giovedì 5 giugno 2014

UN AUDACE A MILANO

Cronache dal pianeta dei morti e altre audaci amenità
 
 
Cari lettori del blog più Audace che ci sia, ben ritrovati! Quello che state per leggere è l’emozionante reportage relativo all’incontro tra il vostro affezionatissimo Rolando Veloci e il duo Bilotta-Martinello in quel di Milano, in occasione della pubblicazione del volume Bao Cronache dal pianeta dei morti… Buona lettura!



Sarà capitato anche a voi di aprire la vostra casella di posta elettronica, una mattina, e di trovare un messaggio di Alessandro Bilotta, no? Come no?! Eh eh eh! Si scherza! Comunque è stato per la gentile segnalazione di Alessandro se, venerdì 30 maggio, mi sono ritrovato a Milano, in via Solferino (angolo via Castelfidardo), presso l’elegante temporary shop della Bao, per il lancio dello splendido volume Cronache dal pianeta dei morti, che raccoglie le tre storie scritte dal signor Bilotta sul Dylan del futuro e già edite dalla Sergio Bonelli Editore in passato.


L’occasione di conoscere di persona uno degli scrittori di maggior talento del panorama italiano (e noi ci aggiungiamo "mondiale", che non guasta ed è pure vero!) era davvero troppo ghiotta per un Audace che si rispetti e che si fregi di questo titolo, infatti il vostro Rolando non si è lasciato sfuggire l’evento. Con Bilotta era presente l’immenso e sublime Paolo Martinello, artista vicentino classe ’75, giustamente famoso e apprezzato per i suoi lavori in Italia e in Francia, per il suo Delethes edito da Pavesio Editore e per essere stato il pluripremiato copertinista di Valter Buio e di Mytico!. Martinello, da noi intervistato alcuni mesi orsono, è il disegnatore della memorabile Addio, Groucho, l’ultima storia a colori (e che colori: digitalmente divini, sempre a opera di Martinello) presente nel volume Bao, la seconda a essere pubblicata in ordine cronologico dalla Bonelli (nel Dylan Dog Color Fest #10 ) e la prima nella story line di Bilotta. Non ci avete capito niente, eh!? È giusto così. Compratevi il suddetto Cronache dal pianeta dei morti e tutti i vostri dubbi spariranno: vi consigliamo di leggere le storie prima nell’ordine nel quale sono disposte – che non è quello di pubblicazione originale – e poi al contrario, dall’ultima alla prima: apprezzerete il tutto maggiormente, fidatevi dei consigli Audaci.


Le altre due storie presenti sono scritte sempre dal bravissimo Bilotta e disegnate rispettivamente dal grande Carmine Di Giandomenico (Il pianeta dei morti, a colori, uscita originariamente sul Dylan Dog Color Fest #2) e dalla talentuosa Daniela Vetro (Il tramonto dei vivi-morenti, bianco e nero, uscita sul Dylan Dog Gigante #22). Insieme alla già citata (e straordinaria) Addio, Groucho, costituiscono questa magnifica trilogia su un futuro nel quale vivi e ritornanti si trovano a combattere e, suo malgrado, il nostro old boy dovrà fare la sua parte.



Parlarvi della gentilezza dei due artisti sarebbe opportuno ma temiamo che si possa scadere nel banale o nell’elogio sterile, quindi evitiamo di farlo. Chi li conosce già sa di quale umanità siano capaci i nostri amici Bilotta e Martinello: Alessandro chiedeva a tutti il motivo per il quale fossero andati lì, si interessava delle letture dei presenti, s’informava sul loro lavoro e sulla loro vita, da grande indagatore di stati d’animo qual è;

similmente Paolo, mentre disegnava con passione e perizia splendidi Dylan sui volumi acquistati nel negozio, non mancava mai di sorridere o di condividere storie e aneddoti con gli appassionati).

In tutto questo clima amichevole e fumettoso, il Sommo Giuppo, Audace tra gli Audaci (grazie al quale il vostro Rolando ha potuto conoscere e leggere La Dottrina, Le strabilianti vicende di Giulio Maraviglia, inventore, Valter Buio e le altre meraviglie a firma Bilotta), è persino riuscito a molestare telefonicamente l’ottimo Alessandro Bilotta dandogli appuntamento in quel di Etna Comics tra un settimana. Nel corso del pomeriggio abbiamo avuto modo di parlare con lo scrittore romano dei suoi numerosi progetti in preparazione e di carne al fuoco ce n’è davvero tanta: a partire dalla speciale Dylan sempre ambientato nel futuro e disegnato dal maestro assoluto Giampiero Casertano, passando dalle sue numerose Storie Bonelli in fase di elaborazione (una ambientata nell’era Vittoriana, una nella Roma papalina e una nelle Salinas in California); sperando di poter avere presto tra le mani una nuova storia di Valter Buio (in qualsiasi formato, realizzato da qualsiasi editore: vi preghiamo!).

Ma Bilotta e Martinello non sono stati gli unici artisti incontrati in questo piacevolissimo pomeriggio: un altro grande maestro della matita si è affacciato in negozio, il mitico Sergio Gerasi! Ragazzo disponibile e umanissimo, Sergio ha detto di essere al lavoro su una storia di Dylan Dog scritta da Luigi Mignacco, di continuare a lavorare per la televisione (collaborando con Michele Santoro: avete presente quelle interessanti puntate monografiche sulla trattativa Stato-Mafia o su altri temi, con le ricostruzioni degli eventi fatti a fumetti? Bene, sono opera di Sergio Gerasi!) e di stare realizzando un’opera tutta sua dal gusto decisamente intimista e memoriale (se ricordo bene il titolo dovrebbe essere D’inverno le mie dita sapevano di mandarini), che ovviamente aspettiamo con trepidazione.

In tutto questo crogiuolo di umanità e amicizia, chi ti spunta fuori con in dosso la maglietta del secolo?! Ma il mitico unico e insostituibile Franco Busatta, curatore della splendida serie Orfani e del rilancio di Dylan Dog. Il buon Franco, dopo aver citato gli Audaci nel suo editoriale del numero 8 di Orfani e dopo la lunga chiacchierata in quel di Torino Comics, è diventato membro audace per simpatia e disponibilità oltre che scatola nera/gola profonda di impareggiabile ricchezza contenutistica sulla Bonelli! Idolo!



E come se non bastasse, il vostro Rolando ha fatto amicizia anche con un giovane appassionato bonelliano e seguace degli Audaci, Francesco, che si spera di far esordire presto sul blog più audace che c’è con qualche suo scritto dedicato al magico mondo delle nuvole parlanti. Di sicuro è stato un pomeriggio speso bene, voi che dite? Alla prossima!



Rolando Veloci


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