Nei miei fumetti non ho regole - Intervista a Peach Momoko

L'artista giapponese che ha sconvolto il panorama Marvel racconta i due anni passati alle redini di Ultimate X-Men tra teenagers, horror e scadenze mensili


In occasione della sua presenza al Milan Games Week & Cartoomics 2025 e prossimi al finale della nuova Ultimate X-Men abbiamo posto alcune domande a Peach Momoko, dalle sue origini come fumettista fino al termine della sua prima lunga opera seriale, concentrandoci soprattutto sul suo approccio all’arte e al racconto.


Peach Momoko al MGWC 2025.

Tu hai avuto una formazione diversa rispetto a molti artisti che hanno studiato per essere fumettisti e hai iniziato la tua carriera nell'arte e nell'illustrazione. Quando la Marvel ti ha proposto Demon Days, qual è stato il tuo approccio al fumetto e in particolare alla narrazione sequenziale? Hai studiato qualche opera o autore in particolare?

No, non ho studiato nessun fumetto in particolare. Ho imparato man mano che procedevo. Ho semplicemente cercato di raccontare la storia visivamente nel miglior modo possibile per me. Gli editor mi hanno contemporaneamente sostenuto e guidato con la mia bozza sequenziale.

Passiamo alla linea Ultimate. Nel mondo degli X-Men gli adolescenti e i loro problemi hanno un ruolo importante, ma non sono sempre il focus principale. Perché hai scelto di metterli al centro del tuo libro?

Mi sono concentrata sugli adolescenti nella mia storia perché credo che vivano il periodo più instabile dal punto di vista emotivo e fisico. È in quella fascia d'età che, secondo me, iniziano a cercare di fare le proprie scelte e a tracciare il proprio percorso, ed è allora che il loro percorso verso l'indipendenza cambia davvero da uno all'altro.


All'inizio sembrava che Hisako sarebbe stata la protagonista principale, ma direi che sia lei che Mei condividono questo ruolo. Sei d'accordo? E se sì, perché un duo funziona meglio per questa storia? 

Continuo a credere che Hisako sia la protagonista principale (centrale) della serie. Volevo raccontare una storia sul trauma e sulla "scelta del percorso" e Hisako aveva queste caratteristiche. Anche se alcuni numeri erano incentrati su Mei, la protagonista principale era Hisako.

La relazione tra Hisako e Kageyama è una delle trame migliori e più realistiche di Ultimate X-Men: come sei riuscita a entrare nella mente di un adolescente e perché hai voluto un nemico del genere per Hisako?

Ho letto l'autobiografia di un serial killer giapponese di 14 anni. Diceva di essere un ragazzo normale a scuola, niente di speciale, stava solo seduto in un angolo senza essere notato. Era diventato molto attratto dalle (o geloso delle) persone che possedevano qualità che lui non aveva. Nella mia storia, la persona che aveva queste qualità era Hisako.

Un altro dualismo ricorrente, molto più presente nelle tue copertine, è quello tra bellezza femminile e orrore: cosa ti affascina di questa dicotomia?

Innanzitutto, amo l'orrore e le cose spaventose. E, onestamente, ho sempre voluto disegnare qualcosa che nessun altro fa. Qualcosa che nessuno vuole creare. Qualcosa che tutti pensano non gli sia permesso di creare. E credo che molte persone non identifichino la Marvel con l'orrore. Quindi adoro avere l'opportunità di creare qualcosa che amo e con cui mi identifico nelle copertine Marvel.

Tornando agli X-Men, gli aspetti horror sono molto presenti, ma c'è anche un uso molto più marcato di uno stile artistico carino o kawaii: è stata una scelta dettata dalla storia e dai personaggi giovani o è una naturale evoluzione del tuo stile?

È un mix di evoluzione naturale e scelte. Il motivo principale per cui ho scelto questo stile è stato perché sapevo che si trattava di una storia di 2 anni con scadenze mensili. Quindi sapevo che dovevo creare qualcosa che potessi disegnare e che mi piacesse, ma anche che potessi portare avanti senza esaurirmi (o mancare una scadenza). È stato comunque un lavoro impegnativo, ma penso di aver preso la decisione giusta. Inoltre, se lo stile artistico è un po' kawaii e poi un po' horror, penso che più lettori lo possano accettare in maniera più semplice?

