mercoledì 26 aprile 2017

Walter Dice: (ed. Magic Press)

Un racconto di efferata bellezza che si svela nei dettagli




Quando una storia funziona davvero, te ne accorgi dai dettagli. Chiaramente non deve mancare mai una visione d'insieme, uno sguardo generale che riesca a conferire un senso al tutto, ma se i dettagli sono curati al meglio vuol dire che la lettura possiede quella nota in più che ti conquista.
E sono proprio i piccoli dettagli a rendere speciale Walter Dice:A seguire proveremo a sviscerare il perché.




"Ciò che Walter dice forse non è importante. Ma aspettate di vedere ciò che Walter farà."  
(Dalla quarta di copertina del volume)

Walter Dice: è una miniserie ideata da Dario Sicchio e Lorenzo Magalotti. Originariamente serializzata online su Verticalismi.it, ha visto ora la luce in una Director's Cut cartacea pubblicata da Magic Press
Parla di un uomo, Walter, che ha subito tanto. Praticamente tutte le persone che gli stanno intorno l'hanno sfruttato, calpestato, tradito. A ogni insulto dell'esistenza, a ogni affronto del destino, Walter non ha saputo reagire, immobile e impassibile. Fino a che non ha iniziato ad architettare un piano. Walter Dice: è la storia della sua premeditata ed efferata reazione (sulla quale non vi anticiperemo granché altro, per evitare di rovinare il gusto della lettura).




Dettaglio #1: Gli occhi

Un primo elemento che difficilmente sfugge a una lettura attenta sono gli occhi di Walter. Non vengono mostrati praticamente mai, perennemente nascosti da un paio di occhiali con lenti molto opache (da notare la finezza presente già nella copertina, messa lì in evidenza eppure poco comprensibile a chi non conosce la trama: Walter ha gli occhiali in mano ma il suo sguardo è ugualmente cancellato, coperto). Quegli occhiali somigliano dunque più a una sorta di maschera, una barriera che impedisce a chiunque di sondare la sua psiche. Perché si sa che gli occhi sono lo specchio dell'anima e potrebbero essere più eloquenti di mille parole.

Dettaglio #2: Il silenzio

A partire dal titolo, la storia gioca molto sul detto/non detto. Durante l'intero racconto, Walter parla davvero poco e agisce tanto. Nella maggior parte delle situazioni lascia che siano i suoi interlocutori a esprimersi verbalmente (esemplare in tal senso il primo capitolo, "Nessuna offesa"). Lo stesso titolo si presta a interessanti interpretazioni, perché suggerisce l'opposto di quanto in realtà avviene (leggendo "Walter Dice:" sembra di doversi preparare ad assistere alle deposizioni di Walter), ma anche perché dopo i due punti non c'è nulla. Già, Walter non dice nulla.




Dettaglio #3: Gli oggetti

Una delle aggiunte più calzanti di questa Director's Cut cartacea è la presenza, all'inizio di ogni capitolo, di una pagina completamente bianca che mostra un oggetto, di volta in volta diverso. Si tratta di oggetti che svolgono un ruolo cruciale durante la narrazione: la loro importanza si comprende appieno leggendo il singolo capitolo, in un intrigante gioco di rimandi col lettore. Sono oggetti raffigurati (almeno in parte) in rosso vivo, il colore del sangue ma anche della rabbia. Perché i colori in Walter Dice: sono davvero importanti.

Dettaglio #4: I colori

Tempo fa, pur nel nostro piccolo, avevamo assegnato il premio di Miglior colorista di webcomic agli Audaci Awards a Lorenzo Magalotti, che in questa miniserie ha svolto un lavoro davvero certosino e di grande rilievo. L'autore infatti assegna un colore dominante non solo alle varie scene ma anche ai diversi personaggi e ambientazioni: in tal modo osserviamo che con il verde vengono raffigurate le scene con la moglie di Walter ambientate in casa, con l'arancione quelle con il capo al lavoro e così via. Sulle varie tonalità di un singolo colore si staglia però il rosso, unico colore praticamente "immune" a tali regole e utilizzato, come dicevamo prima, in qualità di richiamo a scopo narrativo.
Solo alla fine del sesto e nel settimo capitolo i colori tornano "al loro posto", suggerendo in qualche modo che la visione monocromatica fosse una sorta di prigione concettuale relativa a una visione manichea, da cui Walter tentava in tutti i modi di fuggire.

Gli autori

Doveroso a questo punto soffermarsi sui due autori del volume, Dario Sicchio e Lorenzo Magalotti (a cui va aggiunta - per onor di completezza - anche Maria Letizia Mirabella per il lavoro al lettering e all'impaginazione).
Lo sceneggiatore è un nome ormai noto a coloro che leggono webcomic, sia in quanto ideatore della serie lovecraftiana Kingsport, parte del progetto Seasons di Uno Studio in Rosso/Verticomics (con disegni di Letizia Cadonici e colori di Francesco Segala), sia, più recentemente, per il lavoro su Black Rock, serie western soprannaturale in corso di pubblicazione su Wilder, realizzata assieme a Jacopo Vanni e Francesco Segala. Attualmente è al lavoro sull'adattamento del romanzo Il giro di vite di Henry James, per la collana I Maestri del Mistero della Star Comics.
Magalotti invece, dopo aver lavorato sul webcomic Vivi & Vegeta, ha realizzato una delle storie di WRONG, volume autoprodotto dai membri del collettivo Skeleton Monster (di cui fa parte) e, più recentemente, ha partecipato alla realizzazione del graphic novel The Moneyman: la vera storia del fratello di Walt Disney per Tunué.



Domino

La sinergia tra i due autori romani, di cui certamente sentiremo ancora parlare (e tanto) in futuro, ha dato origine a un racconto dotato di una bellezza efferata e tagliente, dal ritmo incalzante e coinvolgente, confezionato con cura e molto appassionante. Una di quelle letture che si sviluppano a incastro, che non riesci a smettere fino all'ultima pagina, quando tutte le tessere del domino sono cadute.
Del resto, il diavolo è nei dettagli.

Giuseppe Lamola



Walter Dice: Director's Cut
Testi: Dario Sicchio
Disegni e colori: Lorenzo Magalotti

Editore: Magic Press
Data: Aprile 2017


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