martedì 5 luglio 2016

L'ira di Caino

"La primavera a Berlino sembra non arrivare mai"



C'è tutto un mondo di fumetti che molti non conoscono. Questo nonostante il fumetto indipendente, in tante sue diramazioni, dimostri spesso spunti interessanti, concedendosi sperimentazioni tutt'altro che banali e scontate.
A tale mondo appartiene L'ira di Caino, storia breve scritta e disegnata da Emilio "Caccaman" Battiato su supervisione di Giuseppe Di Bernardo, ambientata in una Berlino in rovina, continuamente martoriata dalle bombe, nel contesto degli ultimi sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale. In ogni didascalia e in ogni vignetta Caccaman sembra sussurrarci all'orecchio che tutti sono vittime sotto le bombe, semplici ingranaggi "ben oliati" da fatti ed eventi più grandi di loro(come afferma Andrea "Zio-P" Poli nella postfazione al volume).


Diverse anime coesistono in un autore come Emilio Caccaman. Gli assidui frequentatori del nostro blog dovrebbero ormai avere familiarità con il suo lato più sognante e "libero", che si esprime attraverso le tavole a fumetti che realizza per gli Audaci (Aveva l'inchiostro nelle vene). Eppure Caccaman non è solo questo: è anche l'uccisore dei sogni d'infanzia di The Killer Cartoon, il dissacrante erede del Massacratore di Stefano Piccoli, nonché l'amante del noir e degli anni '70 di Calibro 9. Ne L'ira di Caino, pubblicato nel 2014, Caccaman rivela la sua anima profonda, quella che non si tira indietro davanti a temi complessi come la guerra e la morte. Ci fa immergere in un frammento di storia nota da un'angolazione inedita. 


Il Tenente Murray e la sua squadra si muovono in una città distrutta. La morte incombe su di loro. E di fronte all'Oscura Mietitrice, sotto bombe nemiche o alleate, tutti sono uguali. Da qui la metafora del titolo: come Caino e Abele, tra chi uccide e chi muore c'è un legame indissolubile. Ecco perché, come già avevamo evidenziato lo scorso anno leggendo Attraverso la zona grigia di Luca Di Biasi (e ancor prima in tanta letteratura del Novecento), ogni guerra è una guerra civile e per questo nessuno vince. Il dramma del conflitto bellico è descritto in maniera cristallina da Caccaman, che pur scegliendo la via delle didascalie, riesce a non essere pedante né retorico.

Ai disegni, lo stile da lui adottato in questa storia alterna tavole particolarmente dettagliate e certosine a pagine con ripetizioni quasi ossessive di vignette meno definite e più approssimative, quasi a voler alternare cura e ossessione, precisione e follia, e a voler dare forma alle proprie inquietudini attraverso un tratto scostante.



Sono passati ormai quasi due anni dalla pubblicazione di queste 36 pagine, da cui traspariva con forza la passione e il talento di un autore che ha tanto da dire e che in questa storia ci conduce in un'interessante e inaspettata riflessione sugli orrori della guerra.

Giuseppe Lamola



Miss you di Trentemøller, canzone citata nell'introduzione del volume, 
straniante ed evocativo loop, come alcune vignette de L'ira di Caino.




L'ira di Caino

Spectre Edizioni
Data di pubblicazione: 2014

Testi e disegni: Emilio Caccaman
Copertina e supervisione: Giuseppe Di Bernardo

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