La Compagnia dell'Indie 25 - Chicanery Doodles: l'antispecismo, il fumetto e “la lingua del mondo”
Intervista a Danilo Gianandrea, che ha esordito quest'anno nel mondo dell'autoproduzione a fumetti ed è fresco vincitore al BiComix 2026 del contest legato all'antispecismo
FESTIVAL E MOSTRE
Il 12 e 13 settembre è in arrivo la nuova edizione di AFA Autoproduzioni Fichissime Andergraund, festival dedicato al fumetto, all'illustrazione e all’editoria indipendente, presso il centro SOS Fornace di Rho. Giunto alla sua sesta edizione (dal 2016 al 2018 al Leoncavallo, nel 2019 a Macao, e presente in forma ridotta al microfestival Sgambetto al Rob de Matt nel 2023 e 2024), il festival vedrà la partecipazione di oltre 200 tra autrici e autori che esporranno i propri lavori originali in una grande mostra mercato: nomi storici del fumetto underground e giovanissime promesse, mostre, dibattiti, incontri e musica.
Da venerdì 11 a domenica 13 settembre, a San Benedetto del Tronto, si terrà invece Cose da Paz!. Il festival si occupa, tramite iniziative culturali, di valorizzare e far conoscere l’importanza artistica e culturale di Andrea Pazienza. Tra i vari incontri (che trovate qui) ci piace ricordare La funzione-Pazienza: presentazione del libro di Carlotta Vacchelli con Giulio Troli. L’evento si svolgerà sabato 12 settembre alle ore 17 alla Palazzina Azzurra.
Unterins Comic propone Hypertrophic_90, un silent comic di fantascienza che omaggia da una parte i manga (per il suo formato e la sovracopertina), e dall'altra i supereroi ipertrofici americani anni 90. Il tutto confezionato dalla narrazione tipicamente distesa di Armin Barducci e dall'inchiostrazione in linea chiara di X-Enon Lo Straniero per omaggiare a sua volta il fumetto francese degli anni 80. L'impianto grafico è a cura di Testimanifesti. Lo potete trovare online e prossimamente al TCBF 26 nell'area self. Maggiori info qui.
Viene ristampato Quanto manca all’alba, antologico del Collettivo Viscosa. Se non avete potuto comprare la prima edizione vi consigliamo caldamente di non perdere questa. Altre informazioni qui.
Infine, per chi ama il fumetto indipendente statunitense è d'obbligo partecipare al crowdfunding di Nexus: Triplets, la nuova avventura del supereroe spaziale. Queste 72 pagine sono di Mike Baron e Kelsey Shannon e riprendono e completano l’ultimo fumetto di Nexus uscito nel 2021.
INTERVISTA
Danilo Gianandrea (in arte Chicanery Doodles) nasce a Palestrina nel 2000. Dopo aver frequentato il corso di sceneggiatura per fumetti alla Scuola Internazionale Di Comics, si lancia nel mondo del disegno, alla ricerca di ciò che le parole non possono esprimere. Nel 2026 pubblica il suo primo fumetto autoprodotto: Soul Mining - Prologo.
Dopo la pausa estiva torna La Compagnia dell'Indie, il nostro spazio corale dedicato all'esplorazione della scena indie fumettistica contemporanea, tra novità, eventi, festival, crowdfunding, call e tanto altro.
In questa nuova puntata trovate un'intervista a un fumettista esordiente: Danilo Gianandrea (in arte Chicanery Doodles), fresco vincitore al BiComix 2026 del contest legato all'antispecismo in collaborazione con La Revue. Di questo tema, ma anche del suo esordio con Soul Mining - Prologo e di tanto altro parliamo insieme a lui.
Ma prima, come sempre, diamo spazio alle segnalazioni di festival, nuove uscite, crowdfunding e altro. È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e affascinante scena indipendente.
