sabato 31 dicembre 2016

Come quando eravamo piccoli

“Una volta mio padre mi ha detto che le cose brutte accadono per insegnarci a riconoscere le cose belle.”



Come quando eravamo piccoli (Bao Publishing | Le città viste dall'alto | 2016) è una storia fatta di cambiamenti, di quelli che avvengono spesso contro la tua volontà ma che riservano belle sorprese, se affrontati con il giusto spirito.



Pietro è il creatore di una serie tv di successo che però, stagione dopo stagione, è sempre meno quello che lui desiderava. Così come la sua vita.

Quando anche la sua Sophie lo lascia, inizia per lui un percorso nuovo, in cui anche la conseguente aridità creativa che lo affligge diventa un'occasione per guardarsi intorno e lasciarsi vivere. Semplicemente, senza troppi programmi, senza un copione predefinito.

È la storia di come sia necessario, a volte, smussarsi, ammorbidire il proprio profilo così che la corrente della vita possa scorrere più facilmente sulle nostre superfici e non trovare troppa resistenza. E lasciarsi vivere appunto. Come quando eravamo piccoli.

È la storia di come ciò che sei disposto a fare per far andare bene le cose, conti più di ciò che vorresti andasse bene (e degli eventuali risultati).

È capire di essere stato troppo rigido, di aver voluto seguire alla lettera la sceneggiatura che avevi scritto per la tua vita, finendo per chiederti se chi è andato via, forse è stato allontanato proprio da quel tuo atteggiamento. E senza troppi rimpianti imparare, cambiare, non per essere diverso, ma provando ad essere migliore.


Jacopo Paliaga e French Carlomagno realizzano una storia bellissima, che racconta una rinascita, una ripartenza, la fortuna di trovare in un paio di occhi nuovi un nuovo io. E riappropriarsi di se stessi e dei propri sogni.

Lo fanno con espedienti narrativi cinematografici, citazioni a serie tv, film, fumetti, un tratto leggero ed elegante, dei colori suggestivi e delicati, dei dialoghi semplici e dei personaggi funzionali.

Pietro è un cavaliere moderno, è un uomo sconfitto ma che riesce a trovare la forza di ripartire, da se stesso. Questa è la storia di come i cambiamenti, anche i più brutti, trasformano le persone e danno loro la possibilità di diventare qualcosa. Di meglio o peggio, dipende solo da loro, ma sicuramente qualcosa di nuovo.

Fosco

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