sabato 7 novembre 2015

Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts




Quando sono andato a vedere il film dei Peanuts, lì per lì sono stato preda di sentimenti contrastanti: curiosità e paura. Curiosità perché vittima del martellamento mediatico degli ultimi mesi e trattandosi di un cartone animato sapevo che non avrei retto a lungo alla tentazione. La paura era tanta, perché i Peanuts… sono i Peanuts!



Strisce fatte di carta e inchiostro, pregne di significati e lezioni di vita che difficilmente possono essere trasposti in un lungometraggio. I Peanuts nascono, a mio avviso, per trasmettere rapidamente e in maniera più o meno semplice e ironica un messaggio, una critica sociale o semplicemente una morale. Le strip sono brevi, non hanno una trama unica che le colleghi tra loro e possono essere lette in ordine sparso. Non sono però adatte a tutti: secondo me, nonostante disegni accattivanti anche per i più piccoli, sono rivolte a un pubblico in grado di immedesimarsi nei drammi esistenziali di Charlie Brown, nella ricerca di sicurezze di Linus o nella brutale sincerità di Lucy! Un cartone animato di un’ora e mezza circa invece una trama deve avercela, dev’essere di rapida comprensione per i bambini e contenere la morale fiabesca che si ritrova in tutti i film del genere.
Non è ovviamente questo il primo lungometraggio con protagonisti Charlie & co. Ricordo di averne visto uno da piccolo, ma non ne ero rimasto entusiasta. Un plot molto semplice, personaggi che mi apparivano come appiattiti, privi della loro caratteristica personalità. Non erano i Peanuts, ecco!


Devo dire invece che questo film non mi ha lasciato quel senso di amaro in bocca. Insomma, è vero, mi tocca ammettere che mi è piaciuto!
Ribadisco il concetto che un lungometraggio non riuscirà mai davvero, a mio avviso, a cogliere le mille sfumature delle strisce, ma gli autori in questo caso hanno cercato di mantenersi il più fedeli possibile alle vicissitudini narrate nelle strisce, riuscendo perfino a inserire alcune delle sequenze più famose e citate. Hanno ricreato un mondo dove gli adulti, seppur invisibilmente presenti o parlanti con note di tromba fuori campo, sono assenti. Charlie e i suoi complessi sono al centro della scena (riuscirà il nostro insicuro e sfortunato eroe a vincere le sue paure e a dichiararsi finalmente alla “ragazzina dai capelli rossi”? Eh si, perché c’è anche lei nella storia e per la prima volta le viene dato un volto!). Accanto a Charlie, il suo inseparabile e fedele brachetto, Snoopy, rappresentante di una sorta di coscienza fantasiosa del gruppo. Seduto sul tetto della sua cuccia, dà vita a una storia parallela prendendo spunto da quello che accade attorno a lui: l’ "Asso della I guerra mondiale" sfida il Barone Rosso per salvare la patria e l’amore (anche qui per la prima volta diamo un volto alla brachetta - o è una barboncina? - che ha rubato il cuore del nostro peloso eroe)!



A fianco a loro Lucy e il suo banchetto "Psichiatric help", Schroeder e il suo Beethoven, Linus con la coperta e la piccola sorellina di Charlie, Sally, danno corpo alla storia mostrando che se si riesce a credere a se stessi, se siamo leali e fedeli ai nostri principi, senza tralasciare i valori dell’amicizia e della famiglia, si può sognare in grande e arrivare lontano.

Non spoilero altro, prometto.

Devo solo dire che, anche se nessuno ci renderà le tanto amate strisce e nessuno riuscirà a replicare la caratteristica profondità e acume dell’ “umanista secolare”, alla fine i Peanuts fanno parte di me, dalla mia adolescenza ad oggi e non mi lasceranno mai!

“Decollò col suo aeroplano ma il Barone fuggì!
Se guardate su nel cielo sono ancora lì!”

Giorgio Gaber - Snoopy e il Barone Rosso


Il Pandorso























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