lunedì 29 giugno 2015

BATTAGLIA #3 - Recensione

La strage di Ustica e la sanguinosa indagine di Battaglia

Muro di piombo è il terzo numero della miniserie Cosmo dedicata a Pietro Battaglia, il vampiro mercenario che attraversa i momenti bui della storia d'Italia e diventa elemento determinante per far virare gli eventi verso determinati scenari. Dopo i primi due episodi probabilmente molti (in parte anche noi audaci!) hanno iniziato a pensare che ci fosse una sorta di struttura di fondo irremovibile nelle trame di Battaglia, quel "modus operandi replicabile all'infinito" su cui ci eravamo soffermati in un recente approfondimento. Evidentemente, però, non è tutto qui e quest'albo ne è la dimostrazione.

[Anche stavolta siamo in anteprima quindi se temete gli spoiler o le esplosioni, tornate dopo averlo letto!]


In questo numero Battaglia viene coinvolto nella strage di Ustica (di cui proprio in questi giorni cade il 35° anniversario).

La strage di Ustica fu un disastro aereo avvenuto nella sera di venerdì 27 giugno 1980, quando un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana Itavia, decollato dall'Aeroporto di Bologna e diretto all'Aeroporto di Palermo, si squarciò in volo all'improvviso e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Nell'evento persero la vita tutti gli 81 occupanti dell'aereo. Molti aspetti di questo disastro, a partire dalle cause stesse, non sono ancora stati chiariti.

[Fonte: wikipedia]

Senza addentrarci troppo nella trama, Battaglia questa volta svolge un ruolo meno "esecutivo" e maggiormente attivo nella storia. Più che focalizzarsi sull'evento storico in sé (come avvenuto nel primo episodio per il ventennio fascista e nel secondo episodio per il delitto Moro), la scena qui è dominata proprio dal rapporto tra Battaglia e gli alti poteri, segreti e imperscrutabili. 

Ci piace concentrarci subito su uno dei pregi migliori della sceneggiatura di Giovanni Masi: il divertimento. Nonostante il tempo di lettura sia stringato e l'albo scivoli via in un soffio (forse troppo), questo numero, molto più degli altri, è impregnato d'azione, quella adrenalinica e che tiene incollati. La storia si colloca insomma nel solco di quei lungometraggi anni '80 dove l'eroe è praticamente immortale e anche i nemici, che si credono intoccabili, possono essere scovati nei loro rifugi e ridotti in cenere.
Da questo paragone emerge una delle caratteristiche di Battaglia (dopo tre numeri ancora non ci avevamo fatto caso): la mimèsi [non nell'accezione negativa intesa da Platone, n.d.A.]. L'impressione audace è infatti che la narrazione, abilmente, si adatti al modo di rappresentare degli anni di cui fa riferimento. Ad esempio, il primo episodio era ambientato negli anni '30 e di conseguenza erano i diari di Edda Ciano a dar voce alla narrazione e la storia aveva (almeno in parte) un sapore di un'epopea d'altri tempi che copriva diversi anni e vari momenti della vita dei protagonisti (riferimento: un Via col vento colorato di noir). Il secondo episodio, alla fine degli anni '70, era improntato su ideali forti ma anche su trame di spionaggio, elementi tipici della narrativa dell'epoca (e della società stessa, di cui la narrativa è specchio). Infine, questo racconto sugli anni '80 inevitabilmente prende la forma di un action movie post-Vietnam, disilluso e pieno di cattivi ricchi e potentissimi.
Su quest'ultimo dettaglio, i cattivi, val la pena soffermarci. Non sono mafiosi stereotipati i malvagi contro cui combatte Battaglia e questa è una differenza rivelatrice con tanti altri prodotti d'intrattenimento. Le parole del "cattivo" della storia:
"...siamo intoccabili. Lo siamo sempre stati. Lo saremo per sempre." 
rappresentano quanto di più terrificante e reale possa essere espresso. Rientrano nel concetto moderno di agire sottotraccia e farla franca, oltrepassando le stagioni politiche e culturali per rimanere segretamente a tirare le fila dei destini di tutti. Al confronto, un vampiro assassino può sembrare un catechista...
Il finale poi non ve lo raccontiamo: lì forse qualche smagliatura c'è, ma attendiamo il quarto e ultimo numero della miniserie per esprimerci definitivamente a riguardo.
Ai disegni Francesco Francini, che sarà presto coinvolto anche in Roberto Recchioni presenta: I maestri dell'orrore per Star Comics. Oltre a un immancabile tributo al Frank Miller black and white di Sin City (omaggio presente implicitamente in ogni numero sinora), Francini sembra mutuare alcune atmosfere da una lunga tradizione di artisti del fumetto statunitense dal tratto morbido e deciso: dall'immenso Eduardo Risso ad autori come il compianto Mike Wieringo, l'onesto Mike McKone e il sottovalutato Scott McDaniel. Passando ad artisti più vicini al mercato fumettistico italiano, sicuramente il suo stile può essere accostato a quello di Massimiliano Bergamo (Lukas), pur mantenendo connotati del tutto personali. Molto libera la costruzione delle tavole, tra splash pages, vignette verticali e soluzioni grafiche come l'effetto sonoro ("Woom") che delinea i contorni della vignetta a pag. 15. Interessanti alcuni giochi di luci e ombre (ogni volta che Battaglia si accende una sigaretta, il suo volto si illumina brevemente nella notte, come a pag. 67) ma anche le undici tavole che rappresentano il disastro aereo, in cui l'intera narrazione è affidata alle sue chine.
È evidente però una certa disomogeneità nel rappresentare il volto dello stesso Battaglia, probabilmente legata al numero di tavole necessarie per prendere dimestichezza con il personaggio.

Concludendo, nella nostra personale e del tutto arbitraria classifica di gradimento, questo numero si staglia appena sotto il primo sia per testi che per disegni. È l'ulteriore riprova della qualità globale di questa miniserie e del fatto che Battaglia meriti un suo spazio nel movimentato mondo delle nuvole parlanti.


Il Sommo Audace



BATTAGLIA: Muro di piombo”
NUMERO: 3
DATA: Luglio 2015
COSMO EDITORE

SOGGETTO: Roberto Recchioni
SCENEGGIATURA: Giovanni Masi
DISEGNI: Francesco Francini
COPERTINA: Leomacs
COLORI COPERTINA: Luca Bertelé



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