sabato 31 marzo 2012

Dalle pietre nasce la poesia: la JLA di Morrison e Swan (JLA n.0)


Quello qui recensito è un albo speciale da collezione distribuito in omaggio alle fumetterie – Audaci e non – di tutta Italia dalla RW Lion (neonata etichetta dedita alla pubblicazione dei fumetti della DC Entertainment). Questo regalo (di Natale) è stato spiegato così dalla casa editrice: «Mentre tutti quanti lavoravamo alacremente sugli albi e i volumi in uscita nei primi mesi del 2012 abbiamo pensato “Perché Batman, Superman, Lanterna Verde, Flash e Wonder Woman devono avere un numero zero di presentazione, e la Justice League no?”
Perciò, tenendo fermo il concetto di presentare storie brevi realizzate da autori di prestigio, abbiamo recuperato una breve avventura della Justice League realizzata da Grant Morrison, autore di una lunga run della JLA, di Batman e di altri capolavori, e Curt Swan, disegnatore principe del Superman della Silver Age, e abbiamo approntato quello che negli USA viene definito “free giveaway”, ovvero uno speciale albo gratuito, di presentazione di quell’Universo DC che con orgoglio pubblicheremo negli anni a venire, che, salvo sorprese della tipografia, riuscirà anche ad allietare il vostro (e il nostro) Natale»
Ecco spiegata e giustificata l’operazione commerciale che sta alla base di questa pubblicazione e la cosa non deve stupire: in America la cosa è prassi da decenni e i comic fan vanno ghiotti di albi del genere!


Dopo questa breve presentazione generale passiamo audacemente alla recensione della storia – una autentica chicca – firmata da un duo d’eccezione: Morrison e Swan [Per chi non li conoscesse: il primo ha scritto, tra le altre storie, “Arkham Asylum” ed alcuni dei cicli recenti più apprezzati di Batman e Superman, mentre il secondo – ormai scomparso – è stato un disegnatore fondamentale di Superman dalla fine degli anni ’40 sino al 1986, anno in cui ha disegnato “Che cosa è successo all’Uomo del Domani?” scritta da Alan Moore]!

La storia è ambientata a Central City dove troviamo il buon Wally West (il Flash ’86 – ’06) che liquida in fretta una bella bionda (sicuramente dopo un incontro di piacere) e si lamenta per il suo essere perennemente in ritardo agli appuntamenti, nonostante sia l’uomo più veloce del mondo (l’incontro che attende Flash è la prima riunione della Justice League of America). 
Mentre il nostro si sta preparando si vede il suo costume animarsi, sghignazzare e correre – neanche a dirlo – alla velocità della luce per le strade della città. Recupera poi un provvidenziale costume di riserva (mentre il povero Aquaman è l’unico a non averne uno: infatti si presenterà all’incontro in mutande, per il disappunto di Canary!); il biondo velocista scarlatto si lancia all’inseguimento dell’oggetto animato e arriva fino a Rhode Island dove incontra Lanterna Verde (Hal Jordan), Martian Manhunter (J’onn J’onzz), la bella Canary e Aquaman (Signore di Atlantide) che hanno avuto tutti la stessa disavventura e sono appena riusciti a imprigionare i loro costumi grazie al raggio di Hal Jordan. 
I cinque si interrogano sulle cause dello strano evento e J’onn conclude spiegando che secondo lui i costumi sono attirati da qualcosa che si nasconde dentro la grande montagna presso le cui pendici si sono ritrovati i nostri. Mentre i cinque discutono sul da farsi, i costumi riescono a liberarsi grazie ai colpi degli stivali gialli di Flash: il giallo infatti è l’unico colore sul quale l’anello di Lanterna Verde non ha potere. È allora che il vero Flash si decide a penetrare nella roccia della montagna lasciando i suoi compagni della JLA a combattere contro i loro costumi. 
A questo punto il maestro Morrison dà il meglio di sé sfornando passaggi di intensissimo lirismo raccontando la struggente storia della montagna (che è quella della Terra, nostra madre da sempre). Alla fine si scopre che i costumi erano posseduti da alieni venuti sulla terra per sbloccare le immagini dei propri defunti (atterrati e morti sulla terra un milione di anni prima) imprigionate nella montagna per rendere loro l’estremo saluto. Una volta spariti gli alieni, Flash propone di creare una sorta di quartier generale per la Justice League nella montagna: luogo ideale con le sue mille caverne, gallerie e passaggi… Nel finale tristissimo la montagna ritorna a parlare: è stata lei a raccontarci di come questi cinque supereroi arrivarono un giorno e si insediarono nelle sue profondità, per poi sparire… 


Davvero speciale il monologo conclusivo: «E così giunsero. Giunsero e aprirono le mie gallerie e le mie stanze… Mi riempirono di luce… del frastuono di macchinari… Queste brevi e splendenti scintille che vivono e muoiono… mi riempirono del loro frastuono e della loro fretta… Mi riempirono del fiero splendore del loro essere… illuminandomi come una lanterna… in tutte queste grotte segrete e piene di echi. …E poi sparirono… come la loro specie fa sempre. […] Ora il mio cuore giace vuoto… disabitato… e invecchiato sotto la grande e lenta luce delle stelle… A volte alcune piccole creature mi passano attraverso… attraverso i cristalli di memoria con i loro ultrasuoni… E per un momento sono con me ancora una volta… Ardenti e brevi candele di vita… luminose e splendenti… tremolanti di luce… da tempo sparite… Fantasmi di pietra».





Non ci sono parole per esprimere l’emozione che questa storia mi ha regalato: sarò sempre grato a Morrison per aver scritto e al compianto maestro Swan per aver disegnato questa opera d’arte più di vent’anni fa. Allo stesso modo sono grato alla Lion per aver ristampato e ridato lustro a questa storia senza tempo che ogni amante del fumetto – e dell’arte in genere – dovrebbe conoscere e conservare gelosamente nella propria memoria.




JUSTICE LEAGUE OF AMERICA
• Serie: JLA – Albo speciale da collezione
• Numero: 0
• Data: Gennaio 2012
• Titolo e crediti originali: storia “Fantasmi di Pietra”, tratta da “Secret Origins” v. 3, # 46, dicembre 1989, DC Comics
• Testo: Grant Morrison
• Disegni: Curt Swan
• Chine e colori: George Freeman
• Casa editrice: Lion Comics (divisione editoriale di RW Edizioni)

ROLANDOVELOCI

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