Alice ha spezzato le catene 37 - Shubbek Lubbek, Il Cantico delle Braci, Arca

Tre consigli di lettura tra desideri, miracoli ed esodi


“Another alley trip
Bullet seek the place to bend you over
Then you got hit
And you should've known better” *

Quando leggerete queste righe Lucca Comics sarà alle porte. Che ci andiate in gruppo o da soli oppure rimaniate comodi comodi a casa vostra, ricordatevi che avrete sempre qualcosa di meritevole da leggere. Alcuni degli amici di Alice saranno presenti alla manifestazione. Se li incontrate, salutateli: non mordono. Forse.


FILO TORTA CONSIGLIA:

SHUBBEK LUBBEK - DEENA MOHAMED (TRADUZIONE DI LUCE LACQUANITI)


Nelle fiabe arabe Shubbék lubbék è la formula che il genio pronuncia quando esce dalla lampada e significa “ogni tuo desiderio è un ordine”. La cornice del libro è, infatti, un mondo molto simile al nostro in cui però i desideri vengono estratti e commercializzati come una risorsa naturale, dopo essere stati divisi in livelli a seconda del loro potere.
L’autrice utilizza 3 desideri in vendita presso un umile chiosco del Cairo per raccontare la vita quotidiana in Egitto di persone di diverse estrazioni sociali: una giovane vedova, costretta a lavorare 4 anni per permettersi un desiderio di primo livello in ricordo del defunto marito e incastrata a combattere contro gli abusi dello stato; una studentessa universitaria che cerca di capire come utilizzare il desiderio per combattere la propria depressione; il proprietario del chiosco, un uomo devoto e generoso che si trova davanti al dilemma morale di utilizzare l’ultimo desiderio quando la propria fede lo ritiene immorale; infine, un’anziana malata che rifiuta il desiderio per curarsi e racconta la propria vita di donna nell’Egitto moderno. Quattro vicende che si intrecciano quasi per magia e sono lo strumento per mostrare un’umanità viva e pulsante, la solidarietà, le difficoltà, le ingiustizie e gli squilibri della società egiziana, il colonialismo e gli equilibri internazionali.
Il cartooning di Deena Mohamed è semplice ed assieme ad un forte uso dei neri permette di evidenziare l’espressività e le emozioni dei personaggi andando al cuore delle vicende umane e veicolando perfettamente il messaggio del fumetto.
Un’opera straordinariamente contemporanea che parla dell’Egitto ma nella sua particolarità si fa universale e racconta l’umanità intera.

Coconino Press




CRISTIANO BRIGNOLA CONSIGLIA:

IL CANTICO DELLE BRACI - AA.VV. (RAGDOLL)


Raccontare le origini della bestemmia in un fumetto indipendente era un’operazione col rischio di finire in caciara al 99,999%.
Fortunatamente, ci muoviamo in quella percentuale in cui nascono i miracoli, anche quelli satanici come questo Cantico delle Braci. La storia raccontata dal progetto editoriale Ragdoll è un esperimento interessante da più punti di vista. In primo luogo riesce a far sposare ironia e atmosfere drammatiche, animali parlanti (e bestemmianti) a un mood vagamente “berserkesco” per una storia che parla di ribellione, di caccia alle streghe, di ignavia e collaborazionismo coi carnefici. Inoltre è una scommessa stilistica, quella di coniugare stili spesso molto diversi senza dare l’idea di un patchwork tirato per i capelli ma, anzi, di un’opera organica anche grazie alla sua varietà di voci. Tavole “verticaliste” si alternano ad altre più tradizionali e a bellissime “quadruple” in un continuo sperimentare con la gabbia.
Di sicuro aiuta a dare coerenza la sceneggiatura e la direzione di Elia di Padova e Francesco Vicentini Orgnani, ma l’apporto di ogni artista (compresi alcuni nomi noti come Davide Toffolo o Nova) contribuisce a rendere questo fumetto un esempio di cosa può essere ancora il fumetto, specie quello autoprodotto.

Ragdoll




EMILIO CIRRI CONSIGLIA:

ARCA - VAN JENSEN, JESSE LONERGAN, PATRICIO DELPECHE, NATHAN WIDICK


Nelle mie letture pre-Lucca tra le altre cose mi sono dedicato ad approfondire il lavoro di Jesse Lonergan, un artista davvero pieno di inventiva, capace di unire Stati Uniti ed Europa con la sua abilità nel lavoro sulla tavola. Abilità che raggiunge il suo apice in Hedra (inedito in Italia) e in Drome, osannato in patria e presentato in anteprima da Tunuè a Lucca 2026. 
Arca, scritto da Van Jensen per IDW, è un fumetto molto più comune rispetto a questi due, e per molti versi ampiamente derivativo: una Terra al collasso, una navicella spaziale che ospita una società fortemente divisa in caste (i Cittadini che hanno tutto e i Coloni che da questi vengono sfruttati in ogni modo possibile), una ragazza che emerge tra gli altri per spezzare questo sistema. 
Eppure, vuoi per il momento storico in cui stiamo vivendo e per questo tipo di storie che di questo presente parlano, vuoi per la buona costruzione narrativa di Van Jensen, che ben gestisce misteri e colpi di scena (soprattutto il finale); vuoi soprattutto per il lavoro di Lonergan che ha un talento naturale per la scelta delle inquadrature, la costruzione della tavola e l’incastro tra le vignette (anche senza i virtuosismi di Drome), senza tralasciare la sua attenzione al dettaglio e alla costruzione di ambienti, vestiti, attrezzature, Arca è un fumetto affascinante e meno banale di quello che sembra.

IDW Publishing



A presto.


Rubrica a cura di Luca Frigerio


N.B. Trovate tutte le puntate della rubrica qui.


* tratto da We die young degli Alice in Chains.


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