già chiamato i numevi!» E io, sempre con la coda tra le gambe: «Mi dispiace, ma ero da Ferri. Sai, precedenza a lui. Per la legge dei grandi numeri sarà ben difficile ritrovarlo dal vi….» «Ah, be’! cevto!» mi fa, «Questo è poco ma sicuvo! Vieni con me.» Ed è allora che succede il miracolo. «Gente, fate passave lui che aveva il biglietto. È qui da stamattina povevino!» e mi piazza davanti a tutti tra uno sgrunt e uno snort generale! «Eh, povevino!» gli faccio eco! Una frazione di secondo dopo sono al cospetto di Re Leo – dopo Lucca 2013, un altro colpo di c…aso! –, un’emozione unica! Mi prostro ai suoi regali piedi, gli pulisco per bene le scarpe, gli faccio autografare ogni centimetro di pelle del mio corpo, lo ringrazio «di esserci» e lo saluto! Alla prossima, immenso genio del male!

Secondo colpo audace messo a segno! E ora tocca al vero sogno della mia vita: LOLA! È da quando leggo fumetti (dai tempi di Legs, eh!) che adoro la mitica Eleonora – per gli amici Lola – e adesso ho finalmente il piacere e il privilegio di poterla incontrare di persona. Non ci posso credere. Eccola, è lei. Proprio davanti a me. Con il suo inconfondibile cappello e la sua tenuta dolcemente dark. Emozione. Sono l’ultimissimo della fila. Ma proprio l’ultimo. Tipo che dietro di me sento l’alito di Felix (ciao uomo ovunque!) che sta già iniziando la fila per l’autore successivo, il buon Walter Trono! La fila non scorre che impercettibilmente. Lola è dolcissima con tutti, per tutti ha una parola, si fa fotografare con amicizia e trasporto audaci: una persona davvero splendida! È facile anche capire il perché di tanta euforia: ai presenti, la nostra carissima amica sta distribuendo una copia del suo indicibilmente magnifico disegno (che rappresenta Dylan e Brendon: che si può desiderare di più!?!?!) realizzato appositamente per gli amici dylandogofili. Con lei siede il folle e simpaticissimo Nicola Rubin, disegnatore dal talento eccezionale che ha preparato una propria versione in chiave umoristica del disegno di Lola. Il tutto per pura amicizia e per la sincera passione per il fumetto, per i suoi eroi e per i suoi lettori! Se non è magia questa, diteci voi che cos’è?! Grazie Lola, grazie Nicola! Mentre sono in fila con il sorriso sulle labbra per via del mio impercettibile avvicinarmi a Lola, chi mi passa affianco sbucando apparentemente fuori dal nulla? Ma è proprio lui! Angelo Staaaaaano!

Memorabile il nostro ultimo incontro in quel di Lucca 2013! Eccolo di nuovo sotto le grinfie audaci! «Eh, maestro!» urlo in modo vigorosamente pugliese «e un autografo a un compaesano non lo vogliamo mettere?!» E lui sempre molto fine, gentile e soprattutto memore del nostro ultimo rocambolesco incontro, mi fa «Uè! Carissimo! E il tuo amico (il Sommo!! N.d.r.), dove l’hai lasciato?!» Si ricorda del Sommo!! Emozioni!!! Gli spiego che il Sommo è – come sempre – in reparto a salvare le vite dei meno fortunati e che per questo dobbiamo farci una foto per farlo schiattare d’invid… ehm, per farlo sentire più vicino a noi. Dopo la foto di rito, dopo gli autografi e dopo l’ennesimo invito a tornare nella nostra Puglia quest’estate per una bella mangiata insieme ci salutiamo e ci diamo appuntamento in macelleria, a Laterza (Ta). Ciao Angelo, sei un grande!

Ma scherzando e puglieggiando è arrivato il mio turno dalla mitica Lola! Conoscerla di persona è stata l’emozione più bella di questa giornata magica, devo essere onesto. Sarà difficile trovare un’altra persona con la stessa dolcezza e la stessa forza negli occhi e che soprattutto mi disegna così bene un fighissimo Brendon sul primo albo da lei realizzato tanti anni addietro! Inoltre, la carissima amica degli Audaci ci fa un sacco di pubblicità spontanea, che andrebbe ripagata in qualche modo. Dice alla gente che le chiede un autografo: «Eh, un attimo. Sto facendo un disegno per lui che scrive per un blog importante, gli Audaci. Vallo a cercare se non lo conosci.» E mentre dice queste parole di miele ha già scritto 6/7 dediche e scattato dalle 12 alle 18 fotografie! 

Abbracciato e salutato gli impagabili Lola e Nicola (anch’egli gentilissimo e disponibilissimo!) vado a recuperare il buon Massimiliano – insostituibile compagno di file fieristiche! – lo saluto con affetto e gli do appuntamento a Torino per metà aprile.

Ciao Cartoomicsssssssssssssssssssssssss!


Cronache di audaci amicizie fieristiche: sabato notte viaggio per tornare a casa, in Puglia. Domenica pomeriggio, mentre sto celebrando il Sabba Nero con altri tre folli adepti di Tony Iommi, Ozzy Osbourne, Geezer Butler e Bill Ward, ricevo un sms. È di Massimiliano. 
Dice: «Stampa Gerasi ok! Ci vediamo a Torino. Ciao. Max»

E QUESTI SONO GLI AMICIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII




RolandoVeloci

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