lunedì 20 ottobre 2014

Citazioni Audaci - settima puntata


A volte il fumetto è un veicolo per messaggi complessi, per esprimere punti di vista inediti e interessanti su vari argomenti, punti di vista che rivelano riflessioni non banali. E spesso li trovi in quegli albi da cui forse non te li aspetteresti, come i "frivoli" comics americani, tra una maschera e un mantello!
Gli Audaci si sono messi a cercare per voi le frasi incisive, in questo caso espresse da personaggi di contorno: non sarà il supereroe di turno ma una sua spalla o una sua nemesi a raccontarci la sua visione del mondo nella nuova puntata della più osannata (tra le più odiate) rubriche audaci, che è riuscita a riservarsi un giusto posto d'onore nei vostri affabili cuori da nerd: tornano le Citazioni Audaci!

[Insomma, se temete gli spoiler o l'eccessiva sincerità, smettete incontrovertibilmente di leggere!]



«... I tempi sono brutti. Ogni giorno è una battaglia. Ci sentiamo come se ci trovassimo dalla parte sbagliata della palla da demolizione. Ci sentiamo in balìa di forze al di là del nostro controllo, e questo ci spaventa [...]. Giocano sulla nostra paura, ci dicono che i nostri nemici sono gli immigrati del nostro quartiere, o i vicini di casa che vivono coi buoni pasto. Ci spingono a trasformare la nostra paura in rabbia, e noi abbocchiamo perché ci fa sentire "più forti". Solo che non è così. Non diventiamo più forti. Diventiamo un'arma.»

la nuova fiamma di Devil (Kirsten Mc Duffie) contro i perfidi (e estremisti/razzisti) Figli del Serpente
in Daredevil #34 (in Italia su Devil & i Cavalieri Marvel #30) di Waid, Rodriguez.





«Quando da giovane lavoravo in teatro, ricordo che ero molto preoccupato della verosimiglianza dei personaggi che interpretavo [...]. Ero un vero disastro. Il fatto è che avevo paura, Bruce. Tanta paura di farmi scoprire, di farmi beccare....che perdevo di vista una cosa fondamentale [...]. Il fatto è che loro vogliono credere nel suo personaggio. Il pubblico vuole dimenticare chi c'è dietro la maschera [...]. Vogliono essere travolti dalla recita, Bruce. E trasportati in un mondo dove verità più grandi stanno agendo e tutto...E intendo dire tutto...Può succedere. Un mondo dove l'impossibile è possibile. »

il grande Alfred Pennyworth narra a un giovane Bruce Wayne il suo modo di concepire la recitazione, la maschera e la doppia identità di Batman
in Batman #24 (in Italia su Batman #27) di Snyder, Tynion IV, Capullo e Albuquerque.





«Credi di essere un eroe. La verità è che sei un assassino, Superman. Il peggior assassino della storia [...]. Vorresti deporre quel dittatore in Sudan o quel signore della guerra in Makran. Vorresti rendere il mondo migliore [...]. E ogni volta che tu non lo fai, decidi di lasciare che delle persone vivano nella miseria e muoiano nella sofferenza. Li stai uccidendo. Dolorosamente [...]. Perché hai paura di affrontare situazioni complesse, situazioni che invece avresti dovuto affrontare, ma è più facile librarti sopra le nostre teste e salvare gattini.»

lo schietto (e usualmente cattivetto) Generale Lane offre la sua personale analisi dell'attività supereroistica di Superman
in Superman Unchained #3 (in Italia su Superman L'Uomo d'Acciaio #3) di Snyder, Lee e Nguyen.





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