FESTIVAL E MOSTRE
Il 12 e 13 settembre è in arrivo la nuova edizione di AFA Autoproduzioni Fichissime Andergraund, festival dedicato al fumetto, all'illustrazione e all’editoria indipendente, presso il centro SOS Fornace di Rho. Giunto alla sua sesta edizione (dal 2016 al 2018 al Leoncavallo, nel 2019 a Macao, e presente in forma ridotta al microfestival Sgambetto al Rob de Matt nel 2023 e 2024), il festival vedrà la partecipazione di oltre 200 tra autrici e autori che esporranno i propri lavori originali in una grande mostra mercato: nomi storici del fumetto underground e giovanissime promesse, mostre, dibattiti, incontri e musica.
Maggiori dettagli qui.
Sempre il 12 e 13 settembre a Bologna torna Urca Festival, evento dedicato all'illustrazione, alla microeditoria e alla musica.
Qui trovate la pagina del festival.
Da venerdì 11 a domenica 13 settembre, a San Benedetto del Tronto, si terrà invece Cose da Paz!. Il festival si occupa, tramite iniziative culturali, di valorizzare e far conoscere l’importanza artistica e culturale di Andrea Pazienza. Tra i vari incontri (che trovate qui) ci piace ricordare La funzione-Pazienza: presentazione del libro di Carlotta Vacchelli con Giulio Troli. L’evento si svolgerà sabato 12 settembre alle ore 17 alla Palazzina Azzurra.
Domenica 20 Settembre si terrà una delle manifestazioni che noi Audaci abbiamo nel cuore (e di cui non a caso siamo media partner): il BOMBETTA!Fest organizzato da Mecenate Povero. Il tema di questa edizione sarà Utopia/Distopia. La nuova sede sarà il Circolo Arci Agorà a Cusano Milanino.
Per maggiori info leggete qui.
Torna, dal 25 al 27 settembre, uno degli appuntamenti più importanti per l'editoria indipendente d’Italia, il Treviso Comic Book Festival. Tra le novità di quest’anno vi consigliamo la mostra dedicata a due giganti come Tuono Pettinato e AkaB e due loro libri, entrambi usciti nel 2013, Corpicino e Monarch. La mostra è curata da Virginia Tonfoni e Matteo Contin. Trovate tutte le info e il programma qui.
NUOVE USCITE E CROWDFUNDING
In occasione della già citata nuova edizione di AFA Autoproduzioni Fichissime Andergraund verrà presentata Disastra, la nuova Astrologia Popolare, un volume di 400 pagine con cui vengono reinventati oroscopi e zodiaco per avere un futuro e una vita migliore, come un moderno oracolo o una guida tra le stelle.
In occasione della già citata nuova edizione di AFA Autoproduzioni Fichissime Andergraund verrà presentata Disastra, la nuova Astrologia Popolare, un volume di 400 pagine con cui vengono reinventati oroscopi e zodiaco per avere un futuro e una vita migliore, come un moderno oracolo o una guida tra le stelle.
È disponibile Figlio della luna, un fumetto di Benedetta Curone e Giovanni D’Ambrosio che trovate scrivendo in DM a questo link.
lagazzaladra ha pubblicato online il primo capitolo del suo fumetto, Storia di una firma. Lo trovate qui.
BiComix e La Revue presentano Antispecismo: Contro la prassi del dominio, un albo originale realizzato dagli artisti della Self Island del festival, che ha come tema l’antispecismo. Una delle storie, che ha vinto il contest legato al volume, è firmata da Chicanery Doodles (e ne parliamo nell'intervista a seguire).
Unterins Comic propone Hypertrophic_90, un silent comic di fantascienza che omaggia da una parte i manga (per il suo formato e la sovracopertina), e dall'altra i supereroi ipertrofici americani anni 90. Il tutto confezionato dalla narrazione tipicamente distesa di Armin Barducci e dall'inchiostrazione in linea chiara di X-Enon Lo Straniero per omaggiare a sua volta il fumetto francese degli anni 80. L'impianto grafico è a cura di Testimanifesti. Lo potete trovare online e prossimamente al TCBF 26 nell'area self. Maggiori info qui.
