Leggere attentamente le istruzioni: Monokerostina, il farma-fumetto di Baronciani


Lo scorso 29 giugno è stato annunciato il nuovo progetto editoriale autoprodotto di Alessandro Baronciani che, dopo Come Svanire Completamente, ritorna con un fumetto in scatola dal titolo Monokerostina.
In preda ad un mix di gioia e curiosità, lo abbiamo intervistato per saperne qualcosa di più.

Il progetto

Monokerostina è un farma-fumetto, una storia dentro una scatola medicinale. Ogni storia è una pillola. Monokerostina parla di una ragazza, del suo unicorno e di una foresta dove una forte tempesta durante la notte ha portato via tutti gli alberi. Parla anche di quando le cose non vanno bene, di una scoperta e di una guarigione. 12 episodi a fumetti che parleranno di viaggi fantastici e anche questa volta, come in Come Svanire Completamente, non ci sarà un vero e proprio ordine con cui leggere la storia. Dovrete scoprire la trama leggendo il fumetto e mettendo insieme tutti gli indizi. 
Come per Come Svanire Completamente, Monokerostina nasce attraverso la raccolta fondi sul sito www.monokerostina.it. Infatti le copie stampate saranno le copie della tiratura. Solo 1460 ore per comprarlo!

Alessandro, come nasce questo progetto?
La prima volta che ho pensato ai farma-fumetti è stata in Accademia a Macerata, o meglio al bar con gli studenti a fare colazione prima della lezione. Una riunione improvvisata: dovevamo organizzare la mostra di fine anno del corso di fumetto. Il festival Ratatà ci aveva chiesto una mostra e noi volevamo fare qualcosa di diverso dalla solita rivista collettiva. Ci serviva un principio. un punto di inizio e poi qualcosa che smuovesse l’idea di gruppo. Un "principio attivo”, un medicinale. Ogni studente aveva fatto una storia, aveva costruito e tagliato la scatola a mano e poi le aveva incollate e vendute. Le scatole, da Come Svanire Completamente in poi, diciamo, le ho sempre avute in testa.
Mi ricordo tanti anni fa, facevo le superiori, per Natale avevo comprato in libreria delle scatole di medicinali che contenevano poesie. Avevo fatto i regali a tutti i miei amici con quelle scatole. Ne avevo tenuta una per me di Cecco Angiolieri, S'i' fossi foco. Fuori sembravano normalissime scatole di farmaci dentro c’erano delle bustine con la poesia. Non so se a pubblicarle fossero gli stessi editori di Stampa Alternativa, altro editore che andava tantissimo alle superiori. Aveva avuto questa idea geniale di libri piccolissimi a prezzi piccolissimi: mille lire. Tra amici si regalavano e si collezionavano. Mi ricordo che Lettera sulla felicità di Epicuro era il più gettonato. Il mio preferito era Ali di Yukio Mishima, poi c'era quello con le frasi di Warhol La cosa più bella di Firenze è Mc Donald's e quello con le frasi trovate sulle mille lire.



Quanto della tua esperienza su Come Svanire Completamente hai riversato in questo nuovo lavoro?
Ogni volta che facevo un errore in tipografia, mi dicevo: me lo devo ricordare per la prossima volta. Anche se non sapevo quando sarebbe stata “la prossima”. Avevo imparato tante cose e conosciuto tante persone. Fare le domande e ascoltare le persone che da anni facevano questo lavoro era il modo migliore per andare avanti. E non solo in tipografia. Ad esempio, le spedizioni: io non ho un ufficio postale preferito, vado sempre in quello dove spostano le persone a cui mi affeziono. Le persone che mi consigliano sulle spedizioni, che mi dicono come mettere meglio l’indirizzo sul pacco o che sanno se ci sono tariffe nuove o promozioni in corso. Quando trovi un amico trovi un tesoro, perché non è detto che tutti i dipendenti sappiano come funziona un pacco posta JP3. Come direbbe Obelix: non tutti quelli che sanno uscire da un palazzo sanno anche come entrarci. Una volta entrai e chiesi: se dovessi per caso spedire, diciamo per caso, 1000 pacchi, cosa dovrei fare? Così feci un contratto come “cliente grande spedizioni" che mi permetteva di arrivare con la macchina con i pacchi di Come Svanire Completamente dentro il csm fuori città dove arrivano i camion di notte e partono i furgoni il giorno dopo. Mi ricordo che la mattina che firmai il contratto e versai l'acconto mi sentivo strano. Non erano i soldi, era qualcosa che mi faceva sentire un po' come un “imprenditore fumettista”, che detta così sembra un ossimoro. Chi l'avrebbe mai detto che fare fumetti voleva dire fare contratti con le poste? Quando ho iniziato a disegnare le mie prime storie alle superiori, non avrei mai pensato che fare fumetti volesse dire anche fare contratti per le spedizioni. 
Chissà se c'è un nome migliore di imprenditore fumettista. Chissà se possiamo trovarlo, un nome per tutti quelli che creano non soltanto la storia ma anche tutto quello che serve per stamparla e spedirla. Dai, io mi sono inventato il nome di un farmaco! Magari ci riusciamo senza usare l’inglese.


