venerdì 2 febbraio 2018

Intervista al collettivo Amianto Comics

L'autoproduzione e gli "innocui passatempi per giovani rivoluzionari"



Rieccoci a un nuovo audace appuntamento con il fumetto autoprodotto. Stavolta abbiamo raggiunto gli autori del collettivo toscano Amianto Comics, che negli ultimi tempi si sono fatti conoscere tramite la rivista autoprodotta Amianto, ma anche con l'umoristico Smokey – a smogpunk adventure e le cosiddette "Pop Novel" (Whoop! - a fistful of bananas e l'imminente G.I.A.D.A. - Guida insolita al diventare adulti). Li definiscono "innocui passatempi per giovani rivoluzionari" eppure questo gruppo di autori, diretto da un trio che si firma Al.Ma.Fe. , i fumetti li cura dall'ideazione alla vendita. Ne abbiamo parlato con loro, spaziando tra le loro opere e cercando di approfondire il ruolo delle autoproduzioni nel mercato fumettistico odierno.




Gli autori Amianto allo stand del collettivo nell'area Self della scorsa Lucca Comics & Games.


Benvenuti sulle pagine virtuali del nostro blog. Parlateci di voi: come vi siete formati e quando avete deciso di dar vita al collettivo Amianto Comics?
Ciao, grazie mille per la possibilità di essere presenti sul vostro blog. Amianto Comics è nato mentre frequentavamo il corso di sceneggiatura alla Scuola Comics di Firenze (ora The Sign - Comics & Arts Academy). Dopo aver concluso gli studi abbiamo deciso di creare qualcosa di nostro prendendo spunto dalle vecchie riviste a fumetti degli anni’70/'80, e così è iniziato tutto.

Il vostro prodotto principale è la rivista antologica Amianto. Come è nata e quali evoluzioni ha avuto nel tempo?
La rivista Amianto è nata come un contenitore di storie di genere. L’idea era quella di riprendere i generi classici del fumetto da edicola italiano e rileggerli a modo nostro. Questo accade soprattutto con le storie lunghe che pubblichiamo a puntate su vari numeri. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con disegnatori esordienti che sono cresciuti insieme a noi e con i quali abbiamo creato un rapporto di amicizia, oltre che di stima e fiducia.
Rispetto alla prima uscita la rivista è cresciuta molto: ci siamo dati una cadenza precisa (quadrimestrale), abbiamo aggiunto un comparto di articoli sul fumetto e sull'immaginario pop, è stata aggiunta una tavola comica in chiusura di ogni numero, ecc. Ci fa molto piacere vedere che ogni numero è meglio del precedente (cioè... lo speriamo!).


Cosa vi ha portato a scegliere l’autoproduzione?
Secondo noi l’autoproduzione è una tappa che non può mancare per chi vuole fare fumetti. Siamo partiti prendendo decisioni d'istinto e abbiamo imparato molto: dall’impaginazione/lettering, a gestire un banco a una fiera, le scadenze, rivedere le tavole, e molto altro.
Siamo felici anche della scelta della carta: in un primissimo momento avevamo pensato di creare una rivista esclusivamente web, però ci siamo subito convertiti alla cellulosa. Non volevamo perderci le fiere!

Scendiamo nel tecnico: come decidete il numero di copie da stampare e il prezzo delle singole pubblicazioni?
Attualmente il numero delle copie di ogni uscita della rivista è fissato a 400 copie, ma i numeri 00, 01, 02 sono già stati ristampati. Per quanto riguarda il prezzo (tranne che per il numero 00 a 2,00€) abbiamo fissato la cifra molto popolare di 3,50€.
Il prezzo è stato scelto con la precisa idea di rendere la nostra creatura il più accessibile possibile, per farci conoscere e farci le ossa sotto gli occhi di centinaia di lettori. Al momento la vendita di un singolo numero riesce a finanziare quello successivo e a pagare lo spazio alle fiere; obiettivo raggiunto.

Qual è a vostro parere lo stato attuale delle autoproduzioni a fumetti in Italia?
È vivo, in fermento, vivace. Abbiamo girato tante fiere negli ultimi due anni e abbiamo visto un grosso entusiasmo da parte di tanti collettivi. Ognuno ha il suo stile, i suoi colori, il suo modo di approcciarsi ai lettori. È galvanizzante.

Una dedica "amiantica" per i lettori audaci.


Oltre al gruppo iniziale, avete col tempo aggregato intorno a voi altri giovani autori. Come avete scelto gli autori con i quali collaborate?
Ogni sceneggiatore segue e sceglie personalmente il singolo disegnatore. Scegliamo persone con stili di disegno che si sposano bene con le storie che abbiamo in mente. O scriviamo storie per persone con cui abbiamo voglia di collaborare, per combaciare con il loro stile. La cosa importante è poi il rapporto umano e di gruppo che si crea anche con chi abita a molti kilometri di distanza. È sempre bello rivedersi tutti a una fiera come Lucca.

Ulteriore caratteristica della rivista è contenere anche articoli di approfondimento e illustrazioni. Quali sono i vostri riferimenti in tal senso, come tipo di rivista antologica?
Il nostro primo riferimento è stato Metal Hurlant, un esempio irraggiungibile! Se si guarda al passato ci sono poi tutta una serie di riviste di fumetti molto interessanti (Pilot, Orient Express, il Male, ecc. ecc.) ognuna figlia del suo tempo; dalle più autoriali a quelle più popolari.

Durante l’ultima edizione di Lucca Comics & Games avete presentato anche il primo numero cartaceo di Smokey – a smogpunk adventure, serie nata originariamente come webcomic umoristico e con sfumature noir e fantascientifiche. Quando avete deciso di realizzarne una versione cartacea?
Abbiamo deciso di fare Smokey in cartaceo per dargli lo spazio (e i lettori) che pensiamo si meriti. Sul web è difficile dare una visibilità adeguata se non si segue con continuità il progetto. Lucca Comics ci è sembrata quindi una buona vetrina per lanciare il primo volume dedicato al nostro detective strampalato.


Un’altra vostra interessante iniziativa sono le Pop Novel, ovvero volumi brossurati one-shot realizzati da artisti emergenti. Cosa vi ha spinto a promuovere la nascita di questa collana e a puntare su artisti emergenti?
L’idea di pubblicare storie di genere diverse dal resto della produzione italiana. Gli autori della prima pop-novel, Whoop!, sono nostri amici. Ci siamo conosciuti a Firenze e ci piaceva l’idea di mettere su carta la storia di quelle scimmie spaziali mutanti cazzute.
Ci stimola l’idea di collaborare con altri a livello di editing, impacchettamento, rifinitura. E ci piace l’idea di dare una buona fetta delle entrate delle pop-novel agli autori, una volta recuperate le spese di stampa.
Il secondo volume arriverà molto presto, sulla nostra pagina abbiamo già messo qualche anteprima, e sarà una storia che difficilmente un lettore avrà già letto in forma fumetto.

Su quali progetti siete al lavoro attualmente?
Attualmente stiamo concludendo 2 nuovi volumi. Il prossimo numero della rivista Amianto 05 e la prossima Pop-Novel G.I.A.D.A. – Guida Insolita Al Diventare Adulti, che usciranno entrambe per marzo 2018.
Ma stiamo già lavorando ai numeri successivi di Amianto e a qualche altro progetto parallelo.


Ringraziamo gli autori "amiantici" e vi diamo appuntamento, come sempre, alla prossima.

Giuseppe Lamola & gli Audaci


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