lunedì 18 dicembre 2017

Baronciani: le ragazze, Munari, l'amore e la musica

Alessandro Baronciani ci racconta la nuova vita del volume in cui omaggia il designer Bruno Munari



Le ragazze nello studio di Munari di Alessandro Baronciani sta vivendo una seconda vita. Pubblicato originariamente nel 2010 e da tempo fuori commercio, è tornato in libreria quest'anno in una nuova edizione targata Bao Publishing, con copertina inedita e diverse pagine ridisegnate.
Ne abbiamo parlato con l'autore, ripercorrendo il suo rapporto con l'artista e designer Bruno Munari, approfondendo l'esigenza di ristampare questo libro romantico in versione "rimasterizzata" e concedendoci il tempo per stilare una piccola classifica dei suoi dischi preferiti del 2017.


Chi è per te Bruno Munari?
Una specie di Leonardo Da Vinci post moderno. Ovviamente con tutte le eccezioni del caso. Munari è stato un inventore, designer, grafico, innovatore ma anche attento autore di libri per bambini, appassionato di culture orientali. L'ho scoperto bene soltanto dopo i vent'anni e poi è diventato una “specie” di protagonista di un mio libro a fumetti, dopo i trenta.

A cosa è dovuta l’idea di rimettere le mani a Le ragazze nello studio di Munari? A motivazioni principalmente editoriali e legate al fatto che era da tempo fuori commercio o ha prevalso una precisa esigenza artistica?
Il libro all'epoca uscì con dei problemi. Non fu mai ristampato e quindi non riuscii mai a rimetterci le mani sopra per sistemare gli errori della prima edizione. Erano poche cose, ma a cui tenevo. Quando finalmente arrivò il momento di ristamparlo con un altro editore ho potuto rivedere e correggere e, dato che c'ero, mettere qualche titolo dove serviva e ridisegnare qualcosa. Non lo sapevo, l'ho scoperto soltanto ristampando Le Ragazze nello studio di Munari, ma sono un po' perfezionista.

Cosa rappresenta Le ragazze nello studio di Munari all’interno del tuo percorso artistico?
È stato un libro all'epoca della prima edizione a cui pensavo da tanto tempo. Volevo fare un libro speciale, e finalmente ero riuscito a convincere l'editore a stamparmelo. Prima di proporlo ho fatto dei libri che erano andati benissimo e che erano in ristampa quindi mi sembrava il momento buono per provarci, rischiare senza far perdere denaro alla casa editrice. Sapevo che pubblicando un libro più costoso degli altri, era necessario sapere di non perderci. In questo momento, mentre ti scrivo, il libro ha finito la sua prima edizione BAO nel giro neanche di due mesi ed è in ristampa e questa notizia mi riempie di gioia. Vuol dire che i libri non nascono quando vengono creati, nascono quando le persone li vogliono leggere. È un po' come se fosse una conferma di quello che avevo immaginato.

L’esperienza di lettura è una caratteristica importante de Le ragazze, per via degli inserti cartotecnici che impreziosiscono il volume. Come è nata l’idea di realizzarli?
È nato tutto dagli inserti cartotecnici. Che poi nessuno ha veramente capito cosa fossero. Sette anni fa spaventava, e poi a una presentazione mi è saltata questa idea della “realtà aumentata su carta” che oggi suona più comprensibile di effetti speciali su carta! Volevo rendere il libro insostituibile come esperienza di lettura. Tutto doveva correre tra la storia e la percezione che la storia fosse realmente dentro un libro. Non volevo che ti distraessi troppo, volevo che si capisse che fosse il “libro” il vero protagonista della storia. Così sono venuti fuori il personaggio antipatico di Fabio, le ragazze e Bruno Munari, di cui il libro racconta le idee e la filosofia.



Hai ridisegnato circa metà delle pagine del volume rispetto alla prima edizione del 2010 per Black Velvet. Gli interventi fatti su questa nuova edizione sono funzionali al racconto, rendono alcuni passaggi più chiari o scorrevoli, come se l’Alessandro di oggi fosse tornato da quello di dieci anni fa per dargli indicazioni sui tagli di inquadratura, la recitazione dei personaggi, l’impaginazione dei capitoli… C’è qualcosa che avresti voluto dirgli e che, per non stravolgere il libro o chissà quale altro motivo, non gli hai detto?
Non esattamente, non è la metà... Le pagine ridisegnate completamente sono una decina, poi ho fatto una serie di ritocchi. Tipo aggiungere un culo in un'inquadratura, ma era una promessa per una persona che adesso non c'è più e poi, come ho scritto sopra, ho messo dei capitoli ogni tanto per dare più fluidità al racconto. E in effetti mi sono sentito molto McFly che è tornato indietro nel tempo, lasciando la fidanzata sul balcone di casa. Non so cosa avrei detto al me stesso di sette anni fa. Mi ricordo che iniziai a fare il libro d'estate mettendoci circa tre mesi. Avevo sistemato uno studio di fortuna a casa dei miei. Lavoravo tutto il giorno insieme a Stefano Chichi, che mi assisteva, come se fossimo dei mangaka. Niente computer. Per fare le scansione era arrivato il figlio di un'amica di mia mamma che aveva 13 anni. Ogni tanto veniva qualcuno a trovarci e io gli facevo leggere il libro fino a dove ero arrivato.

La storia è ricca di riferimenti a libri, film, pensieri che raccontano e contestualizzano molto bene la storia ambientata tra una Milano nebbiosa e una Ravenna sudata. Stranamente però, quasi manca la musica. Anzi c’è, ad alto volume, ma non sappiamo quale. Una scelta particolare? Qual è la playlist ideale de Le ragazze? Ti andrebbe di indicarci una canzone a capitolo?
Quella canzone ad alto volume è un pezzo dei Dead Can Dance, e posso dirtelo perché forse hai beccato l'unica cosa veramente autobiografica del libro! Non c'è tanta musica nel libro perché forse non era importante. O forse perché Fabio (il protagonista del libro) non ascolta la musica che ascolto io. Probabilmente ascolta jazz e io di jazz non ne capisco niente. Quindi non ti saprei dire una playlist o una canzone per capitolo. Però posso dirti i miei top five dei dischi dell'anno: primo posto Colapesce, Infedele. Secondo posto 50 Memoirs Song di Magnetic Fields, poi c'è il disco degli LCD Soundsystem, American Dream. Al quarto posto il disco nuovo di Algiers e poi Havah, Contravveleno.




Ringraziamo Alessandro e la redazione Bao per la disponibilità e vi invitiamo a leggere la nostra recensione del volume, che trovate qui e la nostra selezione di volumi Bao pubblicata prima di Lucca qui.

A cura del Fosco 
(con piccole intrusioni da parte del Sommo)

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