giovedì 4 febbraio 2016

MORGAN LOST #4

Una rosa per morire



Diciamo la verità: non abbiamo il fisico per leggere – affrontare! – ogni mese una storia scritta da Claudio Chiaverotti. Troppo intense! Troppe emozioni! Come si fa a stargli dietro?
Quando uscivano le sue storie – una dietro l’altra – su Dylan Dog e le vendite della testata schizzavano oltre i limiti dell’umana immaginazione, con buona pace di chi ancora imbratta la rete con recensioni antichiaverottiane al limite del patetico e del patologico (Jung avrebbe tanto da dire, ma è meglio lasciarlo lì a riposare…), chi scrive andava alle scuole elementari e gli unici fumetti che leggeva erano quelli con Qui, Quo e Qua.
Ora, invece, bisogna fare i conti con le uscite mensili di un autore che da diciotto (18!) anni ci aveva abituato a uscite bimestrali che permettevano al nostro cuore di prendere una pausa, tra un sussulto e l’altro.
Ecco, Morgan Lost è arrivato a spazzare via tutto questo… e non è solo! Con lui c’è un personaggio del quale si è ampiamente parlato: la famosa rockstar dei serial killer: Wallendream.


Questo film d’animazione, disegnato in modo impeccabile dalla talentuosa Val Romeo (prima donna a disegnare su Morgan: e aspettiamo la mitica Lola Airaghi!), è quello della sua definitiva consacrazione. Chiaverotti aveva parlato di Wallendream nelle conferenze di lancio come suo villain preferito; nei primi numeri c’erano stati tanti e intriganti riferimenti a questo assassino seriale (la caratteristica del quale è una rosa nera conficcata nella gola delle sue vittime) e adesso, grazie a un sapiente uso delle tecniche narrative di cui il divo Claudio possiede ampia padronanza, possiamo assaggiarne la storia passata e le vicende presenti.
L’uso misurato dell’analessi ci permette di scandire le travagliate infanzia e adolescenza di Wallendream con il risultato di essere mossi da una profonda simpatia (alla greca: soffriamo con lui! Chi non prova compassione per il bambino che assiste a certe scene e subisce certe violenze?) e quasi facciamo il tifo affinché non venga ucciso da Morgan o preso dalla polizia. Certo, questo vorrebbe dire la morte di altre povere donne innocenti ma…inutile nascondere il fatto che ci siamo affezionati a questo indecifrabile figuro (e come noi, siamo sicuri che si siano legati in modo particolare a lui sia Morgan che Pandora Stillman, la bella criminologa sua amica, protagonista dell’inaspettata sequenza a p. 98).
Fulminante l’esordio della narrazione con il dirigibile che precipita (solo più tardi capiremo quale sia la sua valenza) e l’episodio disturbante a casa della Stillman (non c’è niente che inquieti come le telefonate mute…). Il nostro cacciatore di serial killer, o meglio il suo addome scolpito dalla Romeo (novella Michelangelo!), fa il suo ingresso in scena solo a pagina 19, a conferma di quanto questa serie si basi su trame ben costruite e su una serie di personaggi che più che secondari sarebbe opportuno definire comprimari, e non solo sulla figura del suo protagonista.



Spaventose le rivelazioni che attendono al varco la povera Pandora: chi vorrebbe vivere ciò che ha vissuto e che sta vivendo la donna? Chi riuscirebbe ad avere il coraggio la forza per continuare a vivere nonostante tutto? A volte sopportare e ricordare possono essere più difficili che morire e dimenticare. Il compito di Chiaverotti è chiaro: denunciare la violenza maschile sulle donne e tener alta l’attenzione dell’opinione pubblica su un fenomeno del quale non si parla mai abbastanza e che non si riesce, ancora, ad arginare. E non potrebbe essere il naso lungo – un becco? –, del nostro Wallendream, un riferimento al sesso e alla natura maschili, naturalmente invasivi? Se questa non è grande letteratura, ditemi voi cos’è?!
Un accenno merita anche la figura di Smiley, potente criminale versione bonsai legato a doppio filo a Morgan da un passato appena accennato ma che siamo certi saprà riemergere al momento opportuno.
Sconvolgente – e non aggiungiamo altro! - il finale: le pagine 89-90 sono da infarto!
E ora non ci resta che ascoltare il ticchettio dell’orologio del tempo che ci separa dalla nuova avventura firmata Chiaverotti (ma avete visto che copertine continua a sfornare Fabrizio De Tommaso?!), in edicola dal 20 febbraio.
Quanto siete contenti che Morgan vegli su di noi?
Noi Audaci tanto!

RolandoVeloci


MORGAN LOST: “La rosa nera” 
NUMERO: 4
DATA: gennaio 2016
SERGIO BONELLI EDITORE 

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti
DISEGNI E CHINE: Valentina Romeo
COLORI: Studio Arancia
COPERTINA: Fabrizio De Tommaso

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