lunedì 19 gennaio 2015

AI CONFINI DELLA REALTÀ

Perché riscoprire una delle serie tv più belle di sempre (non ne rimarrete delusi!)


La serie AI CONFINI DELLA REALTÀ, in originale THE TWILIGHT ZONE (che non ha nulla a che vedere con la serie vampiresca Twilight, per la cronaca), è andata in onda dal 1959 al 1964. Nata dal genio di Rod Serling, tra gli sceneggiatori c'erano Richard Matheson e Ray Bradbury.
 Senza star qui a dilungarmi troppo, per altre note tecniche potete andare su wikipedia e leggervi la pagina dedicata alla serie.
Al sottoscritto invece spetta raccontarvi come mai questa rappresenti a tutt’oggi una delle più strane e assurde serie tv di tutti i tempi….



Partiamo dalle motivazioni di un certo Stephen King:

“Di tutti i programmi di ispirazione drammatica mai trasmessi nelle Tv americane, è sicuramente quello che si presta con maggiore difficoltà a una classificazione. Non era un western o un poliziesco (anche se certi episodi erano girati nel West o trattavano di guardie e ladri); non era fantascienza (anche se la guida televisiva lo considerava tale); non era commedia (eppure certi episodi erano divertenti); non trattava dell'occulto (anche se c'erano spesso storie dell'occulto, girate nel singolare modo proprio del programma), non era una trasmissione sul soprannaturale."
[Stephen King, Danse macabre]

Vi riporto poi un'ulteriore presentazione, 
in inglese, dello stesso Rod Sterling:
“There is a fifth dimension beyond that which is known to man. It is a dimension as vast as space and as timeless as infinity. It is the middle ground between light and shadow, between science and superstition, and it lies between the pit of man’s fears and the summit of his knowledge. This is the dimension of imagination. It is an area which we call…The Twilight Zone.”

Ai confini della realtà è una grande serie: è l’unica serie tv senza continuity che racchiude in 156 espisodi tutti i generi possibili e immaginabili: la fantascienza e il fantastico, il noir e la distopia, il poliziesco e il western, l’avventura e la guerra, l’horror e il thriller. Ogni episodio è permeato da un alone mistico sovrannaturale che, a seconda della puntata, assume risvolti comici o drammatici.

Se guarderete tutti i 156 episodi della serie originale (1959/1964), riscontrerete molte somiglianze con diversi film di fantascienza, horror e thriller (soprattutto quelli degli anni ‘60/’70/’80) che in modo più o meno velato prendono spunto da questa serie tv (ora ci vorrebbe un post a parte per fare questa ulteriore analisi, forse la faremo più in là….), per non parlare delle serie che ne sono state influenzate: mi vengono in mente alcuni nomi famosi come X-Files, Twin Peaks, Millennium (pur divergendo queste serie per la consequenzialità della trama) o anche la serie tv The Outer Limits, che tra le altre cose è andata in onda in contemporanea (nel periodo 1963/1965).

Ai confini della realtà è un lungo viaggio, non verso un luogo remoto del tempo o dello spazio ma verso quella zona remota della nostra mente che è eternamente intrappolata al limite estremo fra sogni e incubi, tra fobie oscure e desideri grandiosi.

Se escludiamo qualche episodio “strano”, gran parte della serie rappresenta la vita quotidiana di gente comune (che spesso comune non è) catapultata appunto nella “twilight zone”, la zona del crepuscolo, dove a persone comuni accadono eventi straordinari che li “confinano” in un eterno limbo.

Il tema fondamentale della serie è la fatalità intesa come inevitabilità degli eventi in cui anche il vincitore non esce mai del tutto vincente e chi perde a volte ritrova nella perdita la sua fortuna più grande.

Ogni singola puntata dura 20/25 minuti e contiene una storia autoconclusiva che quasi sempre non rappresenta una conclusione vera e propria: alla fine di ogni puntata si ha la sensazione che l’essere umano sia inevitabilmente intrappolato in un limbo dal quale il più delle volte non c’è via di scampo.

Questa serie non solo ci lascia riflettere su quasi ogni aspetto psicologico ed emotivo dell’essere umano, ma ci impartisce spesso una serie di lezioni (se vogliamo) universali, mai banali, che risultano un valore aggiunto alla serie.

Ogni personaggio con la sua personale follia, che sia positiva o negativa, ci insegna che tutto ciò che noi proviamo e sperimentiamo, tutto ciò che percepiamo o che non percepiamo, tutto ciò che crediamo o non crediamo è solo frutto della nostra mente. Ci insegna soprattutto che, se a credere in una determinata realtà sono in milioni, non è detto che quella realtà sia “reale” anche per noi, non è detto che quella realtà sia la più giusta e non è detto che noi dobbiamo a tutti i costi accettarla. A volte ad essere reale è solo la nostra realtà, che per tutti gli altri è pura follia ma per noi è una follia cento volte più reale della realtà degli altri, che vi ricordo, potete vivere solo ai confini della realtà.

[Se non siete impazziti ora, è un brutto segno: dovreste impazzire!]

In definitiva ogni episodio, oltre a portarci verso orizzonti sconosciuti della mente, ci può insegnare (a mio modesto parere) una serie di messaggi precisi (“se fà pe' divertisse” senza starla a menare troppo sul paranormale o sul filosofico):

· Nulla è come sembra e tutto può succedere.
· Ogni azione ha una sua conseguenza spesso inevitabile (anche se sono in disaccordo sull’inevitabile a meno che non si tratti di una sparatoria…e di 'sti tempi….vabbè!).
· La normalità e l’anormalità sono concetti soggettivi creati dalla mente del singolo individuo.
· L’impossibile accade più spesso di quanto vogliamo credere e fa parte della “normalità”.
· La concezione di ciò che è reale e ciò che non lo è può essere soltanto frutto della nostra mente.
· È reale solo quello che noi crediamo sia reale, quello che noi vogliamo sia reale, tutto il resto è reale solo per gli altri, per chi ci crede.



Ora ditemi, in quanti altri prodotti televisivi o cinematografici o fumettistici degli ultimi cinquant'anni avete ritrovato questo concetti?

Un saluto fallace dal vostro...

S.D.G., AKA Grullino Biscottacci





P.S. Prossimamente, un listone gratuito ed assolutamente non richiesto delle trenta puntate più belle di AI CONFINI DELLA REALTÀ!


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