martedì 19 luglio 2016

ORFANI: NUOVO MONDO #10

Play it again


Forse dovremmo andarci con i piedi di piombo. Attendere finché non avremo compreso fino in fondo il significato di ciò a cui stiamo assistendo (in questo caso: fino all'ultimo numero dell'ultima stagione?).
Forse dovremmo smetterla di seguire degli schemi che ci siamo prefissati e che sembrano spiegare assolutamente tutto, almeno finché non vengono frantumati all'improvviso.
Forse, insomma, dovremmo essere molto cauti.
Forse...

Ma anche no! Altrimenti che gusto ci sarebbe (a recensire ogni numero di Orfani come da quasi tre anni ci siamo presi la briga di fare)?

[Se pubblichiamo questa recensione dopo l'uscita dell'albo, allora dovreste affezionarvi all'idea che potrebbe fatalmente contenere
spoiler e dunque potreste non avere alcun motivo per presentare rimostranze!]
















Gioca e muori è uno degli episodi più spettacolari e importanti dell'intera terza stagione.
La sola trama dell'albo riserva non poche sorprese per lo svolgimento complessivo dell'opera. Intanto si viene a conoscenza del modo in cui i Cani, ovvero i droni che vanno a caccia di clandestini per conto del Governo della Colonia, sono comandati a distanza, in un "gioco" surreale e paradossale che coinvolge gli stessi clandestini catturati. Non solo: assistiamo al contempo al ritorno, in veste inedita, di un altro dei compagni di Rosa che si era disperso negli episodi precedenti, di cui eravamo in attesa di conoscere il destino. Oltretutto non va trascurato che durante l'episodio precedente Jsana Juric era finita in sala operatoria, ormai prossima al parto, subito dopo aver affidato il compito di redarre la propria biografia allo scrittore Émile Bogdan. Sull'esito della sua gravidanza non staremo qui a prolungarci, per quanto è palese che si tratta di un altro di quegli eventi destinati ad avere grosse ripercussioni sulle storie a venire. 


Il dialogo tra le due anime di Sam.

Poi c'è Sam, che continua a cercare se stessa tra i fantasmi del passato. E per completare il quadro, ovviamente, Rosa, in fuga con Vincenzo e Cesar, che è intenta a ritrovare suo figlio ed è pronta ad affrontare di tutto pur di riabbracciarlo. Sullo sfondo riemerge così il tema dell'appartenenza, le conseguenze dell'essere figli e ancor più dell'essere genitori, uno degli assi portanti di Orfani, quanto meno nelle ultime due stagioni. Questo tema è stato spesso e volentieri sviscerato dallo stesso Mauro Uzzeo, che guarda caso torna in cabina di regia proprio con questa storia. Se in Ringo avevamo assistito al crescendo del tormento legato alla paternità dei tre ragazzi (e ognuno di loro aveva uguali probabilità di essere suo figlio o sua figlia), in questo Nuovo Mondo sono i percorsi paralleli di Rosa e della presidentessa Juric al centro del quadro, con l'incognita della già citata Sam. Per una volta la Juric, sempre più umana - per via della condizione di debolezza legata alla gravidanza - e piena di sfaccettature, è pronta a rubare la scena a tutti. Il suo sguardo ci conduce verso territori inesplorati e verso i dubbi a cui accennavamo in apertura. C'è qualcosa che ancora ci sfugge? Qual è il suo ruolo? Cosa si cela nel suo passato? A lei viene dedicata la scena onirica magistralmente disegnata da Fabrizio Des Dorides, uno dei passaggi che dominano l'albo, introdotto dalla citazione del logo della Ladd Company (la casa di produzione cinematografica responsabile di lungometraggi come l'ineguagliabile Blade Runner).


Confrontate pure pagina 66...


...con questo video.