Un aspetto sottovalutato della tua arte è l'uso del colore, che nei manga, ad esempio, è solitamente assente. Come decidi quando usarlo in modo realistico e quando sottolineare le emozioni di una particolare pagina o scena?

A volte, quando voglio lasciare un impatto, prendo una decisione sull'uso del colore. Ma onestamente le mie decisioni sono più casuali e influenzate dalle sensazioni del momento. A volte voglio realizzare un intero fumetto con un solo tono. Altre volte so che voglio usare un colore particolare per far risaltare qualcosa. Nelle mie storie, ogni numero cambio improvvisamente mezzo espressivo. Cambio il modo in cui dipingo. Nei miei fumetti non ho regole. Non mi piace darle perché mi stanco di fare sempre la stessa cosa.

Hai terminato il tuo lavoro su Ultimate X-Men. Congratulazioni! 24 numeri, senza interruzioni, sono un unicum nei fumetti americani e posso solo immaginare quanto sia stato difficile. Come ti senti ora che hai raggiunto il traguardo?

Sono molto sollevata e felice di essere riuscita a finire tutti e 24 i numeri senza intoppi. 

Questi 24 numeri sono il risultato di oltre due anni di lavoro: come pensi che sia evoluto il tuo lavoro dal punto di vista dello stile e della narrazione? Hai modificato il tuo flusso di lavoro per adattarti alle scadenze?

L'unica evoluzione che sento davvero è che ora riesco a realizzare i layout delle mie pagine e della mia arte mentre li immagino, in una maniera più fluida.

Tu e Marvel avete annunciato la tua nuova serie Sai: Dimensional Rivals e tu hai posto l'accento sulla collaborazione con diversi artisti e sulla loro reinterpretazione del tuo lavoro. Sui social ripubblichi o ritwitti sempre le copertine variant di Ultimate X-Men realizzate da altri artisti. Cosa ti piace del fatto che il tuo stile e il tuo lavoro vengano reinterpretati dalla visione di un altro artista?

È sempre un onore. Poiché cerco di chiedere agli artisti di esprimere la loro visione personale (e non di dare indicazioni artistiche), mi piace sempre vedere come ogni artista interpreta i miei personaggi. Che siano carini... spaventosi... d'azione... ecc.

Grazie!

Intervista a cura di Filo Torta e Giovanni Campodonico.

Si ringrazia Goigest e Panini Comics.



Peach Momoko

Peach Momoko è lo pseudonimo, nato già all’epoca della scuola d’arte, dell’artista nata a Kumagaya, nella prefettura di Saitama, in Giappone. Attiva dalla fine degli anni 2000 come illustratrice, si è specializzata in un immaginario che mescola horror ed erotismo, anche con un tocco di splatter. Nel 2013 inizia a realizzare illustrazioni e brevi storie per la rivista statunitense Girls and Corpses e due anni dopo inizia la collaborazione con la storica Heavy Metal. Negli anni seguenti ha preso parte a diverse mostre in festival e gallerie in giro per il mondo, finché nel 2019 il fumettista Adi Granov non nota il suo talento e la presenta all’editor in chief della Marvel Comics: C.B. Cebulski. In breve tempo Peach Momoko diventa l’autrice di numerosissime copertine di enorme successo raffiguranti gli eroi più famosi della casa delle idee: X-Men, Avengers, Spider-Man, Venom, Fantastici Quattro e molti altri ancora. Contemporaneamente realizza copertine per editori indipendenti come Image Comics, BOOM! Studios o Dynamite. Senza dimenticare le copertine per DC Comics, su titoli come Batman Black & White, Batman: The Adventure Continues ecc. Nel 2020 firma un contratto di esclusiva con Marvel, che la inserisce tra i suoi “Stormbreakers”, selezione di artisti stelle presenti o future della casa editrice. Scrive e disegna alcune storie brevi per antologie come Women of Marvel ed Elektra: Black, White and Blood. Nel 2021 vince il prestigioso premio Eisner come miglior copertinista. Tra 2021 e 2022 realizza per Marvel Demon Days e Demon Wars, le sue prime opere lunghe come autrice completa. A inizio 2024 Peach Momoko rilancia per Marvel la testata Ultimate X-Men, che narra in chiave originale la nascita dell’iconico gruppo di mutanti.


