venerdì 30 giugno 2017

Rosalie Lightning

Diario di una morte improvvisa



Ho letto Rosalie Lightning di Tom Hart, volume edito da BeccoGiallo, e sono rimasta senza parole.




Tom Hart insegna fumetto all’università della Florida e ha insegnato per dieci anni alla scuola di Arti Visive di New York. Ha vinto uno Xeric Grant come fumettista autoprodotto ed è stato candidato al premio Eisner nel 2016 (proprio per Rosalie Lightning).
Rosalie Lightning è un graphic memoir autobiografico incentrato sulla perdita della figlia dell’autore, Rosalie.
Nel novembre del 2011 la bimba muore d’improvviso senza alcuna avvisaglia. Si tratta della sindrome della morte improvvisa infantile (detta anche "morte in culla"), che è ancora oggetto di studi specifici sulle cause e alla ricerca di tecniche per la prevenzione.
Impossibile riuscire ad accettare una morte così assurda (tua figlia sta bene, la metti nel lettino e poi la trovi fredda e blu; inutile la corsa in ospedale e il tentativo di rianimarla; ti dicono che è morta e non puoi più fare niente: non la vedrai più, non le darai la pappa, non le leggerai le fiabe, non la porterai al parco). A volte noi genitori ci scordiamo di quanto siamo fortunati a veder crescere i nostri figli.

Tom Hart si ritrova con sua moglie sull’orlo di un abisso. Quell’abisso in cui ognuno di noi spera di non cadere mai. Un abisso che li inghiotte nella solitudine delle loro vite senza più Rosalie.
Per uscire fuori dal buio che lo ha inghiottito, Hart ha provato ad elaborare il lutto e la disperazione cercando conforto nella natura, nella filosofia, nei capolavori della letteratura e nell’arte. Ha utilizzato il suo grande talento per il disegno realizzando questo graphic memoir. Come una specie di diario, fa rivivere tutta la loro felicità insieme alla bimba e la loro disperazione nell’affrontare una perdita improvvisa, impensabile, assurda. L’autore dimostra di aver avuto molto coraggio nel disegnare delle tavole che certamente lo avranno fatto soffrire nel ripercorrere il ricordo di Rosalie.




Le tavole sono tutte in bianco e nero. La parte centrale, quella in cui viene illustrata la disperazione conseguente alla domanda: Che succede quando tua figlia muore?, è realizzata su fogli di carta nera.
Ammiro questa artista dal punto di vista grafico per l’espressione dei suoi disegni, ma ancora di più nel contenuto. Il valore del graphic momoir Rosalie Lightning si capisce subito sfogliando le prime pagine: c’è voluto un grande coraggio per disegnarlo e ci vuole un grande rispetto per leggerlo.
Sia lui che sua moglie dimostrano anche grande sensibilità verso le disgrazie altrui (basta leggere i ringraziamenti per capirlo). Spero sinceramente che riescano a trovare un po’ di pace, quella pace che anche Rosalie Lightning riesce a dare a chiunque cerchi il modo per capire come l’amore può farti uscire dalla spirale di dolore e dalla rabbia.



In conclusione, la canzone che mi viene spontaneo abbinare a questo libro è di Angelo Branduardi: Ballo in FA diesis.

Sono io la morte e porto corona, io son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele così forte sono e dura, che non mi fermeranno le tue mura…   
Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo, posa la falce e danza tondo a tondo
il giro di una danza e poi un altro ancora, e tu del tempo non sei più signora…

Perché con l’arte si riesce ad ingannare persino la morte… Proprio come ha fatto Tom Hart con Rosalie Lightning.                             
                                                                    
Adelaide



Rosalie Lightning
Testi e disegni: Tom Hart
Editore: BeccoGiallo
Data: 2016




Nessun commento:

Posta un commento