Guerra giusta ~ Luci e ombre per mostrare l'assurdità della guerra

Il maestro del bianco e nero Danijel Žeželj torna in libreria con un capolavoro che mette in scena l'assurdità della guerra

Una città senza nome, sventrata e distrutta da una guerra senza tempo. Non sappiamo chi sta combattendo né perché, e in fondo non ci interessa saperlo. Tolte le informazioni più contingenti, ogni guerra crea la stessa distruzione, e ogni guerra usa le stesse parole per dare senso a se stessa, per dirsi giusta.

Ed è sulle parole e sulla contraddizione che nasce dal loro accostamento, che si costruisce Guerra giusta di Danijel Žeželj, come sempre edito da Eris Edizioni. Protagonistə sono un ragazzo e una ragazza che portano lo stesso nome, Vanja e Vanja, che attraversano il tempo sospeso della catastrofe su uno sfondo di macerie e assenza.

Sono loro a reinventare lo spazio attraverso i loro giochi: inventare ossimori, sfidarsi a hockey diventa una pratica che crea contatto in una realtà in cui ogni vicinanza è sinonimo di conflitto. E nelle loro parole, Žeželj lascia che sia custodito il senso politico della sua opera, quel giustificare l'ingiustificabile in nome di una qualche necessità superiore, di un principio così puro da essere sfuggente, così assoluto da permettere il peggiore dei crimini in suo nome.

Ossimori ripetuti più e più volte, fino a svuotarli di significato, fino a renderli impermeabili a ogni critica, impossibili da smontare. Parole il cui senso viene lavato via e sostituito da un'accettazione che non lascia spazio alle alternative.

Anche il ritmo del racconto si frammenta e prosegue per scene, sospeso in un'atmosfera da sogno o, per meglio dire, da finzione narrativa: a Vanja e Vanja si accostano altre tre figure le cui parole riecheggiano il Macbeth di Shakespeare, accentuando il distaccamento dalla realtà e trasportando il racconto su un piano sempre più simbolico.

È qui che l'inconfondibile stile grafico di Žeželj smette di essere pura illustrazione per fondersi al racconto stesso. I bianchi e i neri assoluti dell'autore croato sono parte della storia tanto quanto lo sono le parole. Corpi come sagome, irriconoscibili nella luce accecante contro cui si stagliano le rovine del paesaggio urbano, una visione di difficile lettura, sporca, stirata in prospettive audaci e campi larghi.

Bianco e nero riprendono il gioco di contraddizioni dei dialoghi, e così fanno Vanja e Vanja, quasi incarnassero l'alternarsi di innocenza e violenza, di gioco e combattimento propri di un'infanzia che resiste a stento sotto il peso della guerra.

Guerra giusta non ha il tono didascalico di un pamphlet politico, non spiega, non rassicura. Come tutte le opere d'arte davvero meritevoli di tale definizione, le tavole di Žeželj danno vita a suggestioni e riflessioni non tanto sulla guerra in sé ma sul modo in cui abbiamo imparato a raccontarla e perfino a pensarla. E nell'esasperazione dei contrasti, ci mette davanti all'assurdità del nostro mondo.

Claudia Maltese (aka clacca)

Guerra giusta

Testi e disegni: Danijel Žeželj
Casa Editrice: Eris Edizioni
Data di pubblicazione: 25 maggio 2026
Formato: 20,25x29cm, cartonato
Prezzo: 25,00 €

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