Hirayasumi - L’arte di vivere
L’importanza di sapersi fermare e godersi le piccole cose
Il recente manga di Keigo Shinzo, Hirayasumi, è una delle opere più apprezzate degli ultimi anni. Nonostante l’incipit positivo però, raramente si sente parlare del vero tema portante dell’opera: la società. Non è un segreto, ormai, che la società in cui viviamo sia caratterizzata da una frenetica velocità che non fa altro che aumentare causando nelle persone numerosi problemi. E, giusto per essere precisi, non è colpa dei più giovani che “si sono rimbambiti con questi telefonini”; semmai sono proprio le nuove generazioni che stanno fornendo quei pochi segnali di recupero per quanto riguarda un contatto reale con le persone. Il collegamento tra il manga e lo stato attuale della società però non è casuale: l’opera infatti è una continua richiesta di ritorno a una dimensione più umana con la realtà e con noi stessi.
A dirci questo è proprio il protagonista. Hiroto è infatti un freeter, termine che indica la tendenza dei giovani giapponesi a preferire dei lavoretti saltuari che permettano da un lato di sostenersi e dall’altro di non rinunciare alla propria vita, magari “cedendola” a una multinazionale miliardaria. La decisione del mangaka di inserire un protagonista del genere è già di per sé una dichiarazione d'intenti più che esplicita. Hiroto è un personaggio di rottura, non rispetto ai protagonisti di altri manga, ma a noi stessi. In una società in cui siamo costantemente alla rincorsa di un qualcosa non meglio precisato, Hiroto ci ricorda come bisognerebbe vivere. Keigo Shinzo, attraverso il suo personaggio, ci mostra quanto sia importante per la nostra salute rallentare i ritmi, prendere una boccata d’aria e godersi anche la più stupida delle cose.
L’autore, però, non si limita a questo, anche perché in tal caso l’opera diverrebbe eccessivamente retorica e monotona, ma riempie il manga di numerosi personaggi che, ognuno a modo proprio, cercano di imparare a vivere. L’espressione “a modo proprio” non è affatto casuale, questo perché il bello dell’opera è proprio vedere come il modo in cui ogni personaggio impara e, magari, rispecchiarsi in uno di essi. Qualcuno può rispecchiarsi in Natsu: studentessa universitaria costantemente in paranoia, che teme più di ogni altra cosa il giudizio altrui e che inizia a muovere i primi passi per comprendere sé stessa e ciò che vuole per il suo futuro. Qualcun altro si può rispecchiare nella figura di un personaggio troppo sottovalutato come Hideki: uomo fatto e finito che, nonostante abbia ormai una famiglia, non riesce a salutare del tutto la sua gioventù e i ricordi ad essa collegati, forse perché sa che, una volta fatto, tutta la sua vita sarà completamente e irrimediabilmente diversa. La lista potrebbe essere molto più lunga, ma il senso è chiaro. Shinzo, oltre a mostrarci l’importanza di prendersi una pausa, ci suggerisce anche come il percorso di crescita di ognuno di noi sia unico: c’è chi cresce tra una paranoia e l’altra, chi cerca a tutti i costi di non farlo, qualcun altro ancora è già diventato grande e magari non se n’è nemmeno accorto.
Hirayasumi è così apprezzato proprio perché è riuscito a decifrare in modo originale e diretto la nostra società, con i suoi lati negativi, ma anche positivi. L’aspetto grafico è la ciliegina sulla torta. Il tratto è infatti perfetto per questa storia, caratterizzato da linee morbide e dolci che sembrano voler abbracciare il lettore, volti semplici e diretti che trasmettono in modo istantaneo le emozioni dei personaggi. Gli ambienti, non troppo dettagliati, permettono al lettore di concentrarsi non sugli aspetti visivi dei luoghi, ma sull’atmosfera.
Un aspetto fondamentale dell’opera è la casa, ovvero un’abitazione in stile giapponese. La scelta di Shinzo di collocare le vicende del manga non in un anonimo appartamento di un condominio, ma in una caratteristica casa giapponese non è casuale. In quell’appartamento ogni spazio rappresenta alla perfezione l’animo dei personaggi e l’elemento centrale sono le stanze in cui godersi una birra con degli amici. La casa di Hiroto e Natsu è un pugno negli occhi, perché in una città in cui ormai anche le case sono tutte identiche sia all’interno che all’esterno, Shinzo decide di inserire i suoi personaggi in un’abitazione che, al contrario, sprizza personalità e unicità da tutti i pori. Ogni stanza ha un ricordo, la casa stessa deve la sua bellezza ai ricordi di chi ci vive e ci ha vissuto.
A coronare tutto questo c’è un narratore esterno che ha il ruolo di permettere al lettore di riprendere la storia dal punto in cui l’aveva interrotta. Questa funzione, però, è svolta in modo originale: il narratore infatti fa un passo oltre e, molto spesso, diventa uno specchio dell’animo dei personaggi e dei loro turbamenti. Questa figura ci comunica un senso di tenerezza e di pace che si sposa perfettamente con l’atmosfera dell’opera.
Hirayasumi è una vera perla perché in un contesto in cui siamo costantemente di fretta, al punto che non ci soffermiamo nemmeno per goderci ciò che ci piace, Keigo Shinzo ci ricorda la bellezza della lentezza, del prendere la vita con tranquillità e di rispettare i tempi nostri e dell'esistenza in generale.
Giosuè Spedicato
Testi e disegni: Keigo Shinzo
Traduzione: Matteo Cremaschi
Casa editrice: J-Pop Manga
Data di pubblicazione numero 1: 24/10/2023 (serie in corso)
Formato: brossurato
Prezzo: €7,50







