martedì 26 aprile 2016

MORGAN LOST #6 e 7

Tra il metafumetto e l'uomo delle stelle




È proprio vero, a volte il cronico accumularsi di ritardi che attanaglia la vita di noi audaci si fa decisamente imponente. Abbiamo fatto passare talmente tanto tempo dall'uscita de I coniugi Rabbit, sesto numero di Morgan Lost firmato da Claudio Chiaverotti e Cristiano Spadavecchia, che nel frattempo siamo a fine aprile ed è già uscito in edicola il numero successivo della serie. Che fare dunque? Lasciarsi sfuggire l'occasione di esprimersi sull'incursione metafumettistica di Chiaverotti e concentrarsi solo su Vulcano 7, settimo episodio disegnato da Andrea Fattori e incentrato su un sanguinoso allunaggio? Gli audaci difficilmente riescono ad arrendersi a cuor leggero, per cui hanno invece pensato di occuparsi di entrambi gli albi, in considerazione anche del buon numero di spunti forniti dalle storie stesse. Dunque bando alle ciance!


I coniugi Rabbit


I coniugi Luck e Agatha Rabbit migrano da un fumetto cult popolato di animali antropomorfi a una realtà tridimensionale, sanguinolenta e innevata come la New Heliopolis di Morgan Lost. I Rabbit hanno un'indole solo apparentemente mite (come gli animali di cui portano il nome) e nascondono piuttosto una tendenza alla violenza e all'omicidio, un "gioco di morte, disperato e tragico".




Come accennato in apertura, la tecnica usata da Chiaverotti in questo episodio è da ascrivere a quell'incastro di scatole cinesi che va sotto il nome di metafumetto. Questo è un espediente su cui in passato ci siamo soffermati varie volte nel nostro blog: trattasi di un modo per parlare in una storia a fumetti dei meccanismi, dei protagonisti e degli autori del fumetto stesso. Un fumetto sul fumetto, in pratica. L'usuale lirismo con cui Chiaverotti impregna le sue sceneggiature si sposa in questo caso con alte dosi di analisi del medium e di autoironia, cercando di evitare di prendere (e di far prendere) troppo sul serio il mondo delle nuvole parlanti e di analizzarne strutture ed esigenze.

Nella figura del fumettista che realizza gli albi che hanno per protagonista la coppia Rabbit è possibile riscontrare tracce autobiografiche ed analogie con lo stesso autore torinese (e graficamente l'audace Rolando riferisce di aver intravisto una somiglianza con il talentuoso ex-copertinista di Julia, Marco Soldi). In vari dialoghi sono presenti rimandi e inside joke riferiti a un mondo che gli appassionati conoscono bene: fumetterie, fan accaniti e cosplayer.

I disegni dell'albo sono affidati a Cristiano Spadavecchia, vecchia conoscenza dei fan di Brendon che ritroviamo al fianco di Chiaverotti. Che i due autori siano affiatati è abbastanza evidente, come è palese quanto Spadavecchia sia a proprio agio in questo nuovo contesto narrativo. Il tratto spesso di Spadavecchia dimostra un'ulteriore evoluzione stilistica rispetto alle sue prove precedenti, con uno stile che si è affinato fino ad affrancarsi completamente dalle influenze iniziali e a raggiungere una caratterizzazione del tutto personale. Ricordiamo che agli esordi il disegnatore di Alessandria era stato accolto nello studio di Luigi Piccatto, noto disegnatore dello staff dylandoghiano, e che era stato proprio quest'ultimo a disegnare la trilogia dei conigli rosa su Dylan Dog (I conigli rosa uccidono, Dyd #24, seguito da Il paese delle ombre colorate, Dyd #107, e I conigli rosa colpiscono ancora, Almanacco della paura 2009, tutti sceneggiati da Luigi Mignacco). Tornando a Spadavecchia, nel suo lavoro visivo è ben coadiuvato nell'aggiunta della tricromia dall'Arancia Studio, che in queste tavole azzecca particolarmente la scelta degli elementi da rendere con il colore rosso.

Insomma, un albo molto godibile, divertente seppur sanguinario, che riesce a non prendersi troppo sul serio e ad espandere ulteriormente la galleria dei personaggi della serie.


Cartolina realizzata da Cristiano Spadavecchia.