In Monokerostina, così come in Come Svanire Completamente, l'idea di interattività con il lettore si spinge fino a fargli decidere l'ordine con cui leggere le storie e scoprire elementi della trama mettendo insieme gli indizi, nonché fargli fare da "editore", dato che verranno stampate solo le copie ordinate. Credi che tutto questo possa sovvertire il rapporto convenzionale tra autore e fruitore dell'opera?
Ogni volta che qualcuno parla e uno ascolta diventiamo autore e fruitore. Ovviamente ci sono persone che sono bellissime da ascoltare perché hanno un modo di raccontare affascinante. Ti è mai capitato di trovarti davanti ad un bravo oratore? È qualcosa di incredibile: le pause, le inflessioni nella voce, non è soltanto la storia che racconta, è anche lo stile in cui te la sta raccontando.
Il libro è una storia; le persone sono storie, libri viventi. Come nel finale di Fahrenheit 451, quel film al contrario dove i pompieri invece di spegnere appiccano incendi e le persone invece di leggere libri li diventano. In Monokerostina sono tornato a raccontare una storia a fumetti a “caso” tramite una sorta di indagine. Un po' come se il lettore fosse un reporter, un inviato in un mondo nuovo dove è successo qualcosa. A ogni lettura “riporti” le informazioni, le testimonianze che hai trovato, cercando di mettere tutto insieme: i farmaci, i sogni, la storia nascosta dentro i sogni fino a unire tutti i puntini. 

Hai definito il tuo nuovo libro un farma-fumetto. Credi nel potere curativo delle storie?
Nella introduzione di Il tempo non esiste, il nuovo libro di mio fratello, ho trovato questa frase di Gerson Scholem che mi ha colpito molto, che più o meno diceva che, dato che non sappiamo più come si fa “la magia”, possiamo sempre raccontare la storia di quando conoscevamo come si faceva “la magia”. E raccontare la storia diventava “la magia”. Ovviamente la citazione è molto più bella e nel libro anche la memoria aveva una sua funzione importante. Sull’ascolto e su come le storie siano sempre state non solo un modo per curare ma anche per stare alla larga dalle brutte storie guarda Cappuccetto Rosso.



Concentrandosi sulla figura dell'unicorno, Monokerostina prosegue il tuo lavoro sugli archetipi del fantastico. Quest'idea sembra attraversare le tue opere come un fil rouge fino a creare una sorta di mappa per un universo narrativo condiviso: come è nato il "Baroncianiverse"?
Non ho pensato mai all’universo, devo dirti la verità. Se mi stai chiedendo se ho una specie di cosmo con tanto di mappa in cui succedono le varie storie che ho raccontato no, non c’è. Non mi sono mai posto il problema del mondo in cui vivono i personaggi nelle mie storie. Mi viene in mente Fior, che ha una specie di filo rosso, un mondo distopico nel futuro prossimo. In Italia. Ci ho fatto caso osservando le automobili, sembrano tutte appartenere ad una stessa concessionaria. Per quello che riguarda l’unicorno è arrivato dopo la Sirena di Come Svanire Completamente. Mi piaceva fosse piccolo come nelle storie medio-orientali prima e greche poi con cui è arrivato in occidente, volevo che fosse importante ma non protagonista, qualcosa di piccolo, da portare a spasso come un cane.

Se Monokerostina è la cura, quali sono le malattie dei nostri tempi?
Domanda difficile. Monokerostina doveva uscire un anno e mezzo fa, ma non ci sono riuscito. L’anno scorso con la copertina di Lucio Dalla e il video dell’inedito sono arrivato stanco e senza forze ad agosto. A gennaio usciva per Bao Publishing la ristampa di Quando Tutto Diventò Blu, che è andata benissimo e poi ci sono state le prove, i pezzi che abbiamo scritto insieme a Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò e Daniele Rossi dei Gazebo Penguins per uno spettacolo sul libro e sugli attacchi di panico e poi è scoppiata la pandemia, la quarantena, il virus e tutto il resto. Sono stati mesi difficili, e scriverlo così, in una parola sola, “difficili”, dentro una risposta ad una intervista, è poco. Mi viene in mente una canzone di Lou Reed in Magic and Loss che parla più o meno di cosa succede quando vorresti trovare una magia per una cura ma non c’è abbastanza fede neanche nei numeri. Monokerostina gira intorno ad una frase di Quando Tutto Diventò Blu e cioè prendere qualcosa che viene fuori da me e introdurla dentro di me per guarire: la medicina, Magia, e qui arriva l’unicorno.



Hai evidenziato spesso un legame tra le tue opere e la musica: ne abbiamo avuto un assaggio nel trailer promozionale, ma puoi anticiparci quale colonna sonora abbineresti a Monokerostina?
Per fare un po’ di teasing ho usato un po’ di illustrazioni con la protagonista unita a citazioni di canzoni che parlassero di medicine. Poi hanno cominciato a chiedermi su Instagram se il mio prossimo libro a fumetti era sui testi delle canzoni e mi sono demoralizzato. Così ho smesso, ma le altre citazioni alle canzoni erano già pronte. C’era quella di Marilyn Manson sulle droghe che non piacciono a lui (e che non piaceva neanche a me) e una di Vasco Rossi: con tutte quelle, tutte quelle medicine! La canzone di Lou Reed che cito qui sopra è Magician, le altre che ho usato erano prese dai CCCP, CSI, I Cani, Prozac+. La musica invece nel videoclip promo l’ho suonata e scritta io. Nella mia testa c’era Kaneda che girava in moto sulle strade di Neo Tokio con il suo giubbotto con la pillola rossa e gialla.



Ringraziamo di cuore Alessandro Baronciani per la disponibilità e vi ricordiamo che per assicurarvi la vostra copia di Monokerostina (attraverso un preorder a tempo limitato) potete cliccare qui.

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