martedì 18 ottobre 2016

Tex: Sfida nel Montana

Un giovane Tex nel gelo delle Rocky Mountains


La collana di volumi cartonati a colori dedicata a Tex è tra le nuove proposte più autenticamente interessanti avanzate negli ultimi anni dalla Sergio Bonelli Editore. L'impostazione delle tavole "alla francese" fornisce particolare dinamismo alle storie, tendenzialmente (ma non tassativamente) caratterizzate sotto il profilo narrativo per la loro collocazione temporale all'epoca della giovinezza del protagonista. È infatti un ventenne fuorilegge ricercato dalla giustizia, che richiama le prime storiche strisce di Gian Luigi Bonelli, il Tex Willer che incontriamo nella storia imbastita da Gianfranco Manfredi e disegnata da Giulio De Vita: Sfida nel Montana.


Tex si reca nel Montana per dare man forte a Birdy, un suo amico che si è trovato coinvolto nei dissidi tra i trappers dell'American Fur Company, sotto la guida del losco Tirrell, e i guerrieri Blackfeet. Un flashback ci mostra poi che già in passato Tex era accorso da Birdy, ai tempi in cui erano in Texas, per togliergli le castagne dal fuoco: nonostante il giovane Willer non fosse ancora un Ranger, il senso di giustizia risiede nella sua natura ed è dunque impossibile per lui trascurare una richiesta di soccorso da parte di un amico.


Sebbene riassumendolo in questi termini l'episodio possa sembrare semplice e persino troppo lineare, Manfredi coglie l'occasione di dimostrare ancora una volta il suo talento nell'imbastire storie appassionanti e ricche di fascino, lavorando bene anche sui comprimari (Birdy e la sua ragazza Lily). Per approcciarsi a un'opera di questo tipo lo sceneggiatore di Magico Vento e Adam Wild reinterpreta il linguaggio bonelliano, rimodellandolo in funzione di una veste differente dal classico formato della serie mensile. Come già fatto dal curatore Mauro Boselli nei due volumi precedenti (Frontera! e Painted Desert), gli avvenimenti vengono compattati nell'arco di un numero complessivo di tavole notevolmente minore, senza per questo perderne eccessivamente in quanto a complessità del racconto, quantità di avvenimenti e approfondimento dei personaggi. In questo caso un unico appunto si potrebbe avanzare per la scelta di relegare la risoluzione dell'intreccio nell'arco di poche pagine finali, di veloce lettura, quasi a fornire una sensazione di sbilanciamento tra i primi due terzi del racconto (con la descrizione degli scenari, i flashback e vari dialoghi esplicativi tra i personaggi) e la porzione finale, appunto, che lascia alcuni nodi sostanzialmente irrisolti. Niente che comprometta irreversibilmente la godibilità del volume, comunque, ulteriormente arricchita da una prova grafica particolarmente convincente.

Ai disegni infatti troviamo Giulio De Vita, autore che ha avuto varie e valide esperienze oltralpe, da Le Décalogue a James Healer, da Wisher a Thorgal, e ha saputo farsi strada in ambito internazionale con uno stile chiaro e altamente leggibile. A ben rifletterci dunque, il disegnatore friulano era ben adatto al compito di formulare un'impostazione delle tavole decisamente vicina a quella tipica dei cartonati francesi, in maniera simile a quanto espresso da Mario Alberti nell'ottima prova di Frontera!. In questo lavoro De Vita mette in luce le sue doti artistiche, interpretando al meglio la sceneggiatura di Manfredi. Modula le vignette in funzione del ritmo del racconto, non disdegnando di alternare uno sviluppo in verticale con un orientamento orizzontale per assecondare la narrazione. Alcune vignette si espandono ad abbracciare le precedenti o le successive, fornendo una visione d'insieme della tavola tipica di scuole fumettistiche come quella francese (ma dei comics americani, ad esempio) ma decisamente poco frequente per l'ambito bonelliano.

Particolarmente efficace poi la colorazione di Matteo Vattani, che contribuisce alla spettacolarità delle tavole stesse con scelte cromatiche volte a restituire la naturalezza dei paesaggi e a evidenziare il ruolo non marginale degli scenari all'interno della narrazione.

Impossibile non citare la dedica scritta in calce all'ultima tavola e indirizzata al compianto sceneggiatore emiliano Ade Capone. Il pubblico bonelliano probabilmente lo conoscerà prevalentemente per aver lavorato su Zagor (nonché su una storia di Mister No e una di Martin Mystère), ma va detto che uno dei suoi contributi principali al mondo del fumetto italiano consiste nell'aver scoperto diversi talentuosi disegnatori, sia facendoli entrare nel team di autori di Lazarus Ledd (serie da lui ideata e, come noto, tra le più longeve serie "bonellidi") che all'interno della sua casa editrice indipendente (la Liberty). De Vita ha esordito proprio su Lazarus Ledd nel 1993 ed è uno dei tanti artisti che devono molto a Capone: la dedica è un modo per ricordarlo.



Tirando le somme, il volume fornisce una lettura più rapida rispetto al ritmo che caratterizza la serie regolare, pur conservando gran parte delle caratteristiche narrative che hanno fatto la fortuna del personaggio. Il lavoro di Manfredi, De Vita e Vattani conferma le potenzialità di questo genere di pubblicazioni che, come evidenziato in una recente articolo di David Padovani e Marco D'Angelo su Lo Spazio Bianco, potrebbero essere considerate a tutti gli effetti un formato inedito per il fumetto bonelliano. L'individuazione di un nuovo formato è un evento di particolare rilievo, che si pone come sfida importante per gli autori che si cimenteranno in futuro con le storie di Tex Willer e per i lettori che dovranno accostarsi a tali pubblicazioni.




Il sommo audace





A seguire, direttamente dal sito Bonelli, vi mostriamo il processo di lavorazione di una tavola:







TEX “Sfida nel Montana” 
SERIE: Romanzi a fumetti
NUMERO: 30 (Tex Romanzi a fumetti #4)
DATA: Ottobre 2016
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Gianfranco Manfredi
DISEGNI E COPERTINA: Giulio De Vita
COLORI: Matteo Vattani









Per le immagini: © 2016 Sergio Bonelli Editore.

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