venerdì 1 maggio 2015

DYLAN DOG #344 - Recensione

Il sapore di una buona storia



«Una ragazzina scomparsa nel nulla, una persona morta ingerendo dell’acido del quale non è rimasta traccia e un’altra gravemente ustionata in modo incomprensibile. Tre casi irrisolti, privi di spiegazione logica... Che cos’hanno a che fare con un antico ciondolo fatto di un metallo estremamente raro, più prezioso del platino e resistente agli acidi, il rodio? Come se non bastasse, all’interno del pendaglio si cela un minuscolo cristallo di zolfo… La puzza di satanismo è forte. A Dylan non resta altra scelta che ricorrere all’aiuto di un super esperto, in materia di Alchimia: Hamlin».

Saremo sinceri, tanto lo siamo sempre. Questa presentazione ufficiale non ci aveva entusiasmato molto! Quando c’è di mezzo Hamlin, il sinistro proprietario del negozio Safarà, le storie alla fine non si rivelano poi così audaci (salviamo solo Gente che scompare, n. 59, di Sclavi e Coppola, anche perché appare lì per la prima volta). Se poi considerate che il tratto personalissimo del buon Giorgio Pontrelli (al suo esordio sulla serie regolare, dopo la sua primissima prova sul Maxi Dylan Dog Old Boy di febbraio, con la storia A volte non ritornano, su testi di Giancarlo Marzano,) per alcuni può essere non eccessivamente appetibile, la situazione non migliora di certo. Aggiungeteci che, come iniziamo a sfogliare l’albo, troviamo qualcuno che canticchia Hit ‘em up della buonanima di 2Pac – e il rap non è proprio nelle corde audaci – e il quadro, assai poco rassicurante, sarà completo.

Ma – assai poco audacemente – stavamo tralasciando un particolare fondamentale: la storia è scritta da Gigi "Gigione" Simeoni, autore dell’ultimo e splendido Nel fumo della battaglia, che tanto ha fatto sognare noi dylaniati miltoniani! Il nostro uomo è uno dei più capaci sceneggiatori in circolazione, su questo non si discute, e anche in questa storia – lo diciamo subito, non il suo capolavoro – riesce a tenere il lettore con l’occhio attaccato alla pagina fino alla fine.



Al centro dell’indagine dell’Indagatore dell’incubo ci sono tre diversi casi, dicevamo: una ragazza scomparsa, un’altra che muore per aver bevuto – apparentemente – dell’acido e un uomo che muore in seguito alle ustioni dovute anch’esse al contatto con dell’acido. Questa volta, però, non c’è nessuna bella cliente che va da Dylan a chiedere di lavorare per lui ma è l’affascinante e ben gentile sergente Rania Rakim a ricorrere all'intuito e al quinto senso e mezzo del buon Dylan per farsi aiutare per risolvere il caso.

Il polo principale su cui far ruotare tutta la storia è un ciondolo indossato da una delle vittime “preso” in un negozio di Portobello Road, chiamato The Shadow Corner; l’ombra di un antico alchimista dal nome decisamente rivelatore, Van Heller, aleggia vendicativa e carica di malignità; una terribile minaccia chimica si profila all’orizzonte per l’inconsapevole popolazione londinese… Gli elementi sono tanti!

Una delle sequenze più belle è quella del ricordo dell’asta del ciondolo, al centro delle indagini di Dylan: Hamlin – al quale il nostro old boy si rivolge ben presto – racconta del misterioso compratore (che ricorda il Donald Sutherland de La migliore offerta di Giuseppe Tornatore) che gli aveva impedito di aggiudicarsi il monile fatto di radio e zolfo.




Davvero in forma, ormai non è più un caso isolato, l’amato Groucho: splendide le sue gag su Freud, i suoi giochi di parole con Rania e la battuta su - udite udite! - Martin Mystère!

Bisogna voler bene a Simeoni per l’impegno nella scrittura e nella cura del dettagli tecnici: infatti, in occasione del nostro ultimo incontro in quel di Torino Comics, l’autore bresciano ci ha rivelato di essersi dedicato molto alla ricerca delle informazioni scientifiche.
I disegni di Pontrelli ben si adattano alla sceneggiatura: la loro pulizia e l’esilità del tratto nero sembrano quasi voler riprodurre la liquidità dell’elemento principale della storia, l’acqua appunto.

Continuiamo a dare fiducia a Dylan, insomma, perché se lo merita!


RolandoVeloci

“Il sapore dell’acqua” 
SERIE: DYLAN DOG
NUMERO: 344
DATA: aprile 2015 
SERGIO BONELLI EDITORE 

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Gigi Simeoni
DISEGNI E CHINE: Giorgio Pontrelli
COPERTINA: Angelo Stano 

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