martedì 20 dicembre 2016

Martin Mystère Le nuove avventure a colori #2

Il Buon Giovane Zio Marty e l'elmo di Scipio






Come promesso torniamo a parlarvi di Martin Mystère: Le nuove avventure a colori. Con L'elmo di Scipio proseguono le avventure a colori del Buon Giovane Zio Marty: la miniserie in dodici episodi che ha debuttato a inizio novembre rappresenta una novità per Sergio Bonelli Editore per tutta una serie di motivi e proveremo a riassumerli a seguire.



Come già espresso nella recensione del numero precedente, la miniserie è sceneggiata dai “Mysteriani”, ovvero Andrea Artusi, Diego Cajelli, Giovanni Gualdoni, Ivo Lombardo, Enrico Lotti e Andrea Voglino, sei autori intenzionati a fornire un approccio inedito, a partire dalla giovane età del protagonista e proseguendo con un'ambientazione italiana (a dir la verità già esplorata nel ciclo I Mysteri italiani a partire da MM #134) e un cast di comprimari quasi completamente ideati apposta per l'occasione.  
Tra i personaggi introdotti nei primi due episodi, particolarmente interessante la figura di Arianna Doria, direttrice del Museo degli Uffizi di Firenze, che sembra nutrire un (non troppo celato) interesse nei confronti del nostro Martin e la cui paraplegia viene trattata dagli autori in maniera naturale e delicata (finora une delle scelte azzeccate in assoluto, a partire dal fatto di non porre eccessivo accento sulla disabilità durante la narrazione). A dir la verità non è il primissimo comprimario di un fumetto Bonelli affetto da paraplegia: ricordiamo ad esempio Leonardo, l'amico della Gea, che aveva svolto un ruolo non marginale nelle avventure ideate da Luca Enoch (nella serie, dal taglio particolarmente provocatorio, furono tanti gli argomenti innovativi e "di rottura", a dimostrazione della spiccata sensibilità e impegno da parte dell'autore, ma questo è un altro discorso).

Tornando alla miniserie dedicata al BGZM, va rimarcato il metodo innovativo per lavorare alle sceneggiature, ovvero la fantomatica "writers' room" per raccogliere e sviluppare le idee alla maniera degli autori delle serie tv americane. Per quanto in diverse interviste ed articoli sia stata dichiarata la maniera specifica di suddividersi il lavoro tra loro, è davvero peculiare leggere nel tamburino dei credits di un albo bonelliano la dicitura "I Mysteriani", quasi che i sei autori volessero attribuirsi i testi come un'unica entità indivisibile. Ad ogni modo il loro lavoro, condotto in maniera peculiare e sperimentale, almeno al momento sta dando buoni frutti.

Illustrazione ispirata all'albo, realizzata da Alfredo Orlandi
per il gruppo 
AMys & i Nipoti di Martin Mystère (già BVZM).


Non marginale anche la scelta della struttura globale della miniserie. Si tratta infatti di una sorta di racconto unico suddiviso in quattro archi narrativi (composti perciò da tre numeri ognuno): questo secondo numero è dunque di passaggio prima della conclusione del primo arco narrativo con L'arca dell'estinzione, #3 in uscita a gennaio. Messa in questo modo potrebbe sembrare che l'episodio sia quasi trascurabile nell'economia generale della serie, invece gli autori hanno optato per un certo grado di autoconclusività nella trama che pur lasciando in sospeso alcune sottotrame rende godibile la storia anche in maniera autonoma.
Tanti sono gli elementi narrativi introdotti in questo episodio che, scevro dai doveri di "benvenuto" dell'albo iniziale, imprime una direzionalità più marcata verso ciò che caratterizzerà verosimilmente i numeri a venire.

Nell'episodio, tra mummie, vampiri, lupi e nazisti redivivi, il giovane Martin indaga su questo elmo (di Scipio) che sembra essere in grado di mettere in comunicazione tra loro diverse dimensioni e diversi stati della materia. Già la copertina del primo episodio sembrava suggerire che l'elmo avrebbe ricoperto un ruolo importante (l'illustrazione di Lucio Filippucci riprendeva palesemente quella del numero uno della serie "classica" in cui, come evidenziato dal sempre attento Lorenzo Barberis sul suo blog, al posto del Murchadna c'è appunto l'elmo).
La trama contiene poi un'intrigante allegoria (forse un po' spoilerosa, dunque saltate il paragrafo se volete!) nella contrapposizione tra i vampiri e i licantropi, che in realtà si rivelano essere rispettivamente i nazisti e i gitani, a rappresentare nemmeno troppo velatamente il corrispettivo horror della politica xenofoba nazista. Forse la miscela di tutti questi elementi potrebbe risultare indigesta per alcuni, ma non nascondiamo l'aspettativa che una rilettura della miniserie una volta completa possa dare ulteriore significato ad elementi sinora solo accennati.
Ottime le scelte delle location, dalla Mole Antonelliana di Torino alla splendida Abbazia di San Galgano in provincia di Siena - già riconoscibile nella copertina di Filippucci -, che rendono ancora più suggestivi alcuni passaggi narrativi.

A livello grafico l'impostazione delle tavole è lievemente meno "classica" rispetto al numero precedente, e questo nonostante Alfredo Orlandi, autore dei disegni di questo secondo episodio, abbia realizzato nel passato recente alcuni episodi del MM canonico. Orlandi mostra uno stile molto pulito ed efficace, con una notevole capacità di esprimere il lato emotivo della storia. Frequenti sono le vignette allungate, sia in orizzontale che in verticale. A fungere da collante rispetto al numero precedente c'è il buon lavoro di Andrea Artusi agli storyboard, che rende più omogenea la componente artistica dell'intera miniserie (essendosi occupato degli storyboard di tutte le oltre 1100 tavole che la compongono), mentre a
i colori si nota nuovamente l'approccio molto moderno di Daniele Rudoni, qui accompagnato da Elisa Sguanci.






















Un particolare che non abbiamo avuto modo di sottolineare nella recensione del primo numero è la notevole cura nella confezione del prodotto, sia nella grafica in sé (in cui c'è lo zampino di Gianmauro Cozzi e Alfredo Castelli) che nei redazionali, consistenti in questo caso in un interessante dietro le quinte realizzato da Giovanni Gualdoni insieme al pezzo divulgativo e culturale de I nuovi Mysteri di Mystère realizzato da Castelli.
In chiusura, speriamo come sempre di avervi incuriositi con le nostre note sulla seconda uscita di una miniserie che sembra avere le carte in regola per rilanciare un personaggio ormai storico per il fumetto italiano.
Il sommo audace



Martin Mystère, le nuove avventure a colori: “L’elmo di Scipio”
NUMERO: 2
DATA: Dicembre 2016
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: I "Mysteriani" (Andrea Artusi, Diego Cajelli, Giovanni Gualdoni, Ivo Lombardo, Enrico Lotti, Andrea Voglino)
DISEGNI E CHINE: Alfredo Orlandi
COPERTINA: Lucio Filippucci
COLORI: Elisa Sguanci e Daniele Rudoni









Tutte le immagini: © 2016 Sergio Bonelli Editore

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