Io sono un angelo perduto - Un noir a Barcellona
Jordi Lafebre ci fa capire perché delle volte valga la pena perdersi
Questi ultimi due fumetti sono affrontabili anche se letti separati, ma sono certa che se ne leggerete uno vorrete recuperare anche l’altro. Lafebre infatti è in grado di mettere su pagina tutti gli elementi di un classico noir (ambientazioni urbane notturne, filtri gialli per dare alle scene quel gusto rétro, personaggi imbevuti di pessimismo esistenziale) e, allo stesso tempo, trasformare la femme fatale di turno in una protagonista incasinata, impulsiva, imprevedibile, che usa ogni briciolo di energia per aiutare il prossimo, dal ragazzino scomparso alle prostitute aggredite da un gruppo di nazisti.
Eva è una donna tutto sommato priva di vergogna o inutile pudore. Questo non significa però che viva senza farsi domande, anzi. Intrattiene un continuo dialogo con le donne defunte della sua famiglia, che la accompagnano ovunque vada e che fanno le veci del Grillo Parlante.
Come ci insegna però la mamma di Eva, durante una visita della figlia all’ospedale psichiatrico in cui risiede, «bisogna accettare la propria natura», perché ciò che molti giudicano folle potrebbe in realtà essere quanto di più assennato esista. Non a caso è proprio quando Eva segue il suo istinto e asseconda le proprie capacità deduttive che ogni mistero viene risolto e la strada ritrovata.
Copertina: Jordi Lafebre
Testi e disegni: Jordi Lafebre
Assistenza ai colori: Xavier Casals
Impaginazione e Lettering: Officine Bolzoni con Vanessa Nascimbene
Traduzione: Francesco Savino
Casa editrice: BAO Publishing
Data di pubblicazione: 13 novembre 2025
Formato: Cartonato 21 X 28
Prezzo: 22,00 €
Prima di leggere Io sono un angelo perduto non conoscevo Jordi Lafebre, ma arrivata all’ultima pagina (forse pure prima) ho sentito il bisogno di rimediare, quindi ecco quello che ho scoperto.
Lafebre è nato a Barcellona, dove ha studiato disegno e mosso i primi passi come illustratore per pubblicità e riviste varie. Galeotto fu l’incontro con lo sceneggiatore belga Zidrou, residente in Spagna. Insieme a lui Lafebre ha spiccato il volo nel mercato del fumetto franco-belga, in cui - tra i vari - ha pubblicato dal 2015 Un’estate fa, edito da Dargaud e giunto in Italia in due volumi grazie a BAO Publishing. Sempre a quest’ultima si deve l’arrivo da noi anche delle sue opere da autore unico, da Nonostante tutto nel 2021 a Io sono il loro silenzio nel 2023 e Io sono un angelo perduto due anni dopo, nel 2025, in origine editi da Dargaud.
Questi ultimi due fumetti sono affrontabili anche se letti separati, ma sono certa che se ne leggerete uno vorrete recuperare anche l’altro. Lafebre infatti è in grado di mettere su pagina tutti gli elementi di un classico noir (ambientazioni urbane notturne, filtri gialli per dare alle scene quel gusto rétro, personaggi imbevuti di pessimismo esistenziale) e, allo stesso tempo, trasformare la femme fatale di turno in una protagonista incasinata, impulsiva, imprevedibile, che usa ogni briciolo di energia per aiutare il prossimo, dal ragazzino scomparso alle prostitute aggredite da un gruppo di nazisti.
Sono trascorsi un anno e cinque mesi dagli eventi del primo volume e la psichiatra Eva Rojas si trova di nuovo coinvolta nelle indagini condotte dalla vice ispettrice di polizia Merkel. Sulla scena del crimine, scopriamo che un uomo è stato ucciso, ma non si conoscono né la causa del decesso né la sua identità, dato che è stato trovato immerso a testa in giù fino alla cintola nel cemento fresco. L’unica cosa che sappiamo è che era un nostalgico, dati i suoi tatuaggi neonazisti.
