mercoledì 1 febbraio 2012

DR.MORGUE: Intervista alle autrici

Alla vigilia della pubblicazione dell'ultimo numero di "Dr. Morgue" (miniserie in 6 episodi pubblicata dalla Star Comics), intervistiamo le scrittrici Rita Porretto e Silvia Mericone. Il loro lavoro in questa serie bimestrale è stato apprezzato da pubblico e critica sia per le trame, collegate tra loro da un filo oscuro, che per la figura del protagonista: "Yoric Malatesta, a.k.a. Dr.Morgue, è un coroner italo-canadese residente a Montreal. E´ una persona Asperger e anche geniale. Dall´insieme delle due cose e dalle esperienze passate nasce un personaggio ricco e dotato di grande spessore, con una particolare fascinazione per la morte." (da www.spazioasperger.it)

Copertina del n°1




- Presentateci la serie in poche parole.

Dr Morgue racconta la storia di un uomo normale con l’Asperger, un uomo che fa un lavoro difficile. Il suo nome è Yoric Malatesta, coroner nella città di Montréal o come dicono quelli della polizia “lo spaccamorti”. Nell’arco di un anno, scaviamo nella sua vita privata e al suo fianco seguiamo alcuni spinosi casi di omicidio, questi eventi delittuosi hanno un unico comune denominatore, che porta direttamente ai palazzi del potere della città.

- Ci chiedevamo se il nome "Morgue" fosse ispirato al maestro Edgar Allan Poe e al suo racconto lungo "Murders in the Rue Morgue". 


No, non ci siamo ispirate ad Edgar Allan Poe, ma proprio alla Morgue tecnicamente intesa come “obitorio”. Abbiamo poi successivamente scoperto che Morgue, in francese, significa anche “scontroso, arrogante” e per molti versi ci è parso doppiamente attribuibile al nostro Dr.Morgue.

- Rimanendo in ambito letterario, quanto è stato importante il Kafka di "Un medico di campagna" nell'ideazione della personalità del protagonista? 

Zero. Scusa la risposta parzialmente brutale, ma nonostante Kafka sia uno dei nostri scrittori preferiti, Yoric nella sua personalità è ispirato a qualcuno di realmente esistente. Se invece parliamo di “atmosfere” allora possiamo citarti Patrick McGrath, Durrenmatt, ma anche Camilleri, come ispirazioni, che ci hanno aiutato a trovare la giusta mediazione tra reale e fantastico, al fine di delineare un personaggio che non fosse inverosimile, nonostante il tessuto di finzione del fumetto in cui deve essere inserito.

- Quali influenze possono aver avuto nella stesura delle storie le varie serie televisive americane (ad esempio Dr. House ecc) e quanto invece ve ne volete magari discostare?
 
Che tu ci creda o no c’è chi tra noi due non ha mai visto una puntata di Dr House e neanche di CSI. È innegabile che un certo ritmo narrativo, un certo linguaggio presente soprattutto nei serial americani può far credere che ci sia stata un’ispirazione diretta. In realtà, anche qui abbiamo voluto cercare una sorta di fusione tra una narrazione brillante, caratterizzata da scambio di battute rapide e ad effetto, e l’uso di tecnicismi che non facciano dimenticare al lettore che quanto raccontiamo non è solo pura fantasia. Poi sta a chi legge dirci se ci siamo riuscite o meno…

- Come mai avete scelto la bimestralità?

La bimestralità ci è stata criticata dall’inizio, da tutti, lo ammettiamo con molta franchezza. Tuttavia noi non sappiamo quanto possa aver influito sul seguito di lettori del Dr.Morgue, ma dal punto di vista creativo ci ha sicuramente permesso di approfondire meglio i temi trattati, attraverso la consultazione di diversi specialisti per ogni numero. Medici legali,  psicoterapeuti e via dicendo… e per fare tutto questo serve ovviamente del tempo. Con questo non vogliamo dire che la bimestralità fosse d’obbligo, ma sicuramente per molti aspetti ci ha fatto comodo.



- Credete possa esser stato importante per alcuni Asperger sapere di avere un "testimonial" come Yoric? Come interpretate i messaggi di stima che vi sono stati mandati da varie persone Asperger?

Con stupore, gioia, commozione e sorpresa. Inizialmente avevamo un po’ timore di come gli Asperger potessero vedere Yoric, per cui quando abbiamo iniziato a ricevere i primi attestati di stima, che sono davvero aumentati nel corso del tempo, ci siamo rese conto che in realtà erano tutti molto contenti di avere questo “rappresentante” nel fumetto popolare, che lo ritenevano credibile. Quindi siamo particolarmente orgogliose nel dire che Yoric è stato “adottato” in qualche modo dagli Asperger e se questo ha contribuito al confronto e alla conoscenza di questa condizione possiamo dire di aver raggiunto il nostro primo scopo con la pubblicazione del Dr.Morgue. 


- Siete soddisfatte della realizzazione della serie o a posteriori cambiereste qualcosa?

Non credo esista autore che sia mai totalmente soddisfatto del proprio lavoro e che non cambierebbe almeno una virgola. Ti possiamo dire però che il nostro impegno è stato totale e abbiamo cercato di fare sempre del nostro meglio.


- Vedete più la serie come un noir o come una sorta di poliziesco?
 
Un noir, decisamente un noir, sebbene abbiamo inserito diversi elementi tipici del poliziesco. Anche se a guardarlo bene forse dovremmo definirlo una specie di “noir psicologico”. La verità è che forse ad incanalare un progetto in un solo genere si rischia di perdere qualcosa per strada. 

Illustrazione per la copertina del n° 6
- Possiamo aspettarci in futuro di leggere nuove avventure di Dr. Morgue, dopo la conclusione di questa miniserie? Altrimenti, in ogni caso, quali progetti avete in cantiere (se è possibile parlarne)?
 
Nell’editoriale del sesto episodio in uscita il 15 Febbraio c’è già una risposta alla tua domanda. Di sicuro, siamo molto contente dell’affetto che ci è stato dimostrato dai tanti lettori del Dr.Morgue, non ce l’aspettavamo, siamo contente soprattutto che Yoric sia stato “capito” oltrechè apprezzato. Per quanto riguarda noi due, aspiriamo a diventare le Paola e Chiara del fumetto italiano o in alternativa, le gemelle Kessler, che dici? Se poi dovesse andarci male, possiamo sempre scendere in politica… a Novembre ci sono le elezioni negli Stati Uniti, giusto? (Silvia ci tiene a precisare che l’ultima parte di questa risposta è stata scritta da Rita, è bene che i lettori sappiano chi delle due è la mitomane…) 



Ringraziamo le due autrici, veramente molto disponibili e umane, e invitiamo tutti voi a lasciarvi tentare dal buon fumetto.  
Giuseppe "Giuppo" Lamola

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