Havana Split - Gioia e rivoluzione
Immergiamoci in questa Havana piena di sole e bagnata di sangue, con un punto d'osservazione su un momento storico unico
John Botia è un ex agente della CIA che, disgustato dai metodi disumani dell’organizzazione, decide di abbandonare tutto per mettersi in affari con l’ambiguo personaggio di Arnaldo Valdes, alcolizzato e giocatore d’azzardo.
La miccia del racconto è il ritorno a Cuba della figlia di Arnaldo, Lily. Quando il padre viene rapito, tutto sembra precipitare rapidamente, fra mafiosi, agenti corrotti e le notti umide di Cuba.
Havana Split
La storia è dispettosa, gestisce lo spazio tempo in modi che poi uno, a volerli studiare, si chiede: ma perché così? Perché proprio lì? Perché proprio allora? La ricerca della risposta a queste domande è sostanzialmente il lavoro dello storico.
Cuba è uno di quei posti del mondo su cui uno si chiede: ma perché?
L’Havana pre-rivoluzionaria è infatti un mondo a sé stante in cui la corruzione è all’ordine del giorno e l’ordine sociale è sempre, in qualche modo, messo a rischio. L’influenza americana preme contro le vite dei cittadini, che si ritrovano costretti a trasformare la loro isola in un parco giochi per americani, in un baccanale a cielo aperto che porta tutti a sopravvivere e il divario sociale ad aumentare. Pochi, collegati al potere, si arricchiscono; le briciole che cadono ai loro piedi sono la ricchezza del popolo che, contento, muore di fame (spaventa, a dire il vero, quanto questo sistema somigli all’idea di settore terziario, e non solo, di certa politica occidentale e italiana).
Ma, quando si sceglie questo tipo di sfondo per una narrazione ecco che tutto si fa più interessante.
Benvenuti a Cuba, il primo volume di Havana Split di Frédéric Brrémaud alla sceneggiatura, Vic Macioci ai disegni e Maggie ai colori (edito in Italia da Sergio Bonelli Editore), è un perfetto esempio di racconto a sfondo storico che immerge i suoi protagonisti in una Cuba di metà Novecento, proprio quando l’equilibrio dello sfruttamento americano sta per essere spezzato dalla rivoluzione dei barbudos.
Benvenuti a Cuba, il primo volume di Havana Split di Frédéric Brrémaud alla sceneggiatura, Vic Macioci ai disegni e Maggie ai colori (edito in Italia da Sergio Bonelli Editore), è un perfetto esempio di racconto a sfondo storico che immerge i suoi protagonisti in una Cuba di metà Novecento, proprio quando l’equilibrio dello sfruttamento americano sta per essere spezzato dalla rivoluzione dei barbudos.
Brrémaud imbastisce su questa scenografia un meraviglioso racconto corale, che fin dalle prime pagine ci investe portandoci in un thriller sincopato e veloce, un jazz caraibico che alterna una strana tranquillità a scariche improvvise e tremende di eventi e dramma.
John Botia è un ex agente della CIA che, disgustato dai metodi disumani dell’organizzazione, decide di abbandonare tutto per mettersi in affari con l’ambiguo personaggio di Arnaldo Valdes, alcolizzato e giocatore d’azzardo.
La miccia del racconto è il ritorno a Cuba della figlia di Arnaldo, Lily. Quando il padre viene rapito, tutto sembra precipitare rapidamente, fra mafiosi, agenti corrotti e le notti umide di Cuba.
Questo volume è una grande scuola di tecnica ed è la dimostrazione pratica di quanto il fumetto possa essere un grande lavoro collettivo più vicino al cinema che alla letteratura: presa a sé la sceneggiatura di Havana Split è sicuramente ben costruita e tecnicamente molto solida, ma risulterebbe classica se non trovasse uno sfogo creativo adeguato nella sua regia che riesce non solo ad essere convincente, ma anche ad aumentare notevolmente il peso artistico della storia con la gestione degli spazi e la capacità di dare aria a questi personaggi.
Il comparto artistico, per ciò che riguarda i disegni, è solidissimo e ben architettato, con grandi momenti di libertà da parte di Vic Macioci, che fa vibrare meravigliosamente la notte cubana e fa ardere il suo sole di mezzogiorno.
Ma, come il lavoro di regia condivisa con la sceneggiatura assembla una narrazione di grande efficacia, così la colorazione non si limita a completare il lavoro, ma, per certi versi, lo potenzia e lo moltiplica. Maggie (Margherita Castello).infatti, fa da regista aggiunta, intervenendo meravigliosamente sulla profondità di campo, che interagisce in modo spettacolare con la gabbia. Maggie spazia nella sua gamma cromatica, spaziando dalle terre agli azzurri, spalmando dei cipria romantici e catapultandoci in notti vibranti di blu e gialli artificiali.
Questa Cuba è viva per via della commistione perfetta delle maestranze di questo fumetto, che si limitano, se viste singolarmente, a svolgere il loro compito, ma che insieme collaborano alla creazione di un prodotto realistico, che è sicuramente un gran bel fumetto, coinvolgente e interessante, che non solo si lascia leggere ma sa prendere anche per mano il suo lettore e trascinarlo in questa umida, assolata, corrotta Cuba di fine anni Cinquanta.
Alessio Fasano
Havana Split
Volume 1: Benvenuti a Cuba
(Titolo originale: Bienvenue à Cuba)
Testi: Frédéric Brrémaud
Disegni: Vic Macioci
Colori: Maggie
Layout della copertina originale: Pierre-Yann Lallaizon con Thibaud Sicard
(Titolo originale: Bienvenue à Cuba)
Testi: Frédéric Brrémaud
Disegni: Vic Macioci
Colori: Maggie
Layout della copertina originale: Pierre-Yann Lallaizon con Thibaud Sicard
Lettering: Studio Ram
Traduzione: Giovanni Zucca
Casa editrice: Sergio Bonelli Editore
Data di pubblicazione: luglio 2026
Formato: 22 x 30, cartonato, colore, 96 pagg.
Prezzo: 24 €
Traduzione: Giovanni Zucca
Casa editrice: Sergio Bonelli Editore
Data di pubblicazione: luglio 2026
Formato: 22 x 30, cartonato, colore, 96 pagg.
Prezzo: 24 €










