giovedì 22 giugno 2017

Il magnifico fuorilegge - Tex Speciale #32

La storia da tramandare di un mito senza tempo


Una riscrittura o, meglio, una nuova narrazione delle origini del mito, per mezzo dei testi di Mauro Boselli, autore principe e curatore della testata, e dei disegni di Stefano Andreucci, entrato di diritto tra i grandi del fumetto.
Tra le pagine del trentaduesimo Texone, Tex Willer si ri-racconta e si reinventa durante una lunga notte estiva, attorno al fuoco. A fargli compagnia il suo pard più affezionato, il Vecchio Cammello, Kit Carson, e il suo ragazzo, Kit Willer, mai sazio delle storie del padre. 


Il Texone è una pubblicazione diversa rispetto a tutte le altre uscite "extra" bonelliane. Da quasi trent'anni (il suo esordio risale al giugno 1988) è un modo per consacrare definitivamente un disegnatore all'Olimpo dei grandi maestri del fumetto: non a caso all'artista coinvolto viene affidata anche la copertina, senza assegnarla a un copertinista fisso, e la cover reca unicamente il nome dell'autore dei disegni. Inoltre è l'occasione per godersi una storia lunga che, buona parte delle volte, possiede davvero qualcosa di speciale. Un appuntamento che gli appassionati (e non solo i lettori regolari di Tex) attendono con trepidazione: non a caso da qualche anno è rimasta l'unica uscita Bonelli ad aver conservato il formato gigante.

Rileggendo la sinossi made in Bonelli del Texone di quest'anno, sembra che sia stata scritta apposta per noi Audaci: 
“Audace e solitario, ricercato dalla Legge, Tex cavalca in sella al fedele Dinamite tra i monti selvaggi dell'Arizona, per difendersi da una falsa accusa, sgominare intere bande di desperados e comancheros, salvare fanciulle in pericolo e incontrare (per la prima volta) Cochise dei Chiricahuas!...”
“Audace e solitario”... Diteci voi come potevamo - da bravi Audaci - resistere dal far nostro il corposo volumone (con le sue solite, solenni 240 pagine), divorarlo e restituirvi le nostre impressioni?
Mauro Boselli prende per mano il lettore – come solo lui sa fare – e lo porta a ritroso nel tempo fino a quando Tex era ancora un giovane fuorilegge, in un momento di snodo fondamentale dell’esistenza del nostro eroe. Questo periodo della vita del futuro Aquila della Notte è sempre rimasto un po’ avvolto nelle nebbie del tempo e dell’approssimazione: non viene mai del tutto chiarito o approfondito definitivamente sulle pagine serie regolare, ovviamente per non privare di quell’alone di mistero e leggenda che circonda ancora – dopo quasi settant’anni – il personaggio ideato da Gianluigi Bonelli e Galep.


Quindi abbiamo a che fare con un Tex giovane, turbolento ("un po' spavaldo e scanzonato", come lo definisce lo stesso Boselli) e già temuto nel West, che cavalca il suo fido Dinamite (ed è un tuffo al cuore rivedere il suo mitico destriero in azione). Gli appellativi neri a suo carico piovono copiosi nelle oltre duecento pagine scritte da Boselli: quelli legati alla sfera del demoniaco sono quelli più gettonati, proprio a sottolineare la pericolosità del soggetto e il suo essere letale quando impugna le armi da fuoco.
Le traversie che Tex dovrà affrontare in questa lunga avventura sono, in parte, ispirate dal vecchio film dallo stesso titolo, Il Magnifico Fuorilegge (Best of the Badmen in lingua originale), del regista americano William D. Russell. Da questa pellicola cult del 1951 (che vede tra i doppiatori italiani anche il grande Alberto Sordi), Boselli non prende soltanto il titolo ma anche – rielaborandolo e modificandolo nella sua essenza – il perno centrale della storia: ovvero l’essere del protagonista in fuga dalla legge. Nel film Jeff Clanton è, inizialmente, un ufficiale che dà la caccia alle bande di outlaws che scorrazzano per gli States ma, in seguito a un tradimento, si ritrova in carcere ingiustamente; riuscirà a fuggire, diventando un fuorilegge ma esclusivamente per poter compiere la sua terribile vendetta ai danni di chi l’aveva tradito.
Bene, Tex si trova più o meno nella stessa situazione: è accusato ingiustamente di una rapina e questa situazione consente a chi ha allestito questa storia di farci rivivere in pieno le atmosfere del vecchio West. Un posto inospitale dove la linea che divide le persone amiche dai nemici è estremamente sottile, anzi, a volte non è possibile neanche tracciarla perché gli individui che si incontrano sul proprio cammino sono tutti infingardi, dalla doppiezza insita nel DNA, per i quali la vita di un uomo vale meno del proiettile che occorre per strappargliela via. È un West al di là dello stato di diritto, dove l’unica cosa che conta è sapere usare una colt come si deve e anche questa abilità non è garanzia di una lunga sopravvivenza. Nessuno è chi dice di essere, non ci si può fidare di nessuno e, infatti Tex preferisce stare da solo e affrontare in solitudine i suoi guai.



