martedì 17 febbraio 2015

ATOMICO: Intervista all'editor Giovanni Barbieri

I progetti Atomici e il lavoro dietro un fumetto




Come ben sa chi è avvezzo al mondo dell'editoria (digitale, in questo caso), dietro ogni pubblicazione, oltre ai nomi più "esposti" degli autori che realizzano le varie opere, c'è sempre qualcuno che lavora dietro le quinte, supervisionando, coordinando e facendo sì che il prodotto finito sia coerente e soddisfacente.
Giovanni Barbieri è uno sceneggiatore e insegnante di fumetto; attualmente ricopre il ruolo di editor delle prime tre serie del Progetto Atomico (Quebrada - Seconda caduta, Zeroi e Rim City), di cui abbiamo parlato ampiamente qui, qui e qui e di cui a breve è previsto il lancio.
Ecco un'intervista in cui approfondisce alcuni aspetti del suo lavoro e ci aiuta a scoprire nuovi lati del progetto.

Puoi raccontarci gli inizi della tua carriera? Come hai mosso i primi passi nel mondo della scrittura?
Un milione d’anni fa aspiravo a diventare autore completo di fumetti, ma la ricca collezione di pesci in faccia mi dissuase dal continuare a disegnare. Le storie che scrivevo, invece, piacquero a Marcello Toninelli, che mi segnalò a mia insaputa alla redazione di Intrepido, al tempo in fase di rilancio ad opera di Sauro Pennacchioli. Da lì ho cominciato a scrivere sceneggiature e a essere pagato per farlo. Scrivevo racconti e disegnavo fumetti già dalla seconda elementare, comunque, quindi non è stata una vocazione improvvisa, quanto piuttosto capa tosta.


Qual è il lavoro al quale sei più affezionato?
Macchina Suprema, il libro fatto con Gianluca Costantini, Pasquale Todisco e Armin Barducci: una storia lunga dieci anni e fuori da ogni canone.


Negli ultimi anni hai affiancato al lavoro di scrittura un’intensa attività di docenza. Cosa significa insegnare sceneggiatura oggi?
Significa parlare di un mestiere che oggi vive e prospera in diversi mondi: fumetto, animazione, videogiochi, blog, pubblicità… Saper raccontare una storia con le immagini aiuta e valorizza la comunicazione, in tutti i campi. Significa anche restare in contatto con menti fresche e nuove idee, trovando nuovi stimoli.

Da Lazarus Ledd \ Samuel Sand a Eva Miranda e Macchina Suprema... dal fumetto popolare in senso classico agli esperimenti d’autore, come si è sviluppato questo percorso?
Le mie non sono state mai scelte “strategiche”, nel senso che mi piacciono tutti i fumetti, da quelli sperimentali a quelli mainstream, senza preconcetti o preferenze. I fumetti più sperimentali spesso li ho fatti in parallelo a quelli più classici… è anche un modo per non annoiarsi!

GECKO - Character Design per ZEROI - artwork by Cinci

Com’è avvenuto il tuo reclutamento atomico?
Sono stato coinvolto da Matteo Casali, che è mio “pard” ai corsi di sceneggiatura alla scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia e Firenze. Lui è quello “rock&roll”, io il “profe”: ci integriamo bene,  lavoriamo in sintonia e ci fidiamo l’uno dell’altro.

Puoi descriverci il ruolo dell’editor (e nel caso specifico dell’editor) atomico?
L’editor ha diverse funzioni. Fa inizialmente opera di maieutica, cioè aiuta gli autori a far nascere le storie. Mi era capitato con Luca Vanzella e Luca Genovese per Beta, che mi chiesero una mano sul loro progetto, mi capita di continuo ai corsi di scrittura in cui insegno. Individuare la “spina dorsale” della storia può non essere facile come sembra… Poi l’editor supporta gli autori nella fase di sviluppo, facendo le pulci al soggetto e suggerendo soluzioni ai problemi. In fase di produzione, si assicura che la storia, nei testi e nei disegni, si conservi coerente e renda al massimo del suo potenziale. Insomma, in sintesi, l’editor spacca i maroni e piglia le botte da tutti: dagli autori che si sentono criticati, dal pubblico che gli attribuisce la mancata riuscita di un’opera, dall’editore che si chiede cosa lo paga a fare.

RIM CITY - Veicoli - artwork by Daniele Orlandini

A prodotto ultimato è sempre molto complesso attribuire meriti (e demeriti) al fumetto nel suo complesso... qual è il segnale più evidente di un fumetto che ha avuto un buon editing e di uno che invece è stato abbandonato nelle mani di scrittore e sceneggiatore?
In realtà l’occhio esperto vede i “problemi” di una storia con abbastanza chiarezza. Vede i buchi dello scrittore e gli scivoloni del disegnatore. Però questa chiarezza di visione non c’entra nulla con il successo o l’insuccesso di un’opera, che dipende sempre da fattori misteriosi e imprevedibili. Le storie senza editor, in generale, hanno più problemi delle altre in termini di qualità.

Cosa devono aspettarsi i lettori dai progetti Atomici?
I lettori devono aspettarsi fumetti scritti in stato di grazia e disegnati da Dio, né più né meno, e ce la stiamo mettendo tutta per riuscirci!

 [intervista a cura di Stefano Ascari]




Pagina fb di Atomico: www.facebook.com/progettoatomico

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