giovedì 31 marzo 2016

DYLAN DOG #355

Brillare



Non ci siamo fatti attrarre granché dalla copertina fosforescente che "brilla nel buio". Chi ben conosce l'animo audace saprà che non è il collezionismo il nostro interesse principale.
Eppure, non vogliatecene per la manifesta ovvietà, quest'albo a suo modo brilla.
Brilla per la storia densa e carica di pathos ideata da Paola Barbato.
Brilla per le tavole di Paolo Martinello, mai così tanto a suo agio con il bianco e nero e capace di interpretare la storia in maniera straordinaria.

[Attenzione: difficile sfuggire al fascino dello spoiler!]


Nel paragrafo che segue dovremmo parlarvi della trama e dei temi affrontati nell'albo. Difficile farlo senza citare i significati che si apprendono nella parte finale della storia, ma ci proveremo...
Intanto persino ai più distratti non sfuggirà il richiamo a Sandman, il Signore dei sogni, insito nome della ragazza dell'Indagatore dell'Incubo in questa storia, Sandy. Quest'ultima soffre proprio per via di sogni ricorrenti in cui le appare un individuo minaccioso e si rivolge a Dylan per venirne a capo (una scena che non ci viene mostrata, con sapiente elisione narrativa volta ad arrivare subito al sodo). Si scopre poi che Sandy non è l'unica assillata da questo sogno: è un'esperienza condivisa con tante altre persone che vedono lo stesso identico uomo e tutte sono in procinto di impazzire. Tra i tanti, c'è un caso anche a Wickedford, cittadina d'adozione del buon vecchio ex Ispettore Bloch (a dire il vero già coinvolto nella vicenda sin dall'inizio). Dylan suo malgrado si trova a dover comprendere la natura intrinseca di quest'uomo misterioso che compare nei sogni altrui, tenebroso viaggiatore onirico.



Alcuni dei nuovi personaggi qui introdotti probabilmente sono destinati a ritornare in futuro, ad esempio l'intrigante personaggio della dottoressa Billingham, anziana consulente coinvolta nelle indagini.

Dicevamo dei temi. Difficile non partire dal concetto di sogno, parente stretto dell'incubo su cui usualmente indaga l'inquilino di Craven Road. Già dagli studi di Sigmund Freud a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, l'interesse dell'uomo verso il contenuto e i significati dell'attività onirica è sempre stato forte. I sogni sono dotati di una simbologia importante e chiarificatrice, talvolta rivelatrice di aspetti che durante la nostra attività conscia difficilmente mettiamo a fuoco. Quando però i sogni si tingono dei colori della paura, ecco emergere elementi che spesso desideriamo tenere celati in angoli segreti della nostra mente.


La penna di Paola Barbato infonde intensità e una marcata emotività a queste pagine. Ancora una volta l'autrice parla con la parte più irrazionale del lettore, intenzionata a instillargli paura in maniera non convenzionale. Non sono solo gli avvenimenti dell'albo, presi di per sé, a inquietare, ma anche ciò che le varie situazioni suggeriscono. Infatti, nonostante quanto detto all'inizio, L'uomo dei tuoi sogni è un albo oscuro. Dentro c'è la volontà di liberarsi da un incubo, c'è la ricerca di espiazione e ci sono scene di straordinaria follia dilagante, quella follia che porta alla morte di tante persone e di fronte alla quale siamo affetti da un grosso senso di impotenza (insomma, delle immagini che in qualche modo sono in contatto con ciò che ci terrorizza sul serio). C'è la simbologia della chiave, letteralmente conficcata nelle teste in modo da aprirne i cassetti più reconditi. E c'è la luce che si fa aggredire e soverchiare dalle oscurità.

Inevitabilmente nel descrivere una tale prevalenza di giochi tra luce e ombra è fondamentale il ruolo del disegnatore. Se ben ricordate, già tre anni fa avevamo puntato i nostri riflettori su un autore come Paolo Martinello, che qui in Italia in molti hanno conosciuto tramite lo splendido lavoro alle copertine di Valter Buio. Qualche anno dopo ci aveva ammaliato con Addio, Groucho, breve gioiello incastonato nella saga del Pianeta dei Morti su testi di Alessandro Bilotta. Non aveva finora avuto modo di esprimersi al meglio anche in tavole in bianco e nero e lo fa proprio in questa storia, in cui sembra averci messo davvero l'anima. Il suo stile è dinamico e molto spettacolare, ma al contempo riesce a scavare nei volti dei protagonisti e a restituirci un orrore visionario. Particolarmente evocative le scene oniriche in cui compare l'entità misteriosa: lì le paure diventano tangibili e, pur utilizzando lo sfondo di una stanza bianca e vuota, può giocare ancora di più con le ombre, fino a farle diventare parte della storia.

Insomma, non avevamo bisogno dell'effetto speciale in copertina per notare quanto quest'albo fosse brillante e speciale.

Giuseppe Lamola






"L'uomo dei tuoi sogni"
SERIE: DYLAN DOG
NUMERO: 355
DATA: marzo 2016
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Paola Barbato
DISEGNI E CHINE: Paolo Martinello
COPERTINA: Angelo Stano






Nessun commento:

Posta un commento