Fortunatamente per lui, Will Kramer, un giovane proveniente dall’Est, e curioso di fare esperienza del selvaggio West, si trova sulla sua strada e si rivelerà essere uno dei pochi su cui contare. Non essendoci il buon Kit Carson (gli eventi narrati da Tex sono precedenti all’incontro tra i due), il ruolo del vecchio deve essere ricoperto da qualcun altro: ecco che Boselli tira fuori dal cilindro la figura di Dusty, che completa la squadra di pard, non necessariamente affidabili, che gravitano attorno al giovane Tex. Il dato più importante è che neanche da giovane il futuro Aquila della Notte - contrariamente a quanto afferma ripetutamente - poteva davvero fare a meno di compagni d'armi. 
Un altro incontro decisivo e destinato a cambiare profondamente la vita di Tex è quello con il saggio e giusto Cochise, il capo dei letali Chiricahuas, la cui amicizia risulta determinante per togliere le castagne dal fuoco a Tex e far decadere le accuse che gli erano state rivolte da due loschi trafficanti, Mendoza e Schirmer (questo è l’aspetto chiaramente ripreso all’omonimo film di William D. Russell citato in precedenza).

Una storia, insomma, ricca di personaggi intriganti, dal ritmo avvincente e da leggere tutta d'un fiato. Del resto Boselli, come accennavamo in apertura, non è certo nuovo a questo genere d'imprese: con questo è arrivato, se la memoria non ci gioca un brutto tiro, al suo sesto Texone, anche se questa speciale classifica continua a essere guidata dall’intramontabile Claudio Nizzi, con i suoi 21 Speciali, alcuni dei quali sono delle vere e proprie reliquie sacre (come non citare almeno l'inarrivabile La valle del terrore disegnato da Magnus?).
Il mitico Bos, dopo il suo esordio sul Tex Speciale n. 12, Gli Assassini, disegnato da Alfonso Font ed edito nel luglio 1998, ha sfornato il capolavoro assoluto Patagonia (da noi recensito qui), n. 23, su disegni del maestro Pasquale Frisenda, poi il n. 24, I ribelli di Cuba realizzato graficamente da Orestes Suarez (su soggetto del compianto Guido Nolitta), il n. 27 del 2012, La cavalcata del morto per i disegni di Fabio Civitelli il n. 28, I pionieri i cui disegni sono firmati da Andrea Venturi. Arrivato a quota sei, siamo certi che il curatore di Tex ha tutta l’intenzione di insidiare il primato di Nizzi.

A realizzare graficamente questa storia straordinaria troviamo Stefano Andreucci. Romano, classe ’62, dal 1992 è in forza alla gloriosa Sergio Bonelli Editore, prima su Zagor (ai tempi della gestione Boselli), poi, su Dampyr (la creatura di Boselli e Colombo) e oggi su Tex. Il nostro è alla sua terza storia texiana. L’esordio è avvenuto sull’Almanacco del West 2003 con la storia Eroe per caso, su testi di Boselli. Sulla serie regolare il suo battesimo è di dieci anni dopo, per la precisione sui nn. 627 e 628 Salt River e Una donna in ostaggio del gennaio e febbraio 2013. Ora, finalmente, è uno dei disegnatori che può vantare di aver legato il proprio nome a quello del glorioso Texone, una consacrazione per una carriera d’autore nel mondo dei fumetti. Se ciò non bastasse, ha in cantiere la realizzazione dell'albo cartonato a colori in uscita a settembre per la collana Tex Romanzi a fumetti, sempre su testi di Boselli, apprestandosi in tal modo a essere il primo e unico caso di disegnatore coinvolto in entrambe le pubblicazioni nello stesso anno.



Il talento di Andreucci si esprime in tutto il suo vigore ne Il magnifico fuorilegge"Tendo a immedesimarmi nei personaggi che disegno, cerco di dare una recitazione minimalista, finalizzata all'espressività essenziale. Più cinematografica che teatrale", afferma lo stesso autore nell'intervista condotta da Gianmaria Contro in apertura del volume. Il disegnatore romano padroneggia infatti un mix tra semplicità, chiarezza espositiva e densità del tratteggio che è persino difficile quantificare a parole. Nel connubio rodato e praticamente perfetto tra lui e Boselli, sembra che il suo stile sia una sorta di rappresentazione visiva del modo di narrare del Bos: al tempo stesso complesso ma chiaro ed efficacissimo, caratterizzato da una straordinaria modernità ma senza rinunciare a un'impostazione fondamentalmente classica e pienamente aderente ai canoni bonelliani. Una bilancia difficile da raggiungere e anche da replicare. Tutto questo senza rinunciare a una personalità e riconoscibilità notevoli.


Il trailer dell'albo

Questa coppia di autori straordinari si è messa insieme non per narrarci di come il giovane Tex sia diventato il saggio Aquila della Notte o il temuto Ranger di ferro che tutto il West conosce e teme, ma per farci sapere come quel giovane esuberante ma dal cuore d’oro ha continuato a essere il Magnifico Fuorilegge che nessuno è mai riuscito a incastrare!
D'altronde, come pensate sia possibile imprigionare un mito?
Rolando Veloci
(con alcune fugaci aggiunte da parte del Sommo fuorilegge)

IL MAGNIFICO FUORILEGGE 
COLLANA: Speciale Tex 
NUMERO: 32 
DATA: giugno 2017
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Mauro Boselli
DISEGNI E COPERTINA: Stefano Andreucci 

















Tutte le immagini : © 2017 Sergio Bonelli Editore.

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