martedì 17 ottobre 2017

Morgan Lost #24

Anche i cartoni sanguinano





Un finale memorabile era prevedibile, conoscendo Claudio Chiaverotti e considerato l'irresistibile crescendo con il quale la serie dedicata a Morgan Lost è andata avanti. Ma di certo non eravamo pronti a un epilogo di simile complessità e imprevedibilità. Quello che ci ha impressionato di questo Serial Toons è il desiderio di sperimentare, di unire l'alto al basso, di spiazzare il lettore sia con le parole e la storia sia con i disegni e le soluzioni grafiche.



Dopo ventiquattro numeri, ci ritroviamo con un personaggio, Morgan, sempre più complesso - anzi, senza allontanarci troppo dal vero, potremmo definirlo "complessato" - catapultato nel mondo dei cartoni animati per risolvere un caso per il quale è stato ingaggiato. Quindi, proprio per l'ultimo numero, l'autore cambia le carte in tavola e lo schema usuale: non è Morgan ad andare a caccia di serial killer ma il nostro cacciatore di taglie viene assunto per indagare su delle morti di carta che stanno sconvolgendo i piani di un impresario dell'animazione.

Tutto questo, nonostante le novità introdotte da Chiaverotti, ci conferma il profilo di Morgan, personaggio più unico che raro nel panorama del fumetto italiano; un antieroe dotato quasi di una pietas virgiliana: anche lui, come Enea, obbedisce a un senso del dovere e di rispetto della giustizia intimi, interiori, innati, che non si possono apprendere, e dedica la sua esistenza agli altri nella speranza (vana) che aiutare il prossimo possa alleviare il peso che si porta sul cuore. Una grande differenza con l'eroe della latinità è che per il figlio di Anchise c'era almeno la consolazione di compiere un'impresa destinata a far nascere un grande impero che avrebbe segnato la storia del mondo. Per il nostro character dagli occhi tatuati non c'è nemmeno questa prospettiva funzionale a un piano del Fato: il cielo di New Heliopolis è vuoto e gli dèi sono quelli grigi in giacca e cravatta che gestiscono con il pugno di ferro il Tempio della burocrazia. Tutto quello che Morgan ha fatto, fa e farà - nel, ci auguriamo, lungo e glorioso nuovo corso editoriale - si risolve in sé, nella sua tragica e disperata immanenza.




Chicca per cultori, kubrickiani o meno, la centralità del Monolite, strumento creatore e al tempo stesso distruttore. Il riferimento è al grande Monolite nero di 2001: Odissea nello spazio (e, perché no, a Nathan Never #2): anche nell'opera di Chiaverotti, più o meno come in quella del grande regista americano, il totem dispensa morte e risulta essere il centro di tutta la vicenda.
Ma il monolite nero non è l'unico omaggio presente nell'albo. Nell'impresario Warren Beasley non è cosa difficile individuare Walt Disney, padrone di un vero e proprio impero dell'animazione; in tutto l'episodio si respira la stessa aria del capolavoro Chi ha incastrato Roger Rabbit, film del 1988 diretto da Robert Zemeckis su soggetto di Gary K. Wolf; e il riferimento letterario al detective Marlowe nato dalla penna di Raymond Chandler è vivissimo nella pur breve e splatterosamente grottesca sequenza che vede protagonista il malcapitato detective Barlowe.
Ma il gioco di rimandi e citazioni, sempre copiosi in Morgan Lost e nella scrittura di Chiaverotti, questa volta va oltre il cinema, l'animazione e la letteratura. Chiaverotti si concede infatti un excursus nel mondo delle nuvole parlanti, tra i personaggi che hanno ne segnato la formazione fumettistica, con citazioni visive che vanno dal Cocco Bill di Jacovitti all'Alan Ford di Max Bunker e Magnus, passando per il Nick Carter di Bonvi e Guido De Maria. In tal modo, viene citata la stagione dei "fumetti in tv", rimasta negli annali per le trasmissioni Gulp! e SuperGulp!. Anche questi rimandi, sebbene di origine fumettistica, sono sostanzialmente televisivi, ulteriore richiamo al mondo dell'animazione che rappresenta lo scenario principale del racconto.

Dopo aver parlato delle tante citazioni inserite dal divo Claudio, è doveroso parlare di chi le ha rese graficamente su carta, ovvero dei disegni, a dir poco favolosi, realizzati dal grande Alessandro Pastrovicchio.
Triestino di nascita, classe 1977, è fratello minore di Lorenzo, anch'egli disegnatore. Entra nella Disney Italia nel 1998, prima in qualità di inchiostratore e, in seguito, come disegnatore e, dopo aver lavorato per Piemme e Star Comics, nel 2011 approda in Bonelli.
Il suo tratto, tipicamente da cartoon, poteva dar da pensare ai lettori della serie, ma esclusivamente a quelli che non si mettono totalmente nelle mani del dominus Claudius: se quest'ultimo ha pensato di coinvolgere un disegnatore con le caratteristiche di Pastrovicchio era perché la storia necessitava di un autore in grado di passare con naturalezza dal disegno umoristico a quello realistico. È questo il maggior pregio del lavoro di Pastrovicchio: la totale naturalezza con cui riesce a destreggiarsi con figure e ambienti di tipo opposto senza mai risultare caricaturale (nel senso peggiore del termine). Lo stacco da New Heliopolis alla Topolinia dll'occasione è sempre, oltre che indolore, piacevole e ben riuscito. Il passaggio dal Morgan che tutti conoscono e amano a quello più smilzo del mondo dei cartoon è spiritoso e dimostra la verve dell'artista ma anche l'intelligenza del divo Claudio, il quale ha saputo dare vita a un personaggio tragico ma che, come tutti i grandissimi, non si prende mai troppo sul serio.



Quasi senza accorgercene siamo arrivati, mese dopo mese, alla fine di un ciclo irripetibile e magnifico. Fiduciosi che l'avvenire sarà altrettanto glorioso, riponiamo il n. 24 con i suoi 23 fratelli e aspettiamo con ansia il n. 0 del nuovo corso che sarà presentato in anteprima a Lucca Comics.
Tutto questo, sempre per non restare soli al buio.

Rolando Veloci



MORGAN LOST “Serial Toons” 
NUMERO: 24
DATA: settembre 2017
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti
DISEGNI: Alessandro Pastrovicchio

COLORI: Studio Arancia
COPERTINA: Fabrizio De Tommaso










Per le immagini: © 2017 Sergio Bonelli Editore.


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