ENGLISH VERSION

You come from a different formation than many artists that study specifically comics and started your career in fine art and illustration. When Marvel proposed you Demon Days, how was your approach to comics and especially sequential narration? Did you study any comic or author in particular?

No I did not study any specific comic. I learned as I went along. And just tried to visually tell the story as best as I could. The editors supported and guide me simultaneously with my sequential prelim.

Let’s go to the Ultimate Line. In the X-Men world teenagers and their problems have an important role, but they aren’t always the main focus. Why did you choose to put them at the center of your book?

I focused on the teenagers in my story because I believe they possess emotionally and physically the most unstable time. And it is that age group that I feel they start to try to have their own choices and paths made and that is when their path to being dependent really changes from one and another. 

At first it seemed Hisako was going to be the main protagonist, but I would say that both her and Mei share the role. Do you agree? And if you do, why having a duo work better for this story?

I still believe Hisako is the main (central) protagonist of the series. I wanted to tell a story about trauma and “choosing paths”, and Hisako had those traits. Even if some issues, the focus was centered around Mei, the main protagonist was Hisako.

The relationship between Hisako and Kageyama is one of the best and most realistic storylines of Ultimate X-Men: how did you manage to enter in a teenage boy’s mind and why did you want such a nemesis for Hisako?

I read a autobiography about a 14 years old serial killer boy in Japan. And he said he was a normal boy in school, nothing special, just sat in the corner away from being noticed. And he became very attracted to (or jealous of) people who possess qualities he didn’t have. And in my story, the person that had such quality was Hisako.

Another recurrent dualism, much more in your covers’ work, is the one between female beauty and horror: what fascinates you of this dichotomy?

One, I love horror and scary things. And honestly, I always want to draw something that no one else does. Something that everyone doesn’t want to create. Something that everyone thinks they aren’t allowed to create. And I think many people don’t identify Marvel with horror. So I love given the opportunity to create something that I love and identify with into Marvel covers. 

Going back to the X-Men, the horror aspects are very present but there’s also much more use of a cute or kawaii artstyle: was it a choice based on this story and these young characters or is it a natural evolution of your style?

It is a mix of natural evolution and choices. The main reason of choosing in this style was because I knew it was a 2 year… monthly deadline story. So I knew I had to create something that I could draw and enjoy but also keep up with without getting burnt out (or be late on a deadline). It was still a lot of work, but I think I made the right decision. Also, if the art style shows a little kawaii and then a little horror, I think more readers can accept the art easier? 

An undervalued aspect of your art is the use of color, that in manga for example is usually absent. How do you decide when to use it realistically and when to underline the emotions of a particular page or scene?

Sometimes when I want to leave a impact I make a decision with the color usage. But honestly it is very random and very “in the moment” feeling for my decision. Sometimes I actually want to make a entire comic with just one tone. And other times I know I want to use a particular color to make something stand out. In my stories, every issue I suddenly change medium. I suddenly change how I paint. I have no rules in my comic. I don’t like to give rules because I get burnt out doing the same thing over and over.

You finished your work on Ultimate X-Men. Congratulations! 24 issues, without a break, are a unicum in American comics and I can only imagine how hard it was. How do you feel, having reached the finish line?

I am very relieved and happy that I was able to finish all 24 issues smoothly. 

These 24 issues were more than 2 years of your work: how do you think your work evolved from a style and narration perspective? Have you modified your workflow to adapt for the deadlines?

The only evolution I feel is that I can layout the artwork as I envision it smoothly more.

You and Marvel have announced your new series Sai: Dimensional Rivals and you have put the focus on the collaboration with different artists and their reinterpretation of your work. On social media you always repost or retweet the Ultimate X-Men variant covers from other artists. What do you like about your style and work being reinterpreted by another artist's vision?

It is always a honor. Because I try to ask artists for their own unique vision (and not art direct) I always enjoy seeing how each artists interprets my characters. Be it cute… scary… action… etc.


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