lunedì 5 marzo 2018

Il terzo giorno - Le Storie #65

Un racconto profondamente lovecraftiano (e non solo)



""Lovecraftiano" è quasi certamente il primo aggettivo che vi è venuto in mente guardando la copertina di questo albo e, quasi certamente, sarà lo stesso che avrete nella testa quando leggerete l'ultima pagina."
Come suggerisce il curatore Gianmaria Contro nell'introduzione all'albo, H.P. Lovecraft è un riferimento imprescindibile per il numero di febbraio de Le Storie Bonelli, anche se sicuramente non è l'unico omaggio (come vedremo più avanti).


Il terzo giorno è una storia caratterizzata da un linguaggio crudo e da un'atmosfera nera e violenta. L'inizio è in medias res: la fuga di tre gangster in una notte piovosa viene interrotta da "qualcosa", che li costringe a trattenersi in un luogo non proprio raccomandabile.
L'episodio parte come un gangster movie (e qui il riferimento cinematografico è a Cul-de-sac di Roman Polanski, del 1966), per poi virare verso un horror pieno zeppo di mostri, che non ha nulla da invidiare - appunto - agli incubi partoriti dalla mente di Lovecraft o agli orrori portati sul grande schermo da Robert RodriguezFamiglie deviate, bestie immonde, abissi, colline e periferie americane isolate (e desolate): gli ingredienti per una narrazione horror con i fiocchi ci sono tutti.
Isaak Friedl e Marco Nucci, esordienti sulla testata ma già visti all'opera insieme su La tana di Zodor (Tunué), riescono sostanzialmente a imbastire una storia che vive di fascinazioni verso alcune suggestioni e dimostra un'ottima resa del mood, nerissimo. La trama fila via spedita e appassionante per tutta la prima metà del racconto, densa di misteri e incubi. Nella porzione finale tutto sembra farsi invece sin troppo convulso, tra azione, stravolgimenti di fronte e scene estreme: i continui eccessi richiedono in alcuni punti altissime dosi di "sospensione dell'incedulità", al punto da dare un po' la sensazione che si perda di vista lo svolgimento della trama.



Per fortuna il lettore ha un buon motivo per non disorientarsi troppo: i superlativi disegni di Stevan Subic. Avevamo già apprezzato lo stile del disegnatore serbo sull'Adam Wild di Gianfranco Manfredi, ma qui siamo su un pianeta distante. Subic conferisce un'impronta molto personale alla storia, trasmettendo su carta un orrore visionario e immaginifico. Dimostra un'evoluzione stilistica che rende plausibili e veritieri gli accostamenti a mostri sacri come Dino Battaglia e Alberto Breccia, maestri di intere generazioni di fumettisti. In alcune pagine nelle prime scene ci sembra di rivedere persino il Frank Miller di Sin City, violento, cupo e con le figure in bianco che emergono dalle ombre.
Questi paragoni, probabilmente altisonanti e legati anche verosimilmente a un background di partenza dell'autore, sono utili a rendere l'idea di un lavoro decisamente fuori dal comune in termini di perizia grafica e cura dei dettagli. Ogni singola tavola meriterebbe di essere riguardata, per cogliere piccoli particolari e sfumature.



Niente male per un albo che, semplicisticamente, stava per essere etichettato sotto la voce "ennesimo omaggio a Lovecraft".

Il sommo audace
(con alcuni spunti di Grullino Biscottacci da Providence, Rhode Island)



“Il terzo giorno”
SERIE: Le Storie
NUMERO: 65
DATA: febbraio 2018
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Isaak Friedl e Marco Nucci
DISEGNI E CHINE: Stevan Subic
COPERTINA: Aldo Di Gennaro








Per le immagini: © 2018 Sergio Bonelli Editore.

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