Il grande male - Un fumetto vero

David B. rappresenta con estrema sincerità la sua vita, caratterizzata dalla malattia del fratello

Il medium del fumetto ha come unico limite la fantasia e, probabilmente, questo è il più grande pregio della nona arte. Molti Paesi hanno avuto, o hanno tuttora, autori che, grazie al loro talento e a un costante lavoro, sono riusciti a mostrare al pubblico su quali vette il fumetto può arrivare: dall’americano Frank Miller, passando per l’argentino Héctor Oesterheld - autore de L’Eternauta - fino all’inglese Alan Moore. Anche l’Italia, ovviamente, ha avuto (e ha) i suoi grandi artisti, pensiamo a Hugo Pratt e ad Andrea Pazienza ad esempio.

Per gli appassionati, non è un segreto che uno dei Paesi europei con la più grande cultura fumettistica sia senza ombra di dubbio la Francia. Quando si pensa ai grandi autori che hanno rivoluzionato il fumetto, portandolo ai suoi massimi apici, si tende a focalizzarsi quasi esclusivamente sugli autori del passato, escludendo così tutti coloro che stanno ancora oggi rivoluzionando e innovando il medium. David B. rientra appieno in questa serie di artisti che vengono citati troppo raramente e, di solito, in ambienti frequentati principalmente da chi con il fumetto ci vive o ne fa una ragione di vita. Il grande pubblico, perciò, non sempre conosce un autore del suo calibro che, attraverso una profonda conoscenza dei meccanismi del fumetto, è riuscito a creare una delle storie autobiografiche più crude e reali mai pubblicate.


David B. pubblica, nel 1996, Il grande male. L’opera ripercorre la vita dell’artista incentrandosi quasi esclusivamente sul suo rapporto con il fratello, Jean-Christophe, affetto da epilessia. L’autore non si nasconde dietro un dito e decide, con non poco coraggio, di raccontare con estrema schiettezza il suo rapporto con il fratello e la malattia, che nell’opera diventa un personaggio quasi a sé stante. Non mancano momenti in cui l’autore si rappresenta come un essere quasi maligno, che prova persino gusto nel far soffrire il fratello.

Negli anni in cui la malattia inizia a manifestarsi, David B. è solo un bambino e ovviamente non riesce ad approcciarsi a questa novità nel modo più adatto. Nonostante questo, però, l’autore non si giustifica mai, ma si limita a riportare i fatti come sono avvenuti. Questo processo di depersonalizzazione dai fatti della sua infanzia è facilitato dall’utilizzo di un narratore semi-esterno. La voce narrante, infatti, accompagna il lettore nel corso del racconto ma non dimentica mai di sottolineare che quelli sono i suoi ricordi e le sue esperienze. In questo caso perciò la voce narrante non è un’entità completamente esterna ai fatti, che si limita al semplice accompagnamento del lettore.


Il lettore assiste a come i vari personaggi si approcciano, nel corso del tempo, alla malattia, passando da un iniziale sentimento di speranza affinché si trovi una cura per Jean-Christophe, arrivando al punto in cui l’intera famiglia è ormai consapevole che non c’è nessuna soluzione e quello è un male con cui dovranno convivere per sempre. Sì, perché uno degli elementi che maggiormente viene sottolineato nell’opera è proprio come l’epilessia possa condizionare non soltanto la vita delle persone che ne sono affette, ma anche dei loro familiari e delle persone care che stanno loro intorno: David B. mostra come l’epilessia sia una malattia che indirettamente colpisce anche la famiglia del malato finendo per prosciugarne l’energia vitale.

Se da un lato però l’autore mostra con sincerità il modo, a tratti sbagliato, in cui ha convissuto con la malattia del fratello, dall’altro lato la stessa sincerità è usata per mostrare anche gli errori dello stesso fratello. David B. riesce infatti a non cadere nel moralismo e rappresenta come anche suo fratello sia una persona con luci e ombre, senza appellarsi all’epilessia per giustificare i suoi sbagli. L’opera è scevra perciò di qualsiasi forma di giustificazione sia per sé stesso che per suo fratello.


L’aspetto grafico è ciò che rende l’opera davvero unica. David B. riesce, con estrema maestria e conoscenza del medium, a rappresentare in modo chiaro non solo gli eventi, ma anche i sentimenti e gli stati d’animo dei vari personaggi. L’autore, attraverso uno stile ben definito, caratterizzato da un contrasto netto tra il bianco e il nero, mette su carta concetti estremamente astratti e difficilmente esprimibili anche a parole. Dai sentimenti dell’intera famiglia fino alla stessa epilessia, tutto assume una forma ben precisa e riconoscibile all’interno dell’opera. Se, durante la sua vita, un personaggio si è messo una corazza per reggere le difficoltà che deve affrontare, l’autore non si limita a scriverlo, ma lo rappresenta. Questo dimostra come David B. sia un profondo conoscitore del medium e, anche grazie a una formazione artistica, riesca a sfruttare appieno i mezzi che il fumetto mette a disposizione degli artisti. Non è infatti un caso se Taiyō Matsumoto, in una vecchia intervista fatta da Dario Moccia, aveva definito David B. uno dei più grandi artisti per lui ("un genio").


Il grande male è un’opera estremamente schietta che, senza ipocrisia, mostra come David B. e la sua famiglia abbiano affrontato il male che si chiama epilessia. Dalla speranza di guarigione attraverso cure non convenzionali fino alla rassegnazione, David B. mostra con estrema chiarezza e sincerità quanto l’epilessia abbia cambiato la vita e la visione del mondo della sua intera famiglia. L’autore ci mostra come, nel fumetto, il disegno non sia solo un accompagnamento alla lettura, bensì un vero e proprio protagonista dell’esperienza. Nelle mani dei giusti autori, il fumetto esprime temi e situazioni estremamente astratte che non possono essere espressi, con la stessa chiarezza, attraverso altri mezzi. Questa profonda bellezza dell’aspetto grafico si unisce a una narrazione estremamente lineare che non risulta mai pesante. Grazie a questo perfetto connubio, Il grande male rappresenta uno dei fumetti europei moderni più interessanti da leggere.

Giosuè Spedicato


Il grande male
(Titolo originale: L’ascension du haut mal)


Testi e disegni: David B.
Traduzione: Sara D’Ippolito
Casa editrice: Coconino Press
Edizione: Tascabili
Data di pubblicazione: 05/09/2025
Formato: Brossurato
Prezzo: €15,90

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