Viene ristampato Quanto manca all’alba, antologico del Collettivo Viscosa. Se non avete potuto comprare la prima edizione vi consigliamo caldamente di non perdere questa. Altre informazioni qui.
Infine, per chi ama il fumetto indipendente statunitense è d'obbligo partecipare al crowdfunding di Nexus: Triplets, la nuova avventura del supereroe spaziale. Queste 72 pagine sono di Mike Baron e Kelsey Shannon e riprendono e completano l’ultimo fumetto di Nexus uscito nel 2021.
INTERVISTA
Danilo Gianandrea (in arte Chicanery Doodles) nasce a Palestrina nel 2000. Dopo aver frequentato il corso di sceneggiatura per fumetti alla Scuola Internazionale Di Comics, si lancia nel mondo del disegno, alla ricerca di ciò che le parole non possono esprimere. Nel 2026 pubblica il suo primo fumetto autoprodotto: Soul Mining - Prologo.
Al BiComix 2026 ha vinto il contest legato al volume Antispecismo - Contro la prassi del dominio, nato dalla collaborazione tra La Revue e il festival stesso.
Partiamo dall’inizio. Raccontaci il tuo percorso artistico e come nasce e perché Chicanery Doodles?
Gli scarabocchi mi hanno accompagnato da sempre. Ricordo tutti i rimproveri che ho ricevuto a scuola, prima per i banchi imbrattati, poi per i fiotti di fogli disegnati con cui li riempivo. Eppure, per tanti anni ho fuggito questa “vocazione” per inseguire, piuttosto, il mondo della scrittura e della sceneggiatura, quest’ultima divenuta poi protagonista indiscussa del mio percorso di studi. Per paura di non essere all’altezza, e forse anche un po’ per pigrizia, non avevo mai preso in considerazione la possibilità di diventare un disegnatore.
Sin dal primo anno del corso di sceneggiatura per fumetti, ho trovato dei limiti personali in quel tipo di linguaggio artistico. Complice anche una mancata istruzione da parte della scuola su un giusto rapporto tra sceneggiatore e disegnatore, mi sembrava quasi che le sceneggiature non potessero mai aspirare a essere un prodotto completo, ma al massimo la metà di un’opera. Una metà che avrebbe sempre necessitato di un secondo carico di lavoro per diventare realtà.
È stato proprio il peso delle regole apprese a scuola e, soprattutto, della frustrazione per una mancata indipendenza che mi hanno spinto a tuffarmi nel mondo del disegno. All’inizio era solo un gioco, uno spazio tutto mio nel quale sentirmi il più libero possibile. Fortunatamente è così ancora oggi.
Il nome Chicanery Doodles, o alle volte Chicanery Danilo, nasce dal mondo del cinema e della televisione. L’idea di crearmi uno pseudonimo affiancando al mio nome una specifica parola inglese è ispirata dal mio regista preferito, Takeshi Kitano, conosciuto anche come “Beat” Takeshi. Il termine “Chicanery”, che può essere tradotto come “imbroglio” o “trucchetto”, viene invece dalla serie Better Call Saul. Nonostante il contesto originale completamente diverso, è un termine che sento estremamente vicino al mio tratto, un po’ furbetto, un po’ birbante e sempre alla ricerca di un modo per aggirare quelle regole che non ho mai imparato.
Il tuo esordio avviene nel 2026 con il tuo primo fumetto autoprodotto, Soul Mining - Prologo, in cui fornisci una tua interpretazione dell'antropocene. Dove viene lo spunto per questa storia e cosa ti interessava raccontare in queste pagine?