Vulcano 7



E se il primo allunaggio della storia dell'uomo, invece di rappresentare le potenzialità e l'intraprendenza dell'uomo, si fosse macchiato del sangue della follia, improvvisa e inconcepibile? Ad insanguinare il sogno americano della conquista dello spazio ci pensa un violento uomo delle stelle immaginato dal solito Claudio Chiaverotti che, coadiuvato da Andrea Fattori, con Vulcano 7 realizza uno dei più riusciti albi di Morgan Lost pubblicati finora.


20 ottobre 1953. Per mano dell'astronauta Duncan Dredd, il primo passo dell'uomo sulla luna si trasforma in un massacro trasmesso in diretta in mondovisione. La sorella di Duncan non si dà pace e coinvolge la profiler Pandora Stillman e il suo amico cacciatore di serial killer, Morgan Lost. Il nostro si trova nel difficile ruolo di comprendere chi o cosa abbia spinto l'astronauta, come tutti hanno visto, a commettere il truculento omicidio sul suolo lunare. Nonostante l'iniziale spunto "stellare", la vicenda ha uno svolgimento tipicamente "terreno", in un'indagine pericolosa e rivelatrice, un viaggio alla scoperta di chi ha conosciuto e amato (?) l'uomo che stava sotto la tuta da astronauta, sorta di versione oscura di Neil Armstrong appartenente al mondo alternativo di Morgan Lost. 




I vari personaggi sono caratterizzati in maniera cristallina e decisamente marcata. Al solito, Chiaverotti tinge la storia di nero (senza dimenticare il rosso, materialmente aggiunto nelle tavole dal solito Studio Arancia), aggiungendo un'impronta molto cinematografica votata ad esaltarne l'aspetto scenico e visivo. Già l'intera sequenza iniziale è di notevole impatto e spinge il lettore a proseguire nella lettura con interesse. Inoltre, alcuni improvvisi guizzi nella narrazione, come quel Morgan Lost improvvisamente disperso nel vuoto dello spazio a pag. 86, permettono a tratti all'immaginazione di prendere il sopravvento.




Sul profilo grafico, Andrea Fattori convince pienamente, contribuendo in maniera decisiva alla riuscita della storia. Pur mantenendosi all'interno della generale uniformità grafica della serie (ulteriormente favorita dalla tricromia), il suo lavoro spicca soprattutto per la notevole espressività dei personaggi. Anche nel suo caso probabilmente ha un certo peso l'aver già familiarizzato con le oscure favole chiaverottiane in Brendon, esperienza messa a frutto in questa storia che forse più delle precedenti presenta analogie con la serie del
Tavola di Giuseppe Franzella da Brendon #7.
Cavaliere di Ventura: come dimenticare infatti che il numero sette (guarda caso, il sette!) di Brendon, ad opera 
di Chiaverotti e Franzella, si intitolava L'uomo delle stelle e vedeva aggirarsi nel mondo postapocalittico un anacronistico astronauta-killer? Anche per queste analogie sarà interessante vedere come i due parti dell'immaginazione di Chiaverotti interagiranno nell'annunciato crossover estivo Morgan Lost/Brendon.
Un doveroso cenno finale meritano ancora una volta le copertine prodotte da Fabrizio De Tommaso, artista che ormai ci sta abituando troppo bene e che per composizione, scelta delle inquadrature e colorazione riesce a superarsi numero dopo numero, mese dopo mese. Chapeau.

Detto ciò, non ci resta che congedarci con una canzone decisamente a tema e alcune belle illustrazioni, in attesa dell'ottavo episodio.


Il sommo Audace


R.E.M. - Man on the moon

Illustrazione di Andrea Fattori.

L'omaggio di Silver a Morgan Lost.




Illustrazione di Fabrizio De Tommaso per il volume da libreria in uscita a maggio,
che raccoglierà i primi due episodi della serie.






MORGAN LOST “I coniugi Rabbit” 
NUMERO: 6
DATA: marzo
 2016
SERGIO BONELLI EDITORE 

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti

DISEGNI E CHINE: Cristiano Spadavecchia
COLORI: Studio Arancia
COPERTINA: Fabrizio De Tommaso











MORGAN LOST “Vulcano 7” 
NUMERO: 7
DATA: aprile 2016
SERGIO BONELLI EDITORE 

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti

DISEGNI E CHINE: Andrea Fattori
COLORI: Studio Arancia
COPERTINA: Fabrizio De Tommaso


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