lunedì 26 settembre 2016

I trent'anni di Dylan Dog

Mater Dolorosa, il ritorno di Tiziano Sclavi e le altre iniziative celebrative


Oggi Dylan Dog compie trent'anni: esattamente trecentosessanta mesi fa l'Indagatore dell'incubo esordiva in edicola con una delle copertine più citate di sempre (opera del maestro Claudio Villa) e una delle storie più belle in assoluto, realizzata dal dream team Tiziano Sclavi - Angelo Stano, in grado di imprimere a chiare lettere il proprio nome nella storia del fumetto italiano.





È il momento dei festeggiamenti. Un evento come il trentesimo compleanno editoriale dell'Indagatore dell'incubo non poteva certo passare in sordina e in via Buonarroti hanno da tempo preparato un piatto decisamente ricco.
Come annunciato qui, oggi stesso a Milano si terrà il Dylan Dog Horror Day, iniziativa ideata per celebrare la ricorrenza e che ricorda molto da vicino i mitici Dylan Dog Horror Fest degli anni Novanta, tra zombie walk, cosplayer, autografi degli autori e proezioni cinematografiche (di film horror, of course).
Si proseguirà giovedì 29 settembre con la pubblicazione di Mater Dolorosa, Dylan Dog #361, albo celebrativo interamente a colori scritto da Roberto Recchioni e disegnato e colorato da Gigi Cavenago, un viaggio tra passato e presente in cui ritorneranno personaggi e luoghi ben noti, come Xabaras, Morgana, il Galeone, Moonlight, i morti viventi e Mater Morbi. È una storia che abbiamo avuto la fortuna di leggere ampiamente in anteprima in pdf: 94 pagine che sarà difficile restituirvi con semplici parole sulle nostre pagine virtuali (comunque la nostra lunga recensione è in arrivo).



Altro albo celebrativo, in edicola già da alcuni giorni, è il trentesimo Speciale Dylan Dog di Alessandro Bilotta e Giulio Camagni. È il secondo ambientato nel Pianeta dei Morti, la Londra del futuro in cui si muove un Dylan invecchiato (i compleanni possono far male, del resto) e amareggiato, alle prese con le drammatiche conseguenze di un'epidemia di morti-viventi, tra persone ossessionate dal desiderio di dimenticare e altre che fanno di tutto per ricordare ogni dettaglio. Un albo contenente diverse citazioni e ben adatto a celebrare la ricorrenza.
Impossibile poi non citare Dylan Dog #362, Dopo un lungo silenzio, che sarà pubblicato il 29 ottobre e segnerà il tanto atteso ritorno di Tiziano Sclavi alla sceneggiatura dopo nove anni, per i disegni dell'ottimo Giampiero Casertano, con una vicenda che si preannuncia dai toni particolarmente intimistici e malinconici.


Ovviamente non sarà solo la casa editrice a omaggiare Dylan Dog. A livello personale, mi è impossibile non citare il lungo lavoro che vedrà la luce sul sito Lo Spazio Bianco, un corposo Speciale tematico che durerà oltre un mese e dove a partire da oggi saranno presentate interviste agli autori (tra cui lo stesso Tiziano Sclavi, in una delle rare interviste concesse ai media), omaggi disegnati (ispirati alle locandine dei lungometraggi horror) e articoli di approfondimento. Uno Speciale a cui ho avuto l'onore di contribuire attivamente e che (conflitto d'interessi a parte) posso solo consigliarvi di tenere d'occhio quotidianamente (www.lospaziobianco.it/speciali/dylan-dog-30).
In chiusura, sembrerà un'esagerazione ma va detto che è difficile amare il fumetto in Italia e non avere almeno una storia di Dylan Dog nel cuore. Come abbiamo sottolineato più volte sul blog, l'Indagatore dell'incubo è ben più di un semplice personaggio bidimensionale che ogni mese, da ormai tre decenni, si affaccia puntualmente in edicola. La sua portata va ben oltre l'icona che spesso gli costruiamo intorno: l'inquilino di Craven Road è uno specchio e noi gli siamo di fronte. Ognuno cerca nelle sue storie qualcosa che rifletta le proprie paure, che lo scombussoli nel profondo dell’animo. Storie da cui aspettarsi di tutto, racconti di poesia e d'orrore puro, di esistenzialismo e ordinaria follia, di impegno sociale e humour nero.


D'altra parte, per quanto siamo tutti abituati a renderci conto delle cose belle solo quando non ci sono più, è un po' strano celebrare qualcosa di ancora vivo e vitale. Perché i detrattori potranno dirci ciò che vogliono, ma Dylan Dog è sempre vivo. E ci auguriamo che continui a essere in salute (Mater Morbi permettendo) per altri cento di questi giorni.
Dunque, care amebe e mostriciattoli, per tutti questi motivi è giusto fermarsi a soffiare sulle candeline con il nostro caro vecchio Old Boy, un istante prima di rituffarci nell'orrore della nostra quotidianità.

(Qualcuno ha urlato al campanello?)



Giuseppe Lamola







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