L’immaginario di Soul Mining nasce durante due viaggi a Lappis, in Svezia, dove mi colpì molto la dicotomia tra urbanizzazione e natura quasi incontaminata. Una lunga passeggiata errabonda nel Djurgården settentrionale mi aiutò a mettere a districare quel groviglio di idee e sentimenti che covavo dentro di me da quando mi ero avvicinato all’antispecismo e da quando avevo letto due dei libri più importanti della mia vita: Il ponte di San Luis Rey (di Thorton Wilder) e Püha ja õudne lõhn (Sacred and Terrible Air di Robert Kurvitz, di cui, difficile dire se per fortuna o per sfortuna, esiste solo una traduzione amatoriale in lingua inglese). Forse anche per queste ispirazioni avevo inizialmente immaginato Soul Mining come un libro. Ai tempi non mi credevo ancora in grado di poter realizzare un fumetto tutto mio. Disegnavo già, ma ero terrorizzato dall’idea dell’arte sequenziale, dalla necessità di dover illustrare anche solo due volte lo stesso soggetto. Quando mi sono messo in cerca di una sintesi per quella che in Soul Mining viene chiamata “la lingua del mondo”, ho capito che non potevo più scappare, e che l’unico medium in cui avrei potuto tradurre quell’idea e quel linguaggio era proprio il fumetto.
Sapevo di voler parlare di amore e sapevo di voler parlare del rapporto tra uomo e pianeta, in una sorta di racconto post-apocalittico sulla fine di questa relazione, ma più di tutto avevo chiaro sin da subito il desiderio di voler iniziare la storia dall’inizio. Da qui l’idea di dare vita a un prologo ambientato così indietro nel tempo, agli albori dell’antropocene, così da raccontare l’avvento dell’uomo su Liefde (il nome del pianeta su cui è ambientato Soul Mining, che vuol dire proprio “Amore” in lingua olandese e afrikaans) e l’inizio di questo rapporto a dir poco travagliato.
La cosa che ci tenevo di più a raccontare nelle pagine di Soul Mining – Prologo è proprio l’immagine dell’uomo come despota di un mondo in cui lui non era previsto, e di un uomo che distrugge e uccide per invidia nei confronti di coloro per il quale il mondo era stato pensato. Un’invidia che lo porta a modellare il mondo a sua immagine e somiglianza pur di poter dire che appartiene a lui. Sicuramente l’idea centrale che mi ha guidato nella stesura di queste tavole e di questi concetti, nonché la primissima idea che ho avuto e allo stesso tempo la più ostica da raffigurare, è stata quella dello stupro, dell’uomo che si dà la vita violentando la sua stessa madre, creando un circolo di violenza infinito e totalizzante.
Proseguirai con Soul Mining?
Sì. Sto già lavorando alla scrittura di un nuovo volume con il quale proseguire (e concludere) la storia di Soul Mining, chiudendo il discorso iniziato con la nascita dell’uomo parlando della sua fine. Per via della sua complessità e delle sue dimensioni, questo nuovo volume di Soul Mining non sarà la mia prossima opera, ma arriverà sicuramente in futuro.
Hai vinto il contest legato al volume Antispecismo - Contro la prassi del dominio, nato dalla collaborazione tra La Revue e il festival BiComix. Cosa rappresenta per te questa vittoria?
Quando a fine aprile ci è stato comunicato che il tema del contest, e del volume, sarebbe stato proprio l’antispecismo, ero molto felice. Mi piaceva molto l’idea di poter parlare nuovamente dell’argomento anche dopo Soul Mining, che era uscito giusto qualche settimana prima, in un contesto più reale e concreto.
Questa vittoria mi porta sicuramente una grande soddisfazione, in quanto è il primo riconoscimento ufficiale che ricevo in questa mia neonata carriera da fumettista, ma ciò che mi rende più felice è proprio l’aver raggiunto questo traguardo parlando di ciò che mi sta a cuore, di quella dicotomia tra amore e violenza che aveva caratterizzato anche Soul Mining, e che vorrei continuasse a caratterizzare anche i miei lavori futuri.
Quando ti sei avvicinato al tema dell'antispecismo? Cosa ti tocca particolarmente dell’argomento?
Ho sempre provato un grande interesse e affetto per gli animali (e non nascondo, anche una discreta paura), e per questo motivo ho praticamente passato tutti gli anni del mio liceo a fantasticare sul diventare vegano o vegetariano, ripromettendomi che “un giorno ci avrei provato”.