Nell'arco di dodici tavole la Juric rievoca momenti del suo passato, si esprime in monologhi che sembrano quasi rivolti al lettore ("...sono il buono di questa storia/ e tu non hai diritto di giudicarmi") e soprattutto si ribella verso uno schema prefissato. Infatti, finora lei è l'unica a rivolgersi direttamente all'albero ("l'albero della vita" che appare invariabilmente nelle visioni di tutti i protagonisti), rifiutandosi di "riflettere sul significato della propria esistenza" solo perché vi si trova davanti, quasi a rompere d'improvviso uno degli schemi base visti in questi anni di storie di Orfani. Anche nell'ambiente onirico la Juric non va in cerca di espiazione e non vuole essere sottoposta al potere o al giudizio altrui, ma cerca di fare ciò che fa sempre: controllare tutto. Forse proprio in questo risiede l'interpretazione di una delle scene più significative dell'albo, che si giova della resa grafica di uno straordinario Fabrizio Des Dorides.
Se a livello di testi Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo danno vita a una storia densa e sentita, anche per quanto riguarda i disegni tutti e quattro gli artisti messi all'opera riescono ad esprimersi al meglio. 

Francesco MortarinoWerther Dell'EderaLuca Casalanguida e il già citato Fabrizio Des Dorides realizzano con stili ben differenti quattro diversi momenti dell'albo, con il prezioso contributo di Luca Saponti e Stefania Aquaro ai colori.
A Mortarino, qui al suo riuscito esordio, spetta realizzare la prima metà dell'albo, con l'arrivo di Rosa nel centro dove sono tenuti i ragazzini. Casalanguida rappresenta la prosecuzione della vicenda e l'evoluzione della gravidanza della Juric, svolgendo un lavoro ancora una volta solido e in continuità con quanto espresso negli albi precedenti. Come già detto, il vero exploit è quello di Des Dorides, artista che ci eravamo permessi umilmente di identificare come Autore rivelazione nella categoria Fumetto italiano degli ultimi Audaci Awards. Le sue sono tavole graffiate, egregiamente colorate e sontuosamente espressive, che lasciano il segno. Un ulteriore discorso a parte merita Werther Dell'Edera, presente per il quinto numero di fila nel novero dei disegnatori (il numero sette come artista unico, gli altri affiancando altri autori). Ormai ci sono scene che ci aspettiamo siano disegnate da lui e, se il suo tratto sintetico e sublime dovesse mancare in uno dei prossimi albi, di sicuro se ne avvertirebbe la mancanza...

La copertina del prossimo numero di Orfani: Nuovo Mondo in uscita ad agosto,
ad opera come sempre di Matteo De Longis.
Solo un'ultima nota, a chiusura del discorso sulla componente grafica e di quest'articolo (in cui ci siamo dilungati sin troppo - non vogliatecene ma stiamo per andare in ferie dal blog e ancora non siamo sicuri del se e quando torneremo). Il vero problema di Orfani, ormai, è che ci stiamo ormai abituando alle innovazioni nel linguaggio, nella gestione della serialità e nella struttura della gabbia bonelliana. Solo analizzando il versante grafico-stilistico, abbiamo assistito a una tale abbondanza di stili peculiari e di segni anticonvenzionali che abbiamo ormai gli occhi assuefatti. Ci toccherebbe estraniarci anche solo per un momento e renderci conto di quanto tutto ciò sia prezioso.
Ma questo probabilmente dovremo lasciarlo ai posteri.
A noi tocca ora congedarci assaporando l'emblematica copertina di Matteo De Longis per il prossimo numero, visto che ne mancano ora soltanto due dal termine di questa difficile, intensa e appassionante stagione.



Il sommo Audace, 
ultimo tra gli ultimi 





ORFANI: NUOVO MONDO “Gioca e muori” 
NUMERO: 10
DATA: luglio 2016
SERGIO BONELLI EDITORE

COPERTINA: Matteo De Longis
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo
DISEGNI E CHINE: Francesco Mortarino, Werther Dell'Edera, Luca Casalanguida e Fabrizio Des Dorides
COLORI: Luca Saponti e Stefania Aquaro



Nessun commento:

Posta un commento