lunedì 30 maggio 2016

Nathan Never Annozero #1

L'esodio della miniserie di Bepi Vigna e Roberto De Angelis sul passato del personaggio

















Con l'avvicinarsi del venticinquesimo anniversario dall'esordio di Nathan Never sono state annunciate numerose iniziative volte a sottolineare la ricorrenza, tra cui un numero trecento tutto a colori (ad opera di Bepi Vigna e Roberto De Angelis), una nuova minisaga a partire dal numero seguente e un albo di Universo Alfa anch'esso interamente a colori (con l'ultimo episodio sceneggiato da Stefano Vietti per Generazione Futuro). Come se non bastasse, esordiscono finalmente le miniserie "collaterali", ognuna affidata a uno dei tre ideatori del personaggio, ovvero Antonio Serra, Michele Medda e Bepi Vigna. Proprio a quest'ultimo, coadiuvato ai disegni e alle cover dall'immenso De Angelis, tocca il compito di debuttare con Annozero, una miniserie in sei episodi che rievoca e amplia la narrazione delle origini dell'Agente Alfa e che si mette in luce con un primo numero particolarmente riuscito.

“Molti personaggi dei fumetti vivono spesso un eterno presente, ma per Nathan Never non è mai stato così. Fin da subito, io e i miei colleghi decidemmo che nelle storie del nostro personaggio la freccia del tempo si sarebbe potuta indirizzare sia sui giorni trascorsi, sia su quelli a venire. Ci saremmo concessi abbondanti salti dentro i ricordi dei personaggi e prolessi narrative che avrebbero anticipato accadimenti futuri. Eravamo convinti che proprio questa possibilità di spaziare potesse diventare uno degli elementi chiave delle avventure che ci accingevamo a scrivere”.
Bepi Vigna

Come forse era stato concesso solo a Martin Mystère nello scenario fumettistico nostrano, Nathan Never è stato in grado di dar vita negli anni a un numero enorme di spin-off e serie parallele, complice il fascino di un genere come la fantascienza che non smette di affascinare e che nella saga dell'Agente Alfa ha avuto modo di essere ampiamente esplorato secondo varie declinazioni. Ecco perché non stupisce che sia proprio il malinconico ex-poliziotto il primo a cui viene dedicata una miniserie inedita che ne rielabora il passato.




Giorni oscuri narra dei terribili esperimenti che hanno luogo al Cook Hospital e delle indagini di un giovane Nathan Never. La ricerca della verità si incrocia però con la vita privata del protagonista, diviso tra il fascino del procuratore Sara McBain e il legame familiare con la moglie Laura e la figlia Ann. Questi elementi erano già noti, al punto che alcuni dialoghi sono evidenti strizzate d'occhio ai fan, come la gita nel bosco di pagg. 41/48 e la ricerca degli unicorni da parte della piccola Ann, tutti elementi ben impressi nella memoria dei lettori delle primissime storie del personaggio. Vigna sceglie di muoversi tra le pieghe di quegli episodi, mostrandoci ciò che è accaduto un attimo prima e come si sono evolute le cose dopo, a volte anche con alcune piccole differenze rispetto a quanto noto (si veda per confronto la già citata scena degli unicorni, che ne L'abisso delle memorie, Nathan Never #18 di Michele Medda e Nicola Mari, termina in modo lievemente diverso). La storia però non è solo un insieme di eventi già noti, ma un modo per fare il punto su vari aspetti finora solo accennati e mostrarli più approfonditamente, a partire da uno dei comprimari più interessanti dell'albo, ovvero Tom Fredricks, collega di Nathan il cui ruolo si rivela particolarmente influente.



Per come l'abbiamo posta sinora, sembrerebbe quasi che questa miniserie fosse destinata a uno zoccolo duro di fan ossessionati dal completismo e dal collezionismo. Niente di più distante dalla realtà: questo primo numero dimostra invece lo spessore di un personaggio che ha fatto la storia del fumetto italiano e conferma una volta di più le potenzialità del suo universo narrativo. Un fascino certamente in grado di essere esercitato anche su un neofita, che fondamentalmente non necessiterà di alcuna nozione preliminare per accostarsi alla storia (cosa non scontata in Nathan Never). Un episodio in cui vengono messi in scena tanti avvenimenti (forse troppi?) e che risulta particolarmente coinvolgente per il modo in cui gli eventi vanno a intersecarsi tra loro.

Sul fronte dei disegni, Roberto De Angelis mette in campo tutte le caratteristiche del suo stile che negli anni hanno conquistato i lettori. Il disegnatore napoletano, qui forse più a suo agio che con i colori sgargianti del numero 300, utilizza un nero ruvido e incisivo e realizza delle tavole altamente leggibili. Forse un unico pensiero che viene in mente durante la lettura è che sarebbe stato bello leggere questa storia in un formato più grande, come quello dei mitici Nathanneveroni (collana purtroppo soppressa per scarse vendite, la cui numerazione editorialmente prosegue proprio con questa miniserie, tecnicamente n.19 di Nathan Never Gigante).
Unica nota meno positiva per la copertina, arte nella quale purtroppo De Angelis ci aveva abituati sin troppo bene e che qui sembra più efficace nella versione in bianco e nero (utilizzata come cover dell'edizione da fumetteria) che in quella a colori pubblicata in edicola.
Ma si tratta davvero di quisquilie: Nathan Never Annozero funziona e noi non possiamo che gioire.


Il sommo audace



Versione bianco e nero della cover di De Angelis,
utilizzata per l'edizione da fumetteria (presentata in anteprima ad ARF!)


"Giorni oscuri"
SERIE: Nathan Never Annozero
NUMERO: 1
DATA: maggio 2016
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Bepi Vigna
DISEGNI E COPERTINA: Roberto De Angelis

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