Nel 2023, tramite i social, venni a conoscenza di ciò che stava accadendo al rifugio Cuori Liberi. La rabbia che provai di fronte alle immagini dei maiali abbattuti, gettati via come sacchi della spazzatura tra le lacrime dei volontari e le risate dei poliziotti, fu la spinta necessaria per prendere la decisione di diventare vegetariano. Solo successivamente, proprio grazie alle parole di manifestanti, volontari e divulgatori, venni a conoscenza che ciò in cui avevo iniziato a credere fermamente porta il nome di antispecismo.
Nel volume Antispecismo – Contro la prassi del dominio ho deciso di parlare di questo evento proprio perché ha rappresentato l’inizio del mio percorso, e mi sembrava giusto parlare dei volontari e dei rifugi italiani, che tutti i giorni lottano affinché l’antispecismo sia una realtà di oggi, e non un’utopia del domani.
La tua storia per il volume è ispirata a eventi realmente accaduti. Ti va di raccontarceli, in breve?
Il 20 settembre 2023 la polizia fa irruzione nel rifugio Cuori Liberi di Zinasco, per abbattere tutti gli esemplari di maiali presenti, calpestando con violenza il cordone umano di manifestanti e volontari che si erano radunati attorno a loro per proteggerci.
L’operazione viene giustificata dallo stato come parte del protocollo europeo dello “stamping out”, impiegato per contenere i focolai di PSA (Peste Suina Africana). Lo “stamping out” però è una misura prevista per gli allevamenti intensivi, mentre i maiali di Cuori Liberi risultavano per legge “animali da affezione”, che vivevano in un “rifugio permanente” e che non sarebbero mai stati reintrodotti nella filiera alimentare. I 9 esemplari abbattuti quel 20 settembre erano stati salvati dalle situazioni più disparate, avevano trovato una casa, eppure neanche questo è bastato per impedire allo stato di vederli come semplici oggetti e carne da macello.
Visivamente il tuo stile non segue la via del realismo ma sembra anzi voler piegare le anatomie a una rappresentazione molto personale. Cosa guida le tue scelte stilistiche?
Come accennavo prima, ciò che mi ha spinto a disegnare è stata la ricerca di uno spazio totalmente libero, in cui poter creare senza preoccuparmi di regole o tecnicismi. Non avendo ricevuto nessuna formazione professionale, per me disegnare equivale a tentare di colmare quel divario che c’è tra ciò che voglio fare e le mie capacità tecniche. Il più delle volte, quindi, mi trovo a improvvisare, a cercare le giuste soluzioni o le giuste scorciatoie piegando anatomie, inquadrature e colori alle mie personali necessità del momento.
Da neofita come vedi il mercato editoriale italiano e soprattutto la scena indie?
Riflettendo su questa domanda, mi torna in mente il Job ARF del 2024, dove ho svolto due colloqui per due progetti diversi come sceneggiatore. Era la mia prima esperienza di quel tipo, e ricordo di aver trovato quell’ambiente sorprendentemente freddo. Si parlava di lavoro, c’erano sicuramente in ballo contratti e questi sono sicuramente temi che vanno trattati con grande serietà, sia da parte delle case editrici, sia da parte degli autori. Eppure quei toni così rigidi, e forse anche un po’ sterili, andavano completamente contro l’immagine che ho sempre avuto del fumetto, come linguaggio (e prodotto) giocoso, sperimentale e movimentato.
Rimosso il fardello di entrambi i colloqui, mi sono concesso una passeggiata più serena nella Self Area, e lì ho ritrovato le atmosfere e la creatività a cui aspiravo quando sognavo di fare fumetti. È stato quello il momento in cui ho deciso di ritagliarmi uno spazio tutto mio nel mondo delle produzioni indipendenti.
Forse per me è ancora un po’ troppo presto per dirlo, ma da lettore (e adesso anche da autore neofita), ma sento che oggi l’autoproduzione in Italia può competere a tutti gli effetti con il mercato editoriale più “tradizionale”. C’è più spazio per le scommesse, per la sperimentazione, e stiamo anche iniziando a vedere come le produzioni indipendenti possano persino arrivare ad accaparrarsi i diritti di IP internazionali.
Vedendolo da fuori, mi sembra che il mercato dell’editoria cerchi quasi esclusivamente dei successi istantanei, senza prendersi più la briga di seguire un autore, spingendolo gradualmente e aiutandolo a crescere. I grandi autori non sono nati in un giorno, e invece questo è proprio quello che gli editori sembrano aspettarsi oggi. Nella mia personalissima esperienza inoltre, nemmeno la scuola di fumetto ha saputo darmi delle alternative a questa realtà. L’autoproduzione non è mai stata menzionata, e tanto meno esplorata, e questo secondo me è un vero peccato, e rappresenta anche un restringimento di vedute non da poco.
Se avessi continuato a limitarmi a inseguire le case editrici, molto probabilmente non avrei creato nulla di davvero concreto, ma grazie all’autoproduzione ho potuto esordire e diventare un fumettista a tutti gli effetti. L’autoproduzione ha sicuramente i suoi limiti e comporta innumerevoli difficoltà, a partire dal peso economico, la necessità di muoversi continuamente di città in città e occuparsi di tante altri aspetti che non concernono prettamente il fumetto, ma se avessi continuato a inseguire disperatamente, e ciecamente, le case editrici, probabilmente ad oggi non avrei creato nulla di concreto. Sento dire anche, che nel periodo storico che stiamo vivendo, tra crisi, costi in continuo aumento e l’avvento dell’intelligenza artificiale, questa possibilità di creare e sperimentare con il linguaggio del fumetto senza limiti, restrizioni, regole oggettive e pregiudizi, rappresenti davvero una grande opportunità e una grandissima forma di resistenza.
Quali sono i fumetti della tua formazione che ti hanno ispirato?
Non ho dubbi che lo stesso discorso valga per tantissime altre persone, ma il mio amore incrollabile per il fumetto nasce con la lettura di Blankets di Craig Thompson, in particolar modo con la tavola 60, che mi ha reso l’autore che sono oggi. La bibliografia di Thompson (e in realtà anche quella del suo stesso "mentore”, Walt Holcombe) sono ancora oggi ispirazioni fondamentali per come mi approccio al disegno.
Stilisticamente, mi è impossibile non citare qualsiasi fumetto di Martoz, autore senza il quale non mi sarei mai lanciato nella produzione di fumetti.
Un altro grande ruolo nella mia formazione fumettistica l’hanno avuto i fumetti muti, come ad esempio Gon, di Masashi Tanaka, e la storia Cuccioli tratta da Il respiro e il sogno di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Una delle mie più grandi speranze per il futuro è proprio quella di riuscire a realizzare un fumetto muto a tema faunistico.
Per quanto riguarda invece Soul Mining, ho citato in precedenza Il ponte di San Luis Rey come libro che mi ha portato a parlare di amore trascendentale, mentre invece in ambito fumettistico quella stessa spinta me l’ha data il brevissimo (ma non per questo meno incisivo) The Magician and the Snake di Mike e Katie Mignola, a mio parere una delle più belle storie sulla morte che siano uscite fuori da questo medium.
Infine, rimanendo in tema, l’influenza più grande l’ha avuta forse il fumetto più inaspettato di tutti. Magari guardando e leggendo le tavole di Soul Mining non si direbbe, ma tanto di quello che ho scritto (e ancora di più quello che sto scrivendo) sono il frutto delle emozioni suscitate da Il Corvo di James O’Barr, tanto dall’effettivo fumetto, quanto dalle tragiche vicende che hanno portato l’autore a scriverlo. È da quelle emozioni che sono nati i personaggi di Armonio e Liefde, ed essendo loro i miei personalissimi Adamo ed Eva, è da quelle emozioni che nascono i miei fumetti.
Intervista a cura di Alessio Fasano, Luca Frigerio e Giuseppe Lamola
N.B. Se volete segnalarci un festival, un fumetto autoprodotto o un crowdfunding in corso, scriveteci all'indirizzo gliaudaciredazione@gmail.com





