L’unica testimone oculare che potrebbe aiutare a ricostruire l’accaduto è, ovviamente, Eva, che inizia così a ripercorrere passo passo i giorni appena trascorsi («Ma lo sai, mi piace romanzare un pochino… Insomma raccontare le cose a modo mio»).
La storia si fa subito densa di mistero non appena Eva racconta di essersi messa sulle tracce, nelle ore precedenti, di Joao Dos Mundos, giovane promessa del calcio e suo paziente, scomparso da alcuni giorni.
Quale sia la soluzione e cosa c’entrino calcio e nazisti non ve lo dirò, per scoprirlo dovrete leggere il fumetto. Quello che però posso dirvi è che dietro il mistero, oltre il noir, c’è davvero una “spudorata umanità”, per citare la sinossi riportata sul sito di BAO.
La storia si fa subito densa di mistero non appena Eva racconta di essersi messa sulle tracce, nelle ore precedenti, di Joao Dos Mundos, giovane promessa del calcio e suo paziente, scomparso da alcuni giorni.
Quale sia la soluzione e cosa c’entrino calcio e nazisti non ve lo dirò, per scoprirlo dovrete leggere il fumetto. Quello che però posso dirvi è che dietro il mistero, oltre il noir, c’è davvero una “spudorata umanità”, per citare la sinossi riportata sul sito di BAO.
Eva è una donna tutto sommato priva di vergogna o inutile pudore. Questo non significa però che viva senza farsi domande, anzi. Intrattiene un continuo dialogo con le donne defunte della sua famiglia, che la accompagnano ovunque vada e che fanno le veci del Grillo Parlante.
Per dirla fuori dai denti, Eva sente le voci e si sente una stramba, percezione che la accomuna a Joao, che infatti ha paura di essere “scoperto” dai suoi compagni di squadra e frequenta lo studio della Dott.ssa Rojas, e che l’ha portata a essere a sua volta in cura da un altro psichiatra.
Ma cos’è strano e cos’è normale? La risposta a questa domanda è all’inizio del fumetto, dove si trova un estratto di una poesia di Emily Dickinson, che recita: «Molta follia è suprema saggezza, per un occhio che capisce.» (in originale, «Much Madness is divinest Sense - To a discerning Eye.»)
Ciò che Dickinson ci dice, ciò che Lafebre rappresenta nel suo fumetto, è che è la società a decidere cos’è sensato e conforme, etichettando come folle chi non si adatta e arrivando perfino a punirlo.
Ma cos’è strano e cos’è normale? La risposta a questa domanda è all’inizio del fumetto, dove si trova un estratto di una poesia di Emily Dickinson, che recita: «Molta follia è suprema saggezza, per un occhio che capisce.» (in originale, «Much Madness is divinest Sense - To a discerning Eye.»)
Ciò che Dickinson ci dice, ciò che Lafebre rappresenta nel suo fumetto, è che è la società a decidere cos’è sensato e conforme, etichettando come folle chi non si adatta e arrivando perfino a punirlo.
Come ci insegna però la mamma di Eva, durante una visita della figlia all’ospedale psichiatrico in cui risiede, «bisogna accettare la propria natura», perché ciò che molti giudicano folle potrebbe in realtà essere quanto di più assennato esista. Non a caso è proprio quando Eva segue il suo istinto e asseconda le proprie capacità deduttive che ogni mistero viene risolto e la strada ritrovata.
Priscilla Pili
Io sono un angelo perduto - Un noir a Barcellona
(Titolo originale: Je suis un ange perdu - Un polar à Barcelone) Copertina: Jordi Lafebre
Testi e disegni: Jordi Lafebre
Assistenza ai colori: Xavier Casals
Impaginazione e Lettering: Officine Bolzoni con Vanessa Nascimbene
Traduzione: Francesco Savino
Casa editrice: BAO Publishing
Data di pubblicazione: 13 novembre 2025
Formato: Cartonato 21 X 28
Prezzo: 22,00 €









