venerdì 23 gennaio 2015

DRAGONERO #20 - Recensione

Ian in mare aperto tra pirati e draghi marini...

Che gli Audaci seguano l’opera e l’evoluzione artistica di Luca Enoch, ormai considerato unanimemente uno dei massimi nomi nel panorama fumettistico italiano, non è un mistero. C’è persino qualcuno, tra di loro, che può vantare disegni originali, tavole autografate, numeri zero con dediche, mappe dell’Erondár realizzate appositamente da maestri cartografi di Vàhlendàrt, numeri uno esauritissimi con firme col pennarello rosso Uniposca e tanto altro relativo al sempre paziente e sorridente Enoch, padre di Sprayliz, Gea, Lilith e, adesso, di Dragonero. La sua nuova creatura, ideata insieme al grande Stefano Vietti, è ormai arrivata al numero venti della serie regolare e può vantare uno splendido speciale estivo (con i disegni di Cristiano CucinaManolo Morrone), La prima missione, che ha incontrato il favore, tra gli altri, dei vostri affezionatissimi Sommo e Rolando (e che quest'anno sarà bissato da un nuovo speciale contenente l'annunciato team-up con Zagor).


Noi Audaci ci tenevamo in modo particolare a recensire questo albo un po’ perché, dopo aver incontrato il bravissimo Walter Trono – a lavoro su una storia doppia di prossima pubblicazione – in quel di Taranto, ci siamo immersi pienamente nel magico mondo di Ian e compagni e un po’ perché, ai disegni di questa riuscitissima storia, troviamo il nostro conterraneo e, amico degli Audaci, Giuseppe De Luca.

Classe ‘63, il salentino (di Casarano) De Luca arriva al suo esordio in Bonelli con questo albo della cui lavorazione gli Audaci sono a conoscenza fin dall’estate 2012, cioè da quando i vostri nerd preferiti organizzarono una personale di Alessio Fortunato (Dampyr, John Doe, Erinni, Kor One) ed ebbero occasione di fare la conoscenza di De Luca.

Dopo i suoi esordi sulla rivista Intrepido, nel 2006 entra nello staff de L’insonne, poi realizza diversi episodi per il mensile Nemrod, il primo numero di Pinkerton S. A. (miniserie per la quale realizza anche le copertine) e il numero quattro di San Michele, queste ultime tutte pubblicazioni targate Star Comics. Oltre ad aver lavorato per il mercato italiano, De Luca è conosciuto e apprezzato all’estero per i sui lavori Les enragés du Normandie – Niemen e Blackbirds.



Che dire di questo suo esordio bonelliano? Be’, gli entusiasmanti testi di Enoch – il quale avrà di certo stretto un patto col diavolo (come fare, altrimenti, a realizzare così tante storie belle e appassionanti mese dopo mese?) – sono davvero quanto di meglio un disegnatore possa desiderare: a De Luca sono state concesse, in pratica, tutte le occasioni per mostrare il proprio talento e divertirsi al tempo stesso.

Quella che ci siamo ritrovati tra le mani è una riuscitissima storia di mare che finisce così come inizia: cioè con Ian alla deriva su un mezzo di fortuna… Ma in mezzo c’è tanta di quella roba che descrivervela sarebbe riduttivo. Vi basti sapere che Enoch, pur in una storia non particolarmente legata alla continuity della serie, ha introdotto un coprotagonista di uno spessore tale da risultare uno dei personaggi più riusciti dell’intera serie, almeno fino a questo momento. Il personaggio è Faccia d’osso, il pirata del titolo, il quale si diverte a scorrazzare per i mari e, con la sua ciurma di fedelissimi, intercetta i convogli lungo le rotte per i regni meridionali. La missione di Ian è apparentemente semplice: eliminare questo pericoloso criminale; e, per fare questo, si imbarca con il tenente Otsoa sulla caracca capitanata da quest’ultimo. Le cose, però, non andranno come previsto…


In tutto ciò, il bravissimo Enoch riesce anche a darci un ulteriore spaccato su una società maschilista e teocratica che domina il mondo del nostro Aranill: un mondo fatto di ingiustizie in cui regni e principati sono governati da chi non separa il potere temporale e da quello spirituale con risultati davvero mortificanti e lesivi della dignità umana. 
Uno dei personaggi femminili della storia (non vi riveliamo chi) durante un flashback di 24 tavole è poi vittima di un sistema maschilista che la rende una "prigioniera tra le mura domestiche": costretta già da minorenne a sposarsi con un uomo che non amava. Uno spaccato solo accennato nell'albo ma sicuramente di drammatica attualità, visto il modo in cui ancora oggi in tante parti del mondo (ad es. in Medio Oriente) tante giovani donne subiscono tali costrizioni.

In parte avventura, in parte denuncia sociale: un albo da ricordare!

Rolando Veloci

[copyright immagini: Sergio Bonelli Editore]








"Faccia d'osso"
SERIE: Dragonero
NUMERO: 20
DATA: gennaio 2015
SERGIO BONELLI EDITORE

COPERTINA: Giuseppe Matteoni
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Enoch
DISEGNI E CHINE: Giuseppe De Luca


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