venerdì 5 maggio 2017

Morgan Lost #19

Tra un fotogramma e l'altro, la morte...



Quando si ritrovano a lavorare insieme non c'è da dubitare: lo spettacolo è assicurato! In pochi, credo, saranno in disaccordo con gli Audaci riguardo il giudizio sulla coppia formata da Claudio Chiaverotti e Cristiano Spadavecchia, ormai prossimi al ventennio di sodalizio artistico. Dopo le tante avventure su Brendon e i due episodi di Morgan Lost da loro realizzati, arriva questa terza storia, Memorie di una telecamera, che farà la gioia di tutti gli appassionati di regia e di filmini "fatti in casa".


E uno di questi appassionati è proprio lui, il Divo Claudio, l'ideatore della serie e lo sceneggiatore di tutte le storie che abbiamo la fortuna di leggere, mensilmente, da oltre un anno e mezzo. E lo scrittore torinese proietta nei personaggi che vivono nelle pagine delle sue storie - e in questo è davvero il più talentuoso in circolazione - buona parte di sé e delle sue tare, fobie, manie, passioni.

Ma tutto viene sotteso con maestria e mai sbattuto direttamente in faccia al lettore; gli interessi di Claudio sono il motore di ogni vicenda ma il percorso è tutt'altro che lineare e chiaro: il lettore viene preso per mano e portato nel baratro della follia omicida. I veri protagonisti sono loro, gli assassini, i veri mostri, quelli che non vivono soltanto nel buio. Mentre Morgan, proprio come Claudio, da vero antieroe, entra in scena soltanto a pagina 18 e lo fa con un "mmm...", quanto mai rappresentativo: il secondo figlio di Chiaverotti è, sì, uomo d'azione, ma è soprattutto coscienza pensante, che riflette e, per esattezza, la rimanente metà dell'albo va avanti proprio grazie al fatto che il nostro - anche a caso chiuso - continua ad arrovellarsi su cause ed epilogo del caso. 




Ma entriamo nello specifico dell'albo che abbiamo tra le mani. La storia potrebbe essere finita a pagina 43, ma vedrete che non è così. Morgan si ritrova a indagare inizialmente in modo anomalo: parte da indizi sensibili e va avanti, senza tracciare un profilo come fa di solito... e questo non lo soddisfa. Il caso sembra chiuso, si riapre per richiudersi e in mezzo a questo saliscendi emozionale Chiaverotti ci mette a nudo davanti a uno specchio opaco dal quale toglie - man mano - lo strato di sporco e l'immagine che si rivela ai nostri occhi è così terribile da non poter essere sopportabile.

"Ci sono cose che non si riescono a dire..." Claudio fa dire a Pandora "la mente umana è un labirinto insidioso, anzi, è un mondo di Escher, con le sue prospettive impossibili... su quelle scale, a volte, s'incontrano figure sinistre... e ci si perde."
Questa è la sintesi perfetta - direttamente dal pugno dell'autore - della storia di questo mese. Adryen Ross, gli agenti Synner e Fosset e John Casey si ritrovano soli al buio e solo uno di loro riesce a rivedere la luce fuori dal labirinto della follia. C'è chi viene fermato da altri, c'è chi si ferma da solo per paura di perdersi e, ancora, c'è chi forse troverà grazie all'amore la via del ritorno da un viaggio di sola andata verso il nero più buio. 


Una vignetta che ci mostra Toth Avenue, probabile omaggio ad Alex Toth.


Le trovate grafiche di Spadavecchia degne di nota sono così numerose che riportiamo solo quelle che sono destinate a restare nell'archivio dei gioielli lostiani. La radio che sanguina di pagina 56 è una chicca meravigliosa; lo schermo del cinema che si dilata e si proietta, a p. 66, verso il povero Morgan-spettatore è davvero terrificante; l'assassino con la telecamera trapiantata nel cranio è degna dei migliori horror; il volto dell'assassino nel bicchiere di whisky a pagina 70 (ripreso anche nella sempre grandiosa copertina di Fabrizio De Tommaso) forse rimanda alla cover realizzata da Lola Airaghi per i terremotati sul Dylan Dog - Dopo un lungo silenzio di Tiziano Sclavi che vi abbiamo mostrato mesi fa (vedi qui). Insomma, tutto bellissimo.

Forse siamo all'apice dell'arte chiaverottiana.
Difficile fare meglio di così.


RolandoVeloci



MORGAN LOST "Memorie di una telecamera"
NUMERO: 19
DATA: aprile 2017
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti
DISEGNI E CHINE: Cristiano Spadavecchia
COLORI: Arancia Studio
COPERTINA: Fabrizio De Tommaso









Tutte le immagini: © 2017 Sergio Bonelli Editore

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