giovedì 1 febbraio 2018

Dampyr #214

Il gioco che uccide





L'annata dampyriana inizia con un'avventura a cavallo tra la Magdeburgo del passato e quella del presente. Il collegamento temporale è fornito dalla presenza di un malvagio gioattolaio, scomparso dalla propria bottega durante la Seconda guerra mondiale e riapparso oggigiorno nella nebbiosa cittadina tedesca.


La storia è scritta da Claudio Falco, presenza sempre più ricorrente sulle pagine della serie. Al suo fianco Gino Vercelli, autore già nello staff di testate come Zona X, Martin Mystère, Jonathan Steele e Nathan Never. Insieme imbastiscono un episodio dall'impianto sostanzialmente classico nell'economia della serie, che parte con la presentazione della nuova nemesi, ricollegandola poi con personaggi già noti nella continuity narrativa di Dampyr. Dopo le prime scene ambientate tra il 1937 e il 1945, si passa ai giorni nostri, con l'indagine di Harlan e soci su recenti misteriosi omicidi.
La costruzione dell'intreccio è intrigante e, sebbene a tratti sin troppo lineare, l'albo si rivela una lettura piacevole e scorrevole. La commistione tra orrore, elementi storici e richiami alla macrotrama dampyriana è in effetti ben riuscita. Il difetto principale sembra risiedere nella risoluzione della vicenda, che appare forse un po' troppo affrettata e non riesce a evitare una certa sensazione di déjà vu.





Passando a Gino Vercelli, tra gli aspetti migliori del suo esordio dampyriano possiamo annoverare senza dubbio la resa delle atmosfere nebbiose e oscure della storia, messa su carta mediante un'inchiostrazione a tratti sporca ed efficace. Le pagine che mostrano il "passaggio" dei protagonisti nella Magdeburgo sono infatti particolarmente espressive. Anche il lavoro sulle ambientazioni è molto accurato, con sfondi realistici e ben ricostruiti. D'altro canto alcune tavole sembrano lievemente meno riuscite e non tutte e 94 le pagine sono realizzate con la stessa minuziosità.
Aggiungiamo una annotazione non particolarmente brillante per la cover di Enea Riboldi, con uno sfondo fotografico che fa da contrasto al disegno in primo piano e che stona lievemente a livello stilistico.

In conclusione un albo che riprende la trattazione di eventi storici, ponendola sullo sfondo di una vicenda orrorifica che, pur con alcuni difetti, non manca di affascinare.  

Il sommo audace




DAMPYR “Il Giocattolaio” 
NUMERO: 214
DATA: gennaio 2018
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Falco
DISEGNI E CHINE: Gino Vercelli

COPERTINA: Enea Riboldi









Tutte le immagini : © 2018 Sergio Bonelli Editore.

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