martedì 5 giugno 2012

MARTIN MYSTèRE L’ALMANACCO DEL MISTERO 2012

L'Almanacco di cui non si può proprio fare a meno

Quando ci sono nomi così dietro una pubblicazione del genere, come si fa a resistere? 
È risaputo che gli tutti Almanacchi della Bonelli sono delle pubblicazioni dall’enorme spessore culturale (gli articoli e i dossier all’interno diventano sempre più raffinati e precisi, al limite del saggio divulgativo) e, in particolare, quello del Mistero, ideato dal vulcanico Alfredo Castelli nel lontano 1987, brilla per qualità dell’offerta e varietà dei temi trattati.
Quest’anno si celebrano i 30 anni dall’uscita del primo numero di Martin Mystère e l’Almanacco si presenta particolarmente invitante anche per questa ragione. Ma, a ben vedere, i nostri – con notevole aplomb, c’è da dire – hanno evitato di sfruttare questo medium per celebrare il detective dell’ignoto e hanno puntato, come sempre su storia e articoli vari.
La storia, scritta dall’eterno Alferdo Castelli (gli diremo mai abbastanza ‘grazie’? Non credo!) e disegnata dal nostro (e lo diciamo con tanto orgoglio!) amico pugliese Dante Spada (maestro assoluto dal tratto raffinatissimo ed elegante: è sua la Diana più bella e seducente che si ricordi…), è una classica avventura in stile ‘Mystère’
Il BVZM viene coinvolto – suo malgrado – in certe indagini relative a degli attentati alle città sedi della borsa dei rispettivi paesi in concomitanza con lo scoccare della mezzanotte del 13 dicembre 2001 (la storia è ambientata allora). Ovviamente il suo intuito brillante e la sua mente indagatrice riusciranno ad anticipare le mosse decisive di chi ha in mente di diffondere il male (creare caos e paura nel mondo è l’obiettivo di chi si cela dietro i minacciosi propositi terroristici). 
Un’avventura dinamica che scorre piacevolmente senza troppi appesantimenti spiegazionistici, resa meravigliosamente dalle matite e dalle chine di uno Spada sempre più ispirato (letteralmente divina la sua Diana: ammirate le tavole di pag. 104 e 105 e fateci sapere).
la pagina 105 ed altre tavole di Dante Spada





Qualche parola è giusto spenderla anche per i servizi contenuti nel volume. 
Tra i tanti, particolarmente interessante è quello di Giuseppe Lippi che approfondisce un lato dell’opera di uno dei massimi artisti del panorama italiano del Novecento, Dino Buzzati (1906-1972). 
Cresciuto leggendo Edgar Allan Poe e Robert Louis Stevenson e ammirando i capolavori visionari di De Chirico e Balla, Buzzati è stato in grado di trasportare sulla pagina e sulla tela le sue angosce (che sono poi quelle dell’uomo contemporaneo). I suoi inquietanti romanzi [“Bàrnabo delle montagne” (1933), “Il segreto del Bosco Vecchio” (1935), “Il deserto dei Tartari” (1940), “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” (1945), “Il grande ritratto” (1960) e “Un amore” (1963)] e i suoi numerosissimi racconti [si vedano almeno “Sessanta racconti” (1958), “Il Colombre e altri cinquanta racconti” (1966), “La boutique del mistero: trentuno storie di magia quotidiana” (1968), “Le notti difficili” (1971)] e i suoi maestosi dipinti sono popolati di mostri, morti e strani animali: creature spaventose e solitarie ma sempre disperatamente emarginate e incomprese. Come si fa a ignorare le storie che hanno come protagonisti il Colombre e il Gatto MammoneE come non parlare della sua opera che ha più affinità con il mondo delle nuvole parlanti? “Poema a fumetti” del 1969 rivisita i topoi tanto cari a Buzzati (mistero, morte e amore) trasfigurando il mito di Orfeo ed Euridice
Opera di importanza epocale perché unisce le sue visioni pittoriche con la forma ‘popolare’ del fumetto, fondendole col racconto fantastico (suo genere prediletto) incontrando un inaspettato successo di pubblico e critica. Un autore unico che si riscopre a ogni nuova lettura.
























Molto interessante anche l’articolo di Maurizio Colombo sull’Inquisizione, nel quale in co-ideatore di Dampyr fa una disamina del fenomeno inquisitorio passando tra fatti realmente accaduti, romanzi, racconti, film e anche fumetti (ricordate la mini-serie di Neil Gaiman e Andy Kubert , “1602”, nella quale i super-eroi Marvel rivivono nel XV secolo e l’Inquisizione ha come capo Magneto che si diverte a torturare gli altri mutanti? Meraviglia!).
Spettacolare, infine, il lungo dossier “Il Terrore mascherato” a firma Alfredo Castelli e Gianmaria Contro dedicato ai cento anni del primissimo re del terrore, Fantômas. Il genio del crimine ideato da Pierre Souvestre e Marcel Allain, nasce a Parigi (ah, come mi manca!) nel 1911 e nella sua lunga storia editoriale affronterà la sua nemesi di sempre, il commissario Juve.
Credo sia utile far notare come il nostro celeberrimo Diabolik sia nato proprio sul modello del criminale mascherato di Souvestre e Allain. La prima ormai mitica avventura del nostro criminale in nero, “Il re del terrore”, nata dalla penna delle sorelle Giussani, era stata scritta sul modello della prima storia di ‘Fantômas’: Fantômas era per noi Diabolik, Juve si chiamava Ginko, Charles Rambert era il povero Gustavo Garian e la sventurata Marchesa di Langrune era la Marchesa De Semily. 
Non gridate allo scandalo: molte opere sono nate ‘imitando’ illustri predecessori, ma l’importante è essere in grado di trovare un proprio spazio e una strada da seguire e credo che Diabolik ci sia riuscito in pieno. Concludo segnalandovi il prezioso volume scritto da Alfredo Castelli, “Fantômas – Un secolo di terrore” edito lo scorso dicembre da Coniglio Editore: troverete in 240 pagine i frutti del lavoro di ricerca dell’instancabile Castelli e ben 1600 illustrazioni a colori!
P.S. vi ho detto che il mio caro nonno aveva tutti (e quando dico tutti intendo TUTTI e 35) i volumi del ciclo di Fantômas copertinati da Karel Thole editi da Mondadori nel 1963? No? Male! Adesso: indovinate dove si trova ora quel tesoro, nella stanza di chi? Cari Audaci criminali e non, siete tutti invitati a casa Veloci per audacissime e ‘mysteriose’ letture! Alla prossima.
R O L A N D O V E L O C I


Recensione ALMANACCO DEL MISTERO 2012

SERIE: ALMANACCO DEL MISTERO
COPERTINA: Giancarlo Alessandrini
STORIA
TITOLO: “L’OMBRA DI FANTÔMAS”
TESTI: Alfredo Castelli
DISEGNI: Dante Spada
DATA: Dicembre 2011

RUBRICHE

“MYSTERO Libri”: Graziano Frediani
“MYSTERO Film”: Maurizio Colombo
“MYSTERO Telefilm”: Stefano Priarone
“DOSSIER FANTÔMAS: Il Terrore mascherato”: Alfredo Castelli e Gianmaria Contro
“DOSSIER DINO BUZZATI: I Mostri dietro l’angolo”: Giuseppe Lippi
“DOSSIER TORQUEMADA: Il Braccio violento della Legge divina”: Maurizio